Scuola, per i docenti il rischio della pensione con un anno di ritardo

da Il Messaggero

Scuola, per i docenti il rischio della pensione con un anno di ritardo

Chiediamo che tutto si risolva in tempi brevi spiega Anna Fedeli della Flc Cgil e chi ha diritto alla pensione possa andarci

ROMA Una corsa contro il tempo all’Inps per mettere ordine tra le richieste di pensionamento dei docenti della scuola. Tra i problemi più complessi da risolvere ci sono le discrepanze nel conteggio dei giorni lavorativi: tra un anno solare e un anno commerciale, nell’arco dei 40 anni di carriera, viene a mancare all’appello un anno scolastico. E allora, se davvero per i docenti si tratta di restare un altro anno in cattedra, la situazione si complica. Ma è importante che si risolva quanto prima: il caos provocato dal boom di richieste di pensione, 33500 tra docenti e personale ata contro le 26mila dello scorso anno, dovute agli effetti della riforma Fornero e il passaggio per la prima volta della lavorazione delle pratiche all’Inps sta fermando l’iter verso la pensione per migliaia di persone.


RICOSTRUIRE LE CARRIERE

Fino allo scorso anno infatti tutto era nelle mani degli uffici scolastici regionali che conoscevano le carriere più complicate da ricostruire, da quest’anno l’onere spetta all’Inps che, tra l’altro, conta gli anni di lavoro sulle 52 settimane e non in base agli anni di servizio in classe, come sempre fatto per il mondo della scuola. «L’anno scorso siamo riusciti a risolvere la questione dei pensionamenti nella scuola e spero riusciremo anche quest’anno, anche se i numeri sono maggiori ha spiegato ieri a Radio24 il ministro Bussetti – l’Inps lavora rispetto a regole che non sono le stesse degli uffici scolastici provinciali. La prima cosa che ho fatto appena arrivato è stata incontrare i vertici dell’Inps e il presidente Boeri che si sono subito attivati. Poi esiste il problema legato all’anagrafe contributiva che doveva essere risolto. Ci sono tante situazioni quasi paradossali: per esempio, calcolando l’anno commerciale e non solare ci sono 5 giorni lavorativi in meno all’anno e, per 40 anni di servizio, diventano 200 giorni, sono le regole del ministero. Quindi i docenti che pensavano di avere gli anni per poter andare in pensione devono fare un anno in più di servizio; alcuni addirittura lo hanno saputo all’ultimo momento. È un tema non è di oggi ma che c’è da anni, si doveva già prevedere, è un argomento a cui tengo tantissimo, si tratta dei diritti fondamentali dei lavoratori». Bussetti ha elogiato gli uffici scolastici provinciali che «hanno lavorato in modo indefesso» ma, ha aggiunto, «purtroppo sono calcoli che adotta l’Inps e a cui ci dobbiamo adeguare».
Una novità poco gradita ovviamente dai docenti: quelli in attesa di pensione si ritrovano con un’amara sorpresa mentre i precari in attesa che si liberi posto con il turn over temono che la cattedra di ruolo si allontani. vedono allontanarsi la cattedra. «Chiediamo che tutto si risolva in tempi brevi spiega Anna Fedeli della Flc Cgil e chi ha diritto alla pensione possa andarci. Gli uffici scolastici sono sotto organico e sappiamo bene che ce la stanno mettendo tutta».
Lorena Loiacono

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