Francesco nostro padre

FRANCESCO NOSTRO PADRE TI AMIAMO NOI STUDENTI TUTTI

di Umberto Tenuta

Parvuli, piccoli noi siamo, piccoli piccoli.
Ma, o Papa Francesco, il Padre Tuo ci ha invitati ad andare da Lui perché in Lui è la nostra casa, il nostro Paradiso, Paradiso celeste e Paradiso terrestre.
Per ora, il Padre Tuo, o Papa Francesco, ci accoglie nel suo paradiso terrestre, paradiso terrestre ci fa la nostra scuola, o miracolo divino!
La scuola era un inferno, un inferno di pianti e di lai.
Lo era per moltissimi, moltissimi di noi, quasi tutti, tranne i figli dei ricchi di talenti che il Padre Tuo, o Papa Francesco, non ha dato, perché il Padre Tuo è un padre misericordioso che fa le parti eguali tra tutti i suoi figli, senza privilegiare nessuno.
Egli, il Padre Tuo, ama allo stesso modo tutti i suoi figli, anche la pecorella smarrita, per la quale fa festa grande quando la ricerca e la trova.
Grazie, Papa Francesco, Papa che con la tua misericordia hai reso la nostra scuola un Paradiso terrestre, un paradiso di gioia, gioia di mordere i frutti terrestri, i frutti dalla conoscenza e della virtù, con i nostri saldi e bianchi denti voraci.
Fame, fame di saperi e fame di capacità, delle capacità tutte che gli uomini hanno saputo esprimere nel corso dei millenni, fame delle virtù tutte che i figli del Tuo Padre, o Papa Francesco, hanno saputo inventarsi nel corso dei millenni, per diventare grandi in virtute e canoscenza.
Ed ora nella nostra scuola, che il Padre Tuo, o Papa Francesco, ha reso un paradiso di gioia, noi, giovani studenti, figli delle tue amate figlie, nostre madri amorevoli, e dei Tuoi figli, padri dal cuore grande, noi studenti ogni giorno sentiamo la gioia, il piacere, il gusto, l’ansia, il bisogno, il desiderio di fare sempre nuove scoperte, come Adamo, come Eva, che nel loro paradiso terrestre andavano in giro, senza libri di testo, a contatto con le piante, con i fiori, con gli animali, con le terre, con i fiumi, con le colline, can i monti,  con i cieli, per conoscere tutte le cose del paradiso che il Padre Tuo, o Papa Francesco, ha creato, aveva dato loro perché ne prendessero possesso, lo conoscessero, lo amassero, lo facessero più grande, ogni giorno con un piccolo capolavoro, piccolo capolavoro dei loro piedi, delle loro mani, delle loro bocche, delle loro intelligenze, dei loro cuori.
Sì, ora, noi piccoli studenti, nel paradiso della nostra amata scuola, o Papa Francesco, noi siamo felici di imparare, di alimentarci alle fonti delle conoscenze e delle virtù.
E siamo felici di andare incontro ogni mattina alle nostre maestre, giovani, belle, grandi, innamorate tutte, innamorate folli delle loro discipline che nel cuore si portano sempre, la notte e il dì,  che nelle loro borsette si portano sempre registrate negli hard disk piccoli piccoli che a noi consegnano ogni mattina per trasferirle nei nostri tablet e riascoltare e rivedere poi, a casa, con calma, tutte le volte che noi vogliamo, senza che la maestra ce lo imponga come compito, perché compiti ormai più non ci dà, anche se noi da soli li facciamo con gioia, sempre.
O Papa Francesco, quale dono grande tu hai fatto a noi, figli Tuoi, figli del Tuo Dio, fratelli in Cristo anche Tuoi.
Papa Francesco, ti diciamo grazie, grazie per noi, grazie per le nostre mamme, per le nostre zie e le nostre nonnine care che di pomeriggio più non debbono occuparsi di noi.
Noi adesso amiamo la nostra scuola, la scuola che Tu hai voluto regalarci, la scuola che è diventata il nostro paradiso terrestre, una CA’ ZOIOSA.
Noi adesso amiamo le nostre maestre, che Tu hai reso generose, che tu fai entrare ogni mattina con il cuore gonfio di gioia, di gioia per stare con noi, di gioia che crea intorno a noi il paradiso della conoscenza.
Grazie, Papa Francesco, grazie a Te, grazie al Tuo Dio misericordioso!

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