Il ministro Profumo ha dimenticato d’essere un tecnico

Il ministro Profumo ha dimenticato d’essere un tecnico

di Enrico Maranzana

L’orientamento del sistema scolastico impresso dal legislatore è bypassato da quanti hanno la responsabilità di concretizzarlo; un diaframma impenetrabile inibisce ogni forma di contatto tra le due parti in campo: da un lato si prefigura una scuola proiettata verso il futuro, dall’altro lato l’indisponibilità a cambiare punto di vista inibisce l’adeguamento dell’istituzione al  mondo contemporaneo[1]. La linea di demarcazione tra i due fronti è prossima alla luce guida; due esempi ne mostrano la collocazione: il primo riguarda il bando di concorso per la selezione di nuovi insegnanti che prevede un vaglio che, mettendo fuori scena il fine istituzionale[2], ripropone il modello di scuola in auge nelle società statiche. Un’impostazione a cui fa eco, rinforzandola, il DDL sull’autogoverno delle istituzioni scolastiche elaborato dalla VII commissione cultura della camera[3].

La natura degli errori che condizionano la scuola e che sono all’origine dei suoi risultati deludenti traspare dal contenuto e dai percorsi dei messaggi che fluiscono all’interno del sistema informativo scolastico, qui di seguito riportato in formato PDF.



[1] CFR in rete “La scuola del XXI° secolo”

[2] CFR in rete “Concorso a cattedra: un freno all’ammodernamento”

[3] CFR  in rete “Il DDL 953: una composizione fuori traccia”

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