A settembre previsto taglio cattedre a Sud, a rischio assunzioni e rientri prossimo anno

da Orizzontescuola

A settembre previsto taglio cattedre a Sud, a rischio assunzioni e rientri prossimo anno

di Anselmo Penna

Che si taglino cattedre a Sud non è una novità, è quanto succede da qualche anno a questa parte sotto il nome di “riduzione popolazione”.

Riduce la popolazione, i motivi sono vari tra cui l’abbandono economico delle regioni meridionali e seguente emigrazione, diminuiscono i figli, diminuiscono le cattedre.

A nord va meglio anche perché gli extracomunitari contribuiscono non poco, quindi c’è bisogno di più cattedre.

Tutto vero, però quando si parla di aumentare le cattedre con l’aumento del tempo pieno a Sud, dove è quasi inesistente in molte aree, i soldi vengono investiti sempre a nord.

Ne abbiamo già parlato con dati alla mano.

La prima regione a lamentarsi è stata la Campania. Oggi l’Aska riporta di uno cambio epistolare tra il Ministro e De Luca circa gli organici.

De Luca ha segnalato “ alcune delle criticità che potrebbero verificarsi in Campania con l’apertura del prossimo anno scolastico 2018/2019. In particolare – spiega una nota – nella lettera è stata sottolineato il rischio della riduzione delle cattedre nell’ambito del riparto nazionale, relativo sia all’organico ‘di diritto’ che a quello ‘di fatto’. Il ministro Bussetti, ha risposto confermando che “in base a criteri ben ponderati” in Campania è prevista una riduzione di 321 posti, con una compensazione parziale di un incremento di 149 docenti presso l’istruzione professionale

Allarme confermato. Però, De Luca va oltre e chiede investimenti.

A fronte del decremento di alunni in Campania è stato rappresentato al ministro di valutare la necessità di considerare l’attivazione del ‘tempo prolungato“, ad esempio chiede.

Inoltre, fa notare che è “importante rilanciare le iniziative per non ridurre le cattedre, a cominciare dall’estensione del tempo pieno. Occorre proseguire in uno sforzo straordinario contro la dispersione scolastica, a cominciare da Scuola Viva. Ma, è importante considerare nei criteri di riparto la condizione sociale reale, spesso drammatica nei nostri territori”.

Meno cattedre, meno docenti da assumere e meno possibilità per chi è a Nord di poter ritornare.Tutto passa, come sempre, da uno stretto collo di bottiglia.

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