Una prospettiva integrata di lettura e scrittura: il riassunto

PERCORSO DIDATTICO a cura di Floriana Moretti

Una prospettiva integrata di lettura e scrittura: il riassunto

Tempo: 5-6 ore

Destinatari:

Classe I del biennio della scuola Secondaria Superiore. Naturalmente, con diversi criteri di gradualità nella minore complessità delle procedure, si potrebbe destinare il percorso agli alunni della Scuola Media, in virtù del fatto che lo sviluppo della capacità di sintesi costituisce un elemento costante, una base generale che corre lungo tutto il curricolo.

Motivazione:

L’argomento risulta gradito agli alunni, in quanto comprendono l’utilità della pratica del riassunto: consente non solo di ricordare meglio (un testo ridotto si memorizza più facilmente), ma è anche un testo funzionale, legato a scopi pratici e ad attività di studio, che permette, mediante le diverse strategie di rielaborazione e ristrutturazione delle conoscenze, di raggiungere e consolidare il saper pensare, il sapere di sapere e il saper comunicare. La scrittura di sintesi è una competenza trasversale che investe tutte le discipline e tanti aspetti della vita pratica: in una società in cui l’informazione in tutti i campi è addirittura sovrabbondante, la capacità di sintetizzare, di fornire i punti salienti di una massa di testi e di dati è diventata non una competenza scolastica, ma una necessità anche professionale. Gli studenti non solo imparano a restituire al riassunto il suo giusto e prezioso valore formativo (spesso, infatti, giudicano il riassunto un esercizio di scrittura “facile”, elementare, banale, non più adatto a studenti della scuola secondaria), ma acquisiscono anche la consapevolezza degli aspetti procedurali della scrittura del riassunto e della necessità di saper gestire e monitorare la propria attività di scrittura nel suo “farsi”. La scrittura di un riassunto è, infatti, un progetto complesso, che si realizza in varie fasi operative, dalla pianificazione alla revisione di quanto si è scritto. E saper scrivere un riassunto è, dunque, una competenza che si misura non solo rispetto ai “prodotti” della scrittura – i testi di sintesi – ma anche rispetto alle procedure messe in atto per la loro elaborazione, alla loro interazione e alla capacità di controllare, monitorare e riscrivere il testo. E proprio nelle varie fasi procedurali della scrittura del riassunto gli studenti scoprono con sorpresa l’inscindibilità dei processi di scrittura da quelli della lettura e che la tradizionale raccomandazione rivolta agli allievi – “per imparare a scrivere bisogna leggere molto” – possa, quindi, essere  ribaltata nella considerazione che l’acquisire consuetudine con la scrittura migliori anche la competenza di lettura e comprensione dei testi. Nella  fase di pianificazione saper sintetizzare implica l’aver interiorizzato modelli di riassunto (letti in precedenza), per poter elaborare a partire da questi un proprio riassunto e presuppone la lettura e la comprensione effettiva del documento originario, con il concorso di capacità logico-cognitive e strategie di lettura mirate: lettura analitica, focalizzazione, individuazione dello schema ideativo complessivo del testo, selezione. L’intreccio delle due abilità linguistiche (leggere e scrivere) è poi ben evidente nella fase di stesura del riassunto: le due competenze si muovono entrambe attraverso i livelli del testo (lessicale, sintattico, semantico, fino alle dimensioni macrostrutturali) e condividono lo stesso schema bidirezionale dalle macro alle microstrutture del testo e dalla coesione locale alla coerenza tematica globale. Ma è nella fase continua del monitoraggio costante che emerge maggiormente la prospettiva integrata di lettura e scrittura: le continue nuove letture e le continue nuove riscritture offrono agli studenti l’opportunità di lavorare con le conoscenze personali (cioè di trasformare le conoscenze) e caratterizzano la scrittura del riassunto come un processo flessibile e circolare, con continui ritorni e interazioni a più livelli dei vari sotto-processi. Nella fase della revisione del riassunto l’inscindibilità dei processi produttivi da quelli ricettivi mostra anche il suo generale valore educativo: il rispetto del proprio destinatario e del suo diritto a capire. In questa prospettiva chi scrive deve saper essere un buon lettore del proprio testo, deve cioè riuscire a dislocarsi all’esterno del proprio prodotto per controllarne l’efficacia comunicativa: leggibilità e comprensibilità.

Competenze:

  • Conoscere i tratti distintivi del riassunto
  • Interiorizzare modelli di riassunto
  • Individuare il destinatario e lo scopo del riassunto
  • Conoscere le principali tecniche di sintesi
  • Conoscere le fasi procedurali della scrittura del riassunto
  • Leggere il testo originario e riconoscerne il contenuto informativo
  • Dividere in sequenze il testo originario
  • Riconoscere i concetti-chiave, le informazioni principali e i rapporti logici interni al testo originario
  • Saper sintetizzare mediante cancellazione, generalizzazione, sostituzione
  • Riconoscere l’inscindibilità dei processi di scrittura da quelli di lettura nelle diverse fasi procedurali
  • Progettare, pianificare e produrre un riassunto
  • Monitorare le singole fasi operative in itinere
  • Fare la revisione del riassunto e verificarne leggibilità e comprensibilità
  • Interagire positivamente con gruppi di compagni, rispettando i punti di vista diversi dal proprio, dimostrando solidarietà e collaboratività.

Metodi e tecniche:

Nella somministrazione si privilegia un approccio operativo-costruttivo, quanto più coinvolgente possibile.

Nello specifico si attuano le seguenti fasi metodologiche:

q  Attività di problematizzazione: “Cos’è il riassunto? A che cosa serve? In quali discipline si usa?” La funzione è quella di stimolare l’interesse degli alunni e indirizzarli a formulare ipotesi, incoraggiandoli anche alla discussione organizzata in classe.

q  Individuazione, costruzione e ripresa dei tratti distintivi del riassunto, mediante lettura partecipata in classe di poche pagine sugli elementi caratterizzanti del riassunto (brevità, contenuti essenziali, coesione testuale, coerenza, chiarezza) e sull’ importanza di individuare e  stabilire con precisione il destinatario e lo scopo del riassunto per orientare scelte linguistiche e strategie discorsive, decontestualizzazione e generalizzazione.

q  Lettura di esempi di riassunti, analisi degli stessi in ottica comparata con i rispettivi testi originari e riflessione sulle diverse tecniche di sintesi della generalizzazione (usando iperonimi o la tecnica della nominalizzazione per mantenere il concetto, riducendo l’espressione), della cancellazione (per eliminare tutti gli elementi non necessari alla comprensione del testo o quelli che compaiono anche in altre parti) e della sostituzione (usando sinonimi, oppure riducendo più frasi dal contenuto comune ad una sola frase riassuntiva), per stimolare capacità critiche e interpretative con un metodo induttivo più concreto e funzionale, che faccia scaturire lo studio direttamente dal testo e per spingere gli alunni ad interiorizzare modelli di riassunti.

q  Poi, per passare concretamente alla stesura di un riassunto nelle sue fasi procedurali e per insistere sull’inscindibilità dei processi di scrittura da quelli di lettura nelle diverse fasi procedurali, si concepisce la classe come gruppo di lavoro, in cui venga sollecitata la funzione euristica della lingua (con più problemi da risolvere insieme) in una dimensione laboratoriale e collaborativa. Nello specifico si attuano le seguenti fasi operative:

Per la fase di pianificazione:

q  Lettura orientativa (o di “superficie”) partecipata di un testo significativo in prosa, per avere un “assaggio”del testo e favorire la comprensione generale del contenuto informativo del testo.

q  Lettura analitica ed individuazione guidata delle sequenze (si chiede agli alunni di scrivere per ogni sequenza un breve titolo che ne riassuma il contenuto), dei concetti chiave, mediante sottolineatura nel testo, delle informazioni principali e dei loro legami logico-sintattici, per stimolare la capacità di analisi a livello contenutistico e sintattico.

Per la fase di stesura:

q  Riduzione mediante le tecniche di cancellazione, generalizzazione e sostituzione, e collegamento a livello superficiale delle micro sequenze ottenute con opportune scelte di legami logici, curando la coesione testuale, per favorire lo sviluppo di capacità di progettazione sintattica e per far acquisire mobilità linguistica nel costruire segmenti testuali: la combinazione di frasi attraverso l’aggiunta di connettivi appropriati è, infatti, un utile esercizio di problem solving, che stimola un atteggiamento di ricerca e di sperimentalismo verso la sintassi.

q  Montaggio progressivo del testo, curando la coerenza, cioè la continuità di senso, aggiungendo eventuali altre informazioni necessarie, trasformando i discorsi diretti in discorsi indiretti, sostituendo l’uso della prima persona con la terza persona, non aggiungendo commenti o giudizi personali, per sperimentare il progressivo montaggio del testo e per far acquisire la consapevolezza dei principali meccanismi della testualità.

Per la fase di monitoraggio costante:

q  Continue nuove letture e continue nuove riscritture, per abituare gli alunni a controllare più volte, durante il processo di scrittura del riassunto, ciò che hanno scritto e ristrutturare eventualmente la sostanza stessa del loro pensiero, e per spingerli a concepire il riassunto come un progetto dinamico e flessibile con strategie di revisione in itinere.

Per la fase di revisione:

q  Rilettura del riassunto, controllo e correzione, per  imparare a dislocarsi dalla parte del ricevente e per valutare la chiarezza di quanto si è scritto.

Si procede con le seguenti fasi metodologiche:

q  Approccio cooperativo per gruppi di lavoro nella pianificazione e scrittura di un riassunto su un brano a scelta del libro di testo tra quelli già analizzati, per sviluppare le capacità cognitive di  sintesi e di rielaborazione, in un clima collaborativo.

q  Lettura del riassunto da parte di un altro gruppo e correzione reciproca con una griglia di verifica, per dislocarsi dalla parte del ricevente e verificare leggibilità e comprensibilità del riassunto e  per rendere la correzione un effettivo momento di lavoro didattico in classe.

q Lettura a campione delle produzioni, per socializzare i lavori, richiamare le conoscenze, rilevare le competenze possedute e sottolineare le diverse soluzioni interpretative.

q Attività di studio sistematico in casa con esercizi di lettura, rielaborazione delle conoscenze e ristrutturazione in un riassunto, per consolidare le competenze acquisite in classe.

Durante l’intero svolgimento del percorso didattico si ricorre anche alle seguenti indicazioni metodologiche:

q Concezione dell’errore come strumento di miglioramento.

q Continui rinforzi positivi per rafforzare l’area del sé.

q Potenziamento della capacità di comunicare messaggi sempre più complessi.

q Verifiche orali e scritte, strutturate e semistrutturate.

q Potenziamento dell’autonomia personale, spingendo gli alunni ad usare in modo spontaneo le competenze acquisite.

q Promozione del bilancio di competenze e di autovalutazione.

q Stimolo alla socializzazione.

Verifiche e valutazione

Le verifiche formative sono sia orali sia scritte, sia operative sia teoriche e servono a monitorare il percorso didattico e a consolidare le conoscenze degli alunni.

La valutazione (i cui criteri vengono partecipati agli alunni) tiene conto, oltre che dei risultati oggettivi, del processo individuale osservato, delle potenzialità possedute e del livello di preparazione raggiunto, dei ritmi, degli stili di apprendimento, della partecipazione, dell’impegno, della maturazione psico-fisica di ciascun alunno.

 

Bibliografia

– Calò R. (a cura di) (2003), Scrivere per comunicare inventare apprendere, Franco Angeli Milano.

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– Della Casa M. (1994), Scrivere testi. Il processo, i problemi educativi, le tecniche, La Nuova Italia, Firenze

– De Masi S. Maggio M. (2009), Pratiche di scrittura nella scuola superiore, Franco Angeli, Milano

– Franzi T.- Damele S. (2001), Il nuovo italiano per comunicare, Mondadori, Milano

-Guerriero A.R. (a cura di) (2002), Laboratorio di scrittura, La Nuova Italia, Firenze

– Lavinio C. (1990), Teoria e didattica dei testi, La Nuova Italia, Firenze

– Lavino C. (2004), Comunicazione e linguaggi disciplinari. Per un’educazione linguistica trasversale, Carocci, Roma

-Novak J.D.- Gowin D.B. (1989), Imparando a imparare, Sei, Torino

– Piemontese M. E. (1996), Capire e farsi capire. Teorie e tecniche della scrittura controllata, Tecnodid, Napoli

– Serafini M. T. (1992), Come si scrive, Bompiani, Milano

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