Autismo, FDI presenta una risoluzione con il raddoppio dell’assegno di invalidità

Redattore Sociale del 08-11-2018

Autismo, FDI presenta una risoluzione con il raddoppio dell’assegno di invalidità

strumenti ci sono, ma le 500.000 famiglie con figli con disturbi dello
spettro autistico continuano a sentirsi sole. E a questo senso di
abbandono si è aggiunta la rabbia emersa all’indomani delle parole
pronunciate dal fondatore del Movimento Cinque Stelle al Circo Massimo.
“A Beppe Grillo dico solo che la sindrome di Asperger e l’autismo non
sono malattie, mentre l’ignoranza lo è.
E lui ne ha dimostrata tanta”. Parole infuocate quelle pronunciate da
Silvia Michelangelo, mamma di un figlio autistico. La donna ha fatto un
lungo viaggio, è venuta da Pantelleria, per aprire oggi la conferenza di
Fratelli d’Italia a Montecitorio dal titolo “Noi con l’autismo. La
parola ai protagonisti”.

In quest’occasione FDI ha presentato alle famiglie una risoluzione, già
nota in commissione Affari sociali, per impegnare il governo con delle
proposte concrete. Tra queste raddoppiare l’assegno di invalidità a 560
euro, la piena attuazione delle leggi, l’aumento dei fondi per l’autismo
legati al ‘dopo di noi’, e la possibilità di destinare i beni confiscati
alla mafia alle associazioni di familiari per implementare
l’imprenditoria sociale.

“Dopo le parole di Beppe Grillo ho scritto subito una lettera aperta per
spiegargli cosa significasse convivere con la sindrome di autismo e la
sindrome di Asperger. Mio figlio é un Asperger diagnosticato a 4 anni,
adesso ne ha 16- fa sapere Michelangelo- e la società mi offre ben poco.
Più di Giuseppe Grillo mi ha meravigliato il suo pubblico, che al Circo
Massimo ha riso. L’autismo è un modo di essere speciale, non è una
malattia- spiega la mamma- a Pantelleria non abbiamo sostegno, né
sportelli di ascolto. Il supporto delle scuole non è qualificato e
chiedo che accanto ai minori con disturbi dello spettro autistico ci
siano delle figure competenti e qualificate”.

Dopo le parole della mamma sono arrivate quelle di un papà: Fabio
Bernardini, responsabile delle relazioni esterne dell’associazione
£L’Emozione non ha voce Onlus”. “Siamo un gruppo di genitori di giovani
adulti con autismo ormai fuori dal radar delle istituzioni. Seguiamo una
trentina di soggetti e la nostra migliore risposta a queste ignoranze-
ribadisce Bernardini- è raccontare quello che facciamo anche nell’ottica
del dopo di noi. Portiamo la nostra Onlus verso l’impresa sociale
integrata in cui lavorano ragazzi con autismo e persone normodotate
professioniste. Non cerchiamo beneficenza, vogliamo avere una rilevanza
sociale. Per questo motivo chiediamo al governo una facilitazione nella
realizzazione di format imprenditoriali da replicare su tutto il
territorio nazionale”.

Assistenza professionale, centri diurni, scuole. Basterebbe mettere a
sistema quello che c’è già, secondo Fabiana Sonnino, psicologa e
presidente dell’associazione ‘Tutti giù per terrà, per fornire una presa
in carico globale alle persone con autismo e alle loro famiglie. “Da
trent’anni faccio esperienza di quello che si fa nel mondo. A partire
dalle buone pratiche. Nel Nord Carolina (Stati Uniti) esiste un servizio
globale, attuato da tutta la società, che prende in carico la famiglia
attraverso servizi specializzati. La scuola ha classi specializzate ma
integrate- continua Sonnino- esiste un servizio speciale per l’autismo
che permette ai bambini un’offerta individualizzata e mirata a
sviluppare le loro autonomie e competenze. È un processo in divenire e
mai statico. Accanto a questo, ci sono case-famiglia e progetti-ponte
per i ragazzi dopo la scuola. Noi abbiamo creato a Roma uno spazio nella
natura per aiutare allo stesso modo questi giovani. Si chiama ‘La
collina storta’- conclude la psicologa- facciamo comunicazione
aumentativa e ospitiamo molte gite scolastiche”.

La parola passa infine ai padroni di casa: “La politica deve tornare a
guardare a quello che è giusto, più che a quello che è utile. Non ha
senso dare 780 euro a persone che stanno a casa senza lavorare, quando
le pensioni di invalidità sono ferme a 270 euro. Uno Stato giusto si
occupa prima di anziani, disabili e minori. Per gli altri magari trova
lavoro e non il reddito di cittadinanza”, osserva Giorgia Meloni,
presidente di FDI. La deputata confessa di non conoscere “bene la
sindrome di Asperger. Ho letto solo il romanzo ‘Lo strano caso del cane
ucciso a mezzanotte’, ma ho l’umiltà di chiedere a chi è competente cosa
lo Stato possa fare nel concreto per le persone più fragili”.

Contro il ritardo delle istituzioni italiane si scaglia anche Fabio
Rampelli, vicepresidente della Camera dei Deputati. Un’attenzione sul
dato economico è ribadita anche da Marcello Gemmato, segretario della
commissione Affari sociali di FDI, che aggiunge: “Sono farmacista e non
ho letto mai nulla sull’autismo nel mio percorso di studi. Questa mia
ignoranza mi ha portato a studiare e a presentare un emendamento ad hoc.
Il fondo sanitario nazionale si dota di 113 miliardi di euro, ed è
sempre stabile seppure nei Lea siano state inserite nuove patologie.
Chiediamo con questa proposta che il fondo sull’autismo sia incrementato
di 50 milioni di euro. Questi soldi- termina Gemmato- possono essere
attinti dai 400 milioni di euro che già ci sono per l’accoglienza agli
immigrati”. (DIRE)

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