Dirigenti scolastici “male bestie, ventri pigri”

Dirigenti scolastici “male bestie, ventri pigri”

di Stefano Stefanel

      “Sempre mentono i cretesi, male bestie, ventri pigri” ebbe a dire Epimenide il cretese. Il detto mi è venuto in mente spesso in questi ultimi giorni leggendo i molti articoli contro i dirigenti scolastici, contro il concetto di dirigente scolastico, contro alcuni comportamenti di dirigenti scolastici. Come tutte le categorie dirigenziali e super garantite anche quella dei dirigenti scolastico oggi non è molto popolare e non trova grandi appoggi nell’opinione pubblica. Categoria incerta anche nel nome quella del dirigente scolastico, visto che tutti preferiscono chiamarci presidi e anche molti di noi preferiamo così. Per la cronaca io preside non lo sono mai stato ed ho iniziato facendo il dirigente scolastico, categoria in cui mi trovo piuttosto a mio agio.

PRIMA LA DOTTRINA

         Il mio intervento non vuole rispondere alle molte obiezioni e critiche, anche perché il lavoro accomuna persone diverse in ruoli e compiti diversi. Posso solo assicurare che cerco di leggere tutto e di trarne il maggior giovamento possibile. Io però mi permetto di analizzare la norma che attraverso i comportamenti ivi descritti ingenera molta confusione e molta contestazione. Parlo del comma 2 dell’art. 25 del d.lgs n° 165/2001 e mi limito a due passaggi fondamentali:

–       “Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al dirigente scolastico autonomi poteri di direzione, di coordinamento  e di valorizzazione delle risorse umane” : ribadisco quanto scritto anche in altre occasioni e cioè il diverso valore delle parole “poteri” e “competenze”. Le due parole non sono sinonimi e chi esercita il potere ha un compito, chi dispone di competenze un altro compito. Gli organi collegiali hanno competenze che vanno rispettate, ma il potere sta da una parte sola. So che questa cosa non piace, ma non l’ho scritta io.

–       “E’ responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio”: la responsabilità dei risultati del servizio di tutti porta a multe per la sicurezza, procedimenti davanti al giudice del lavoro, procedimenti per danno erariale, contestazioni sindacali e via di questo passo.

Prima di chiudere questo breve excursus normativo vorrei ricordare quello che diceva il d.lgs n° 286/1999 dal titolo reboante di “Riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell’attività svolta dalle amministrazioni pubbliche”:Il presente decreto non si applica alla valutazione dell’attività didattica e di ricerca dei professori e ricercatori delle università, all’attività didattica del personale della scuola”. Mentre il Dirigente scolastico risponde per i “risultati del servizio”, il docente non deve essere valutato per niente. Poi il famoso d.lgs 150/2009 (Brunetta) ha lanciato l’idea di valutare tutti, rimandando per la questione per gli insegnanti a chimerici decreti attuativi che nessuno si sogna nemmeno di pensare.

In questo simpatico ambito teorico non mi pare molto difficile prevedere che chi risponde decide. E poiché gli Organi collegiali della scuola sono stati pensati in un’epoca in cui l’assemblearismo era “democratico ma irresponsabile”, se qualcuno deve pagare in prima persona per quello che decide, naturalmente l’Organo collegiale perde la sua forza. Per cui si rispettano le competenze, ma poi quando si esercita il famigerato e non amato potere ci si muove con le proprie gambe per evitare di dover poi muovere le proprie tasche.

POI L’IDEOLOGIA

         Sarà interessante vedere se l’idea di Dirigente scolastico regge e viene potenziata o sparisce. Quando l’estate scorsa ho detto “per scherzo” che era meglio abolire tutto sono stato ripreso dall’ottimo Antonio Valentino, che mi pare però un po’ soletto nella difesa “da sinistra” della dirigenza scolastica. L’idea che degli organi assembleari decidano e un soggetto sia deputato ad ubbidire e rispondere mi pare francamente un po’ “sovietica”. Eleggere dei “presidi a tempo” che esercitano in pieno dilettantismo, eletti dai soli docenti mi pare non solo antidemocratico, ma anche piuttosto pericoloso: il “preside eletto” risponde ai suoi elettori, che non sono gli studenti, non sono le famiglie, non sono gli enti locali, non è l’opinione pubblica. Cioè risponde a una sola categoria.

Diciamo così: ci sono in giro troppi difensori della Costituzione cui non piace il concetto costituzionale che a ruoli pubblici si accede per concorsi pubblici. E che a responsabilità pubbliche si risponde a tutti e non a una sola parte. L’ideologia assembleare serve per non decidere e non rispondere di niente. Speriamo in qualcosa di meglio dal futuro.

 

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