J. Fowles, L’enigma

La vita per Fowles

di Antonio Stanca

Tra i numeri più recenti della serie “I Libri della Domenica” pubblicati da “Il Sole 24 ORE” c’è stato L’enigma, un racconto dello scrittore inglese John Fowles, nato nel 1926 e morto nel 2005 a settantanove anni. Laureatosi ad Oxford Fowles ha insegnato Inglese in Grecia e in Inghilterra. Come scrittore ha esordito nel 1963 col romanzo Il collezionista. Suo capolavoro è considerato un romanzo del 1969 La donna del tenente francese, dal quale è stato tratto l’omonimo film sceneggiato da Harold Pinter. Fowles è pure autore di un libro di poesie, di saggi e di racconti. Questi nel 1975 furono compresi nella raccolta intitolata La Torre d’ebano. L’enigma risale a quel tempo, a quella raccolta e narra della scomparsa improvvisa a Londra, nel 1973, di John Marcus Fielding, un cinquantasettenne capo di famiglia, parlamentare di destra, amministratore di società, proprietario di case e campagne, che aveva del personale alle sue dipendenze. Mentre si sta spostando per motivi di lavoro Fielding scompare e nessuna indagine della polizia riesce a scoprire i motivi, i modi dell’accaduto, i luoghi dove lo scomparso possa essere finito. Dopo quelle preliminari le indagini vengono affidate al giovane sergente Jennings. Si assiste ai tanti interrogatori di famigliari, moglie, figli, parenti, e di altre persone che facevano parte degli ambienti di vita, di lavoro del Fielding. Si conoscono, così, i costumi dell’alta società londinese e con un procedimento abbastanza svelto. Si giunge a sospettare che Fielding avesse una vita diversa da quella rigorosa, severa che generalmente appariva, che in qualche suo vizio ci fosse la spiegazione della sua scomparsa. Tanto si parlerà, molti discorsi si faranno e tra questi ci sarà posto per tutto, per ogni supposizione, ogni sospetto, ogni dubbio. A volte sarà difficile seguire Fowles tanto carico di combinazioni, allusioni diventerà il suo linguaggio ma si dovrà riconoscere che tale maniera di scrivere è una delle  qualità dell’autore, è il mezzo da lui usato per far rientrare pur nella narrazione di un evento marginale tanta vita, tanta storia, tanta cultura passate e presenti. Ironia fa Fowles di queste nelle sue opere, umoristica è la sua posizione rispetto a quanto di esse è stato ed è generalmente ritenuto esemplare, unico, eccezionale poiché lo mostra debole, fragile, esposto al pericolo di sfaldamento, di rovina solo se giunge a confrontarsi col potere della bellezza, del fascino femminile, dell’attrazione sessuale. A questo motivo sembra sia possibile riportare l’intera produzione narrativa dello scrittore.

Niente è valso e vale, niente ha resistito e resiste di fronte ad una bella donna: questo sembra voglia sempre dire Fowles e con questo oltre a voler far ridere vuole pure far riflettere. Vuole far pensare che l’eccesso nell’impegno, nella serietà ha comportato e comporta per la mente e per il corpo limiti che non sono stati e non sono giusti. Per questo ne L’enigma farà avvenire per ultimo l’incontro tra l’investigatore e la bellissima Isobel, la fidanzata del figlio dello scomparso Fielding, e farà da lei proporre, durante l’interrogatorio, l’ipotesi che rimarrà la più attendibile circa la scomparsa dell’uomo. Isobel farà pensare che l’aveva fatto per liberarsi, almeno per qualche tempo, da quella maniera rigida, impeccabile con la quale era generalmente conosciuto, per evadere, fuggire dagli schemi che si era assunto e che gravavano su di lui. Lo aveva fatto per procurarsi quella libertà che la sua mente, il suo corpo richiedevano e che con molta probabilità poteva essere di carattere sessuale. Si poteva pensare questo perché strano, ambiguo, dice la donna, era stato il suo comportamento  le poche volte che si erano trovati da soli. In verità neanche il sergente riesce a non  sentirsi attirato dalla bellezza di Isobel. E’ confuso, non sa se seguire le richieste della  professione o quelle del corpo e si conclude la narrazione lasciando supporre che per la bellezza di una donna sia successo tutto.

Lo scrittore è considerato il padre della letteratura postmoderna inglese. Se per postmodernismo è da intendere una corrente di cultura che non è posteriore né contraria al modernismo ma vuole solo discutere i suoi criteri impostati  sull’ordine, sulla regola, sulla ragione, l’istintivo, l’irrazionale cercati da Fowles sono un chiaro esempio di tale tendenza. Altre verità oltre a quelle diffuse fanno parte della vita ed anch’esse sono importanti: è il messaggio che Fowles si propone di trasmettere e il motivo del bisogno sessuale del quale si è servito per farlo non esclude i tanti altri, pure segreti, che la vita contiene e che se ignorati richiederebbero i loro diritti come nel caso di Fielding.

E’ un modo di vivere più completo quello proposto dallo scrittore, più a misura d’uomo.

Dalla satira di quanto ufficialmente riconosciuto, eternamente costituito, dalla sua demolizione ad opera della bellezza femminile Fowles era giunto ad un’acquisizione importante, a pensare ad una vita nella quale alcuni aspetti non impediscono gli altri.

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