Maturità: si cambia!

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Maturità: si cambia!

di Maurizio Tiriticco

MATURITA’ sì/no: un po’ di storia  Gli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado vengono da molto lontano, fin dal raggiungimento della nostra Unità nazionale. Comunque, mi piace ricordare le normative più recenti.

“Nuovi” esami furono istituiti con la legge n. 425 del 10 dicembre 1997, che riformò gli esami di maturitàprecedentemente regolati dalla legge n. 119/1969, ed ebbero luogo, per la prima volta, nell’anno scolastico 1998/1999. Gli esami di Stato relativi al secondo ciclo di istruzione – come recita, appunto, la citata legge di riforma del ’97  hanno come fine “l’analisi e la verifica della preparazione di ciascun candidato in relazione agli obiettivi generali e specifici propri di ciascun indirizzo di studi”(articolo 1). Ed ancora: “Il rilascio e il contenuto delle certificazioni di promozione, di idoneità e di superamento dell’esame di Stato sono ridisciplinati in armonia con le nuove disposizioni, al fine di dare trasparenza alle COMPETENZE, CONOSCENZE e CAPACITA’ acquisite secondo il piano di studi seguito, tenendo conto delle esigenze di circolazione dei titoli di studio nell’ambito dell’Unione europea” (articolo 6).

Ciò costituì un’innovazione radicale per quanto riguardavala valutazione finale. Infatti, la legge n. 119/1969 prevedeva, invece, che “l’esame di maturità ha come fine la VALUTAZIONE GLOBALE DELLA PERSONALITA’ del candidato”. Mamma mia! Un esame che sembra evocare una sorta di seduta psicanalitica! E,“a conclusione dell’esame di maturità viene formulato, per ciascun candidato, un MOTIVATO GIUDIZIO, sulla base delle risultanze tratte dall’esito dell’esame, dal curriculum degli studi e da ogni altro elemento posto a disposizione della commissione”.

Insomma, si voleva passare dalle “chiacchiere” sulla personalità alle “cose” di un saper fare! La legge n. 425/97 è stata seguita da un regolamento attuativo, il dPR n. 323 del 23 luglio 1998 e da una serie di decreti concernenti le modalità di formazione delle commissioni, lo svolgimento delle prove, la conduzione delle operazioni di esame. Gli articoli 2, 3 e 4 della legge sono stati modificati dalla legge n. 1 dell’11 gennaio 2007, concernente “Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le università”.

In seguito, con il varo del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, si sono dettate nuove norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze relative sia al primo ciclo che al secondo ciclo di istruzione; il tutto a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107.

Giova ricordare poi che, alla vigila di ciascuna tornata d’esame, vengono emanati decreti ed un’ordinanza che ne regolano procedure e adempimenti. INSOMMA, siamo sempre il Paese capace di complicare e cose semplici, come si suol dire. Ma ora si cambia ancora, ma, non credo,in meglio! Al Miur hanno scoperto la pluridisciplinarità! Ma la pluridiciplinarità (che è altra cosa rispettoall’intedisciplinarità ed alla transdisciplinarità) è una cosa seria! E non credo che “certi giochini” previsti per la seconda prova scritta siano veramente in grado di misurare e valutare la competenza pluridisciplinare – la parola di moda – del candidato. Andrà come andrà! In attesa della prossima riforma! Mah! Siamo il Paese delle riforme? O delle eterne incertezze?