L’inadeguatezza culturale dei sindacati scuola

L’inadeguatezza culturale dei sindacati scuola

di Enrico Maranzana

 

Il 17 luglio 2013 i sindacati della scuola [FLC CGIL – CISL SCUOLA – UIL SCUOLA – SNALS CONFSAL – GILDA UNAMS] hanno scritto al ministro Carrozza e ai vertici del MIUR in quanto “credono che Il Governo e il Parlamento debbano avviare un grande confronto con le scuole, le Organizzazioni sindacali, le Associazioni professionali e tutti i soggetti interessati affinché si giunga quanto prima al riordino complessivo degli Organi Collegiali scolastici che risalgono ormai al 1974 e che sono inadeguati alle esigenze della scuola dell’Autonomia”.

Una tesi che non possiede alcun  fondamento scientifico,  un’idea estranea al sistema di regole in cui la scuola è immersa,  una sollecitazione senza prospettiva,  una proposta elaborata senza aver ricercato e individuato le cause del fallimento dei decreti delegati.

Una richiesta che sembra formulata per cavalcare l’onda, per carpire il consenso, per ottenere un posto al tavolo delle decisioni.

L’art. 1 del DPR 275/99 definisce la natura e gli scopi dell’autonomia scolastica “sostanziandola nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione”.

Sorprendente il fatto che le organizzazioni sindacali, unitariamente, abbiano espresso un giudizio definitivo prescindendo dalla verifica della congruità tra la natura e gli scopi dell’autonomia scolastica e la riformulazione dei decreti delegati [T.U 297/1994].

Altrettanto singolare il mancato accertamento della funzionalità della struttura decisionale delle scuole introdotta dalla legge del 74 rispetto all’ideazione, alla realizzazione e al controllo delle attività educative, formative, dell’istruzione.

 

La sequenza formazione-educazione-istruzione è l’architrave dei decreti delegati

Si tratta di un’applicazione del  postulato:  l’individuo trova la propria identità all’interno della società di cui è parte.

Questa l’origine della struttura organizzativa che attribuisce al

  • consiglio di istituto il mandato di gestire il rapporto scuola-società [formazione] “elaborando e adottando gli indirizzi generali” esprimendoli in termini di competenze generali.  L’organismo ha inoltre il compito di deliberare i  “criteri generali della programmazione educativa”;
  • collegio dei docenti la “cura della programmazione dell’azione educativa” che consiste nella definizione dei traguardi sotto forma di capacità [art. 2 legge 53/2003] e nel governo del servizio attraverso la “valutazione periodica dell’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell’attività scolastica”;
  • consiglio di classe la responsabilità dell’istruzione garantendo la convergenza di tutti gli insegnamenti verso i traguardi indicati dal collegio.

Perfetta la continuità decreti delegati .. autonomia delle istituzioni scolastiche

Sarebbe stato sufficiente che le organizzazioni sindacali navigassero in rete per prendere visione di

  • “Coraggio! Organizziamo le scuole”;
  • “Valutare la democraticità d’una scuola”;
  • “Autonomia .. a sinistra! … Regolamenti di riordino .. a destra!”;
  • “Onorevole ministro Maria Chiara Carrozza, non dimentichi d’esser donna di scienza!”;
  • “Quale formazione per i dirigenti scolastici?”

per inquadrare correttamente la questione, per garantire l’incisività del servizio, per ridar la dignità perduta al lavoro del docente.

 

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