Alla scrivania o in cantiere ragazzi «on the job» in sicurezza

da Il Sole 24 Ore

Alla scrivania o in cantiere ragazzi «on the job» in sicurezza

di Claudio Tucci

«Gli studi, di solito, hanno dipendenti, quindi sono in regola con gli obblighi di legge su salute e sicurezza sul lavoro. La scuola, poi, assicura il rispetto degli adempimenti Inail. Io, in più, offro un’assicurazione aggiuntiva contro gli infortuni che grazie a una convenzione stipulata dall’Adc, il sindacato dei dottori commercialisti, mi costa 100 euro l’anno».

Maria Pia Nucera è una commercialista, con studi a Roma e Milano, e da oltre 10 anni accoglie ragazzi in “formazione on the job”. Il tema del rispetto delle regole su salute e sicurezza, durante l’esperienza di scuola-lavoro, è avvertito, e una parte di queste attività è anche a carico, economicamente, della struttura che ospita il giovane alunno (per esempio, la sorveglianza sanitaria, se si è impegnati oltre 20 ore alla settimana davanti al computer). Il gioco però vale la candela: «L’alternanza è un ottimo strumento – spiega Nucera -. Va potenziata, superando tutte le perplessità».

La normativa per accogliere, in sicurezza, ragazzi “on the job” è stata coordinata, di recente, dal Miur, di concerto con Lavoro, Semplificazione e Pa, e raccolta nella Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza. Si parte dalla formazione generale, quattro ore, che «può essere erogata anche a distanza, in modalità e-learning – evidenzia Fabrizio Proietti, dirigente del Miur che si occupa di alternanza -. I ragazzi possono utilizzare la piattaforma messa a disposizione dal ministero, le scuole forniscono le credenziali e alla fine dei moduli viene rilasciata una certificazione, validata da Inail per quanto riguarda i contenuti formativi». Un pò più articolate sono le disposizioni sulla formazione specifica, collegata a tre categorie di rischio. «In caso di rischio basso – aggiunge Proietti – i ragazzi dovranno formarsi per altre quattro ore. Stiamo lavorando con Inail per rendere fruibili i moduli online sulla nostra piattaforma. Se il rischio è medio le ore di formazione salgono a otto e necessariamente devono essere erogate in presenza. Nella terza, e ultima ipotesi, di rischio alto, si devono svolgere 12 ore formative, anche qui, tutte in presenza». La formazione generale viene erogata dall’istituto scolastico ed è integrata da quella specifica, che gli studenti ricevono all’ingresso nella struttura ospitante, vale a dire, in questo caso, lo studio professionale. Il relativo costo può, però, essere posto a carico della scuola, a seconda della convenzione stipulata con l’istituto, con la quale si delineano le finalità del percorso di alternanza e le attività da svolgersi “on the job”.

Ma si tratta di oneri e adempimenti burocratici insormontabili per i professionisti? «Penso di no – risponde Proietti -. Sono già oltre 17mila gli studi che accolgono alunni in alternanza. In uno studio legale, di un commercialista o di un consulente del lavoro, il rischio, di norma, è basso, pertanto sono sufficienti otto ore totali di formazione su salute e sicurezza. Tra l’altro non parlerei di adempimenti burocratici, ma di vera e propria cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro che, attraverso l’alternanza, si riesce a trasmettere agli studenti in vista del loro ingresso nel mondo del lavoro».

Certo, in un cantiere la situazione è più delicata. «Io ci porto gli studenti – racconta Salvatore Perez, architetto con studio a Latina -. La mia esperienza, come direttore dei lavori e coordinatore della sicurezza, coinvolge un’intera classe. La scuola ha fornito un’assicurazione specifica per l’attività “on the job” in cantiere, poi è stata firmata una convenzione tra il preside e l’azienda indicando obblighi e impegni. Si parte con lezioni teoriche in classe, coinvolgendo anche la Asl per gli argomenti antinfortunistici, per poi passare a dimostrazioni pratiche e piccole attività, sempre sotto l’assistenza dei preposti di cantiere e del rappresentante dell’impresa. Concluderemo il primo percorso di alternanza a fine luglio, con il nuovo anno scolastico, gli alunni apprenderanno il completamento della costruzione, fino alle finiture. Ci riteniamo soddisfatti? Sì, molto. Sia noi, sia i ragazzi».

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