Concorso presidi: mega-ricorso, a rischio la prova scritta del 18 ottobre

da Corriere della sera

Concorso presidi: mega-ricorso, a rischio la prova scritta del 18 ottobre

Attesa la pronuncia del Tar del Lazio. In caso di sospensiva si rischia il caos allo scritto, dove più di mille insegnanti si aggiungerebbero agli 8.736 ammessi lo scorso luglio

Nuove nubi sul concorso per i dirigenti scolastici: il 18 ottobre gli 8.736 ammessi dopo la prova preselettiva dello scorso luglio dovranno sostenere la prima prova vera e propria, quella scritta. Ma incombe martedì 9 ottobre una pronuncia del Tar, su ricorso di un migliaio di aspiranti presidi, che potrebbe ammettere con riserva almeno un’altro migliaio di insegnanti. Lo si saprà a giorni.
Il ricorso

Tutto nasce da un ricorso presentato subito dopo la prova preselettiva, test previsto dal bando per ridurre i candidati ad una cifra tre volte superiore al numero di posti messi a concorso (2.324). Poiché ad iscriversi sono stati in 34 mila, la prova è stata necessaria. Sono passati i candidati che hanno ottenuto almeno 71/100, cioè i migliori 8.736. Ma il ricorso contesta il principio: una prova, o si passa o non si passa, dunque chi ha preso 60/100 dovrebbe poter andare avanti.

«No a pronunce creative»

La questione è dunque davanti al Tar del Lazio. Al Miur intanto si preparano all’eventualità di dover organizzare altri mille posti per la prova scritta e sperano che in caso di sospensiva del Tar li si possa far partecipare alle prove suppletiva (quella che di solito si organizza per chi è impossibilitato il giorno del concorso per ragioni gravi). Protestano i sindacati: «Speriamo che questa volta non ci sia una pronuncia creativa – dice Maddalena Gissi – Il bando è chiaro e pone dei vincoli che non si possono cambiare a piacimento altrimenti si creano voragini caotiche».

Le modifiche di Bussetti

Il ricorso, accolto o non accolto, rischia di frenare anche la promessa del ministro Bussetti di modificare il bando per velocizzare il concorso (che prevede un tirocinio di quattro mesi dei vincitori, periodo che impedirebbe ai nuovi presidi di prendere servizio nel prossimo anno scolastico). «Non è possibile far saltare qualche prova e nemmeno modificare il bando del concorso a D.S. 2017 », annuncia l’avvocato Pasquale Marotta, autore di alcuni dei ricorsi dei candidati presidi.

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