Incontro con Antonio Ferrara

Incontro con Antonio Ferrara

di Mario Coviello

ferraraGianni Rodari ha scritto “ Io spero da vecchio di conservare un orecchio acerbo per ascoltare  sempre storie piene di speranza”.
E’ questo il senso profondo della sesta edizione del Torneo di lettura  fra undici scuole in rete della provincia di Potenza che per quest’anno si è concluso il 29 e 30 maggio 2013. Negli Istituti Comprensivi di Bella,  Baragiano con Balvano,Potenza Terzo, Rionero “Granata”,Barile con Ripacandida e negli Istituto Superiori di Muro Lucano e Pescopagano con Picerno,  lo scrittore per l’infanzia, premio Andersen 2012, Antonio Ferrara si è incontrato con i letgtori del suo libro “ Ero cattivo” San Paolo editore.
Nelle classi il cammino è stato lungo ed entusiasmante.
Docenti appassionati alla lettura di libri di qualità, solo per il piacere di leggere, senza il ricatto di riassunti,verifiche, interrogazioni orali,  hanno proposto ai loro ragazzi la storia di Leo che è costretto a fare i conti con la sua nuova famiglia allargata ( “ Un ciclone in salotto” di Elisa Puricelli Guerra, Giunti editore ), la vita di che viene sconvolta perché viene il terremoto (   di Ugo Vicic ), la vita di , una giovane che ha la madre con il cancro che vive un’estate indimenticabile con la nonna ( Maria Luisa Albano, Coccole book) .  I giovani lettori si sono appassionati alla storia di Gastone, un  giovane cuoco che viene rapito dai pirati sul Rio delle Amazzoni ( “ Gaston e la ricetta perfetta “di Anna Lavatelli, Giunti editore); hanno imparato a conoscere Angelo, un tredicenne “ cattivo” che viene rinchiuso in un riformatorio ( “ Ero cattivo “ di Antonio Ferrara, San Paolo editore).
Dal mese di ottobre dell’anno scorso, oltre   bambini e ragazzi, dagli otto ai 16 anni, hanno letto, raccontato, vissuto queste storie che li hanno fatti crescere.
Prima nelle stessa scuola e poi in semifinali e finali nelle scuole della provincia di Potenza hanno risposto a domande, risolto cruciverba e anagrammi sui libri letti.
Ugo Vicic, Anna Lavatelli,  Maria Luisa Albano, Antonio Ferrara hanno incontrato i loro giovani lettori, risposto alle loro domande, curiosità, hanno ripreso forza per continuare a credere nella cultura, nelle storie in quest’Italia così difficile.
Antonio Ferrara, in tutti i suoi incontri, ha incuriosito, appassionato, divertito. Ha raccontato della sua infanzia povera a Ercolano in provincia di Napoli, del padre che aveva comperato  a rate una costosa enciclopedia  che solo lui poteva sfogliare per aiutare il figlio nelle ricerche.
Con emozione ha detto che è tornato da grande con sua moglie a visitare la sua povera casa, la parte meno nobile di una villa vesuviana, e ha scoperto che è diventata una biblioteca comunale per ragazzi : un destino segnato.
Alla domanda  “ Perché fai lo scrittore ? “ risponde raccontando del suo primo incontro da “scrittore “ con una terza elementare in provincia di Novara dove vive. Lo accoglie una ragazzina che con serietà  gli chiede “ Sei tu lo scrittore ? “ e ad un suo timido cenno di assenso lo accompagna in un lungo corridoio dove sono schierati 18 ragazzini e dietro  ognuno di loro un grande disegno di un uomo con i capelli, senza, grasso, magro…con i libri, lo zaino, davanti al computer.
In classe, subito dopo,  un altro esclama “ Ah sei tu lo scrittore ? Non sei morto ? “.
Dopo aver fatto leggere ai piccoli “ Pane arabo a merenda”, la maestra aveva chiesto ai suoi ragazzi di disegnare lo scrittore e ognuno lo aveva fatto a modo suo.
Subito Ferrara ha chiesto se, al termine dell’incontro,poteva portare con sé quei disegni. I  piccoli artisti lo hanno guardato con sospetto e  solo dopo un po’ hanno fatto un timido sì con la testa.
“ Da quella volta ho capito che dovevo fare lo scrittore perché negli incontri con i miei lettori, e ne ho fatti migliaia , in dieci anni  di viaggi per l’Italia, ho sempre la conferma che i miei libri nascono con voi sono scatole vuote con confini ben definiti. Voi  li leggete e me li restituite  nuovi, ricchi,scintillanti,  con la vostra storia, le vostre emozioni. Ho capito che attraverso le parole potevo costruire la speranza…”
I suoi lettori gli  hanno chiesto come era da piccolo, se aveva sogni, se è giusto, come scrive, che bisogna “ribellarsi” ai genitori per crescere.
E Antonio, Nino per gli amici, ha raccomandato ai genitori, ai docenti, ai ragazzi, ai piccoli presenti agli incontri,  di continuare a credere in se stessi, a non arrendersi, usando non la parola se, ma la parola quando perché se accordi fiducia anche “ il cattivo” può crescere.
Ha raccomandato ai genitori di coltivare nei figli “ il desiderio”, non concedendo tutto,con il coraggio di dire no quando è necessario perché  gli errori, le frustrazioni preparano alla vita.
Ha risposto alle domande facendo domande e stanando il ragazzo che scrive racconti horror, la ragazza che ha problemi ad accettare il  “suo corpo che cambia “.
Tutti gli incontri finivano troppo presto perché il tempo è tiranno e non è semplice in una giornata fare quattro incontri in scuole così distanti, in questa nostra Basilicata così bella ma anche così piena di strade tortuose a dir poco.
Per fortuna, alla fine di una giornata faticosa, gli alunni e le maestre delle terze elementari di Bella dopo aver letto la sua “ Torta cri,cri “, gli portano in pompa magna, avvolta in un cellophane trasparente una magnifica sacher.
E un modo per dirgli grazie da parte di tutti noi.

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