Lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute

Lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute

di Margherita Marzario

 

Abstract: L’Autrice offre un breve commento della legge n. 189 del 2012 rimarcando i molteplici valori insiti nel bene comune “salute”

 

Quello che colpisce nella legge 8 novembre 2012 n. 189, legge di conversione con modificazioni, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, è la rubrica “recante disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute”. Il concetto di sviluppo evoca la locuzione “pieno sviluppo della persona umana” dell’art. 3 comma 2 Costituzione e lo sviluppo del bambino, più volte richiamato nella Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia del 1989, e rimarca la concezione maturata da tempo secondo cui la salute non è un fine ma un mezzo. “Una buona salute è una risorsa significativa per lo sviluppo sociale, economico e personale ed è una dimensione importante della qualità della vita. Fattori politici, economici, sociali, culturali, ambientali, comportamentali e biologici possono favorire la salute, ma possono anche danneggiarla. L’azione della promozione della salute punta a rendere favorevoli queste condizioni tramite il sostegno alla causa della salute” (dalla Carta di Ottawa per la promozione della salute del 1986).

La legge di conversione, in linea anche con gli obiettivi fissati a livello europeo nel Documento di carattere politico-tecnico “Salute 21 – Salute per tutti nel 21° secolo” (marzo 1999), conferma tutti i principi elaborati in questi ultimi anni cui deve ispirarsi la sanità: organizzazione; territorializzazione (di cui è espressione il patto della salute); multiprofessionalità (e non iperspecializzazione); valutazione (di cui uno degli strumenti è l’audit); efficacia, sicurezza e ottimizzazione dei servizi sanitari; formazione e informazione. L’audit, che comincia col prefisso “au”, dal latino “auris”, orecchio, rileva la necessità di porgere l’orecchio alle vere esigenze dei cittadini. Solo così si ha una verifica dei servizi per renderli, poi, più congruenti.

Il riferimento continuo alle “cure primarie” non sottolinea solo la necessità di somministrare le cure di base, ma la necessità di somministrare cura che risponda alle esigenze primarie del paziente, tra cui ascolto e accoglienza.

Opinabile, invece, la scelta di sostituire in alcune disposizioni legislative l’espressione “giovani” con “minori”; sarebbe stato preferibile sostituire, perché più adeguata, con “persone minori di età”.

Encomiabile la disposizione: “Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca segnala agli istituti di istruzione primaria e secondaria la valenza educativa del tema del gioco responsabile affinché gli istituti, nell’ambito della propria autonomia, possano predisporre iniziative didattiche volte a rappresentare agli studenti il senso autentico del gioco e i potenziali rischi connessi all’abuso o all’errata percezione del medesimo”. Significativa la locuzione “senso autentico del gioco”: con un approccio ludico e ludiforme alla vita, la scuola riacquisterebbe il suo significato etimologico di “riposo da fatica corporea, il quale dà opportunità di ricreazione mentale” arginando problemi giovanili quali bullismo, dipendenze, disturbi del comportamento alimentare. La scuola quale fucina di cultura diviene fonte di crescita e benessere (ben-essere), di sviluppo culturale e spirituale, per cui bisognerebbe investire di più nelle scuole per investire di meno in ospedali, centri di recupero e comunità. Bisogna rivitalizzare la scuola come culla di una nuova cultura dei diritti, di nuova cultura della persona: è questa la principale forma di prevenzione. Funzione di prevenzione come nel disegno costituzionale in cui la disciplina della scuola (artt. 33-34 Cost.) segue all’articolo 32 relativo alla salute e precede la disciplina dell’ambiente lavorativo (artt. 35 e ss. Cost.). Nuova cultura dei diritti come nell’intento del Progetto UNICEF Italia e MIUR “Verso una scuola amica”.

Apprezzabile anche la previsione, pur non priva di ipocrisia perché senza copertura finanziaria: “Presso l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e, a  seguito  della sua incorporazione, presso l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, è istituito, senza nuovi o maggiori oneri a  carico  della finanza pubblica, un osservatorio di cui fanno parte, oltre  ad esperti individuati dai Ministeri della salute, dell’istruzione, dell’università e della ricerca, dello sviluppo   economico e dell’economia e delle finanze, anche esponenti delle associazioni rappresentative delle famiglie e dei giovani, nonché rappresentanti dei comuni, per valutare le misure più efficaci per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave. Ai componenti dell’osservatorio non è corrisposto alcun emolumento, compenso o rimborso di spese”.

Questa legge, oltre alla razionalizzazione dei servizi sanitari, mira anche a rivitalizzarne la costituzionalizzazione, in altre parole a ripristinare i valori costituzionali nella sanità pubblica ove, spesso, dovendo fare i conti con i tagli alle spese pubbliche e ad altri disservizi, spesso sono trascurati. Non solo l’art. 32 Costituzione, relativo alla salute, ma anche l’art. 2 perché un miglior funzionamento dei servizi sanitari contribuisce a garantire i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali, ove si svolge la sua personalità, e adempie ai doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Si contribuisce alla promozione dell’uguaglianza e alla rimozione degli ostacoli, ai sensi dell’art. 3 Costituzione, e al progresso materiale o spirituale della società, ai sensi dell’art. 4 Costituzione. Con una nuova cultura sanitaria si promuove anche lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica (art. 9 comma 1 Cost.).

In tal modo si concretizzano tutti i significati di salute e sanità e dell’ecologia umana (lo studio delle relazioni fra gli esseri umani e il loro ambiente e la sostenibilità dello sviluppo): “Il mondo è tenuto in piedi da quella parte di umanità che lavora, ama, solidarizza con i piccoli ed i più deboli, rispetta l’ambiente. Gente che fa sempre la sua parte, che non grida e non dà sempre la colpa agli altri. Persone generose, umili, che vivono, lavorano e fanno del bene con discrezione, che amano la vita. Nonostante tutto. Persone che già oggi rendono migliore il mondo. E che non smettono di sognare un mondo migliore per tutti” (l’autore brasiliano Agostino Degas).

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