Trucca trucca la maestra

TRUCCA TRUCCA LA MAESTRA

di Umberto Tenuta

La giovane maestra trucca i suoi bambini. 
Tanto, per il Carnevale ogni scherzo vale! 
Ma non è uno scherzo quello della sempre giovane maestra. 
Non è uno scherzo.
È un gioco.
Un gioco serio al pari di un lavoro, direbbe Giovanni Pascoli. 
Il gioco della scuola che sognava nientepopodimeno che Platone: i bambini debbono apprendere come in un gioco.
Il gioco di Icaro che si incolla le ali alle braccia e vola incontro al sole, e ieri cade nel mare, e oggi solca gli oceani.
Il gioco dell’uomo che si avventura in oceani sconosciuti per andare all’Oriente per le vie dell’Occidente.
Il gioco di Prometeo che ruba nottetempo il fuoco agli dei per regalarlo agli uomini, fratelli suoi, non importa poi se questo gesto pagherà legato alla rupe ove gli avvoltoi gli beccano il fegato. 
Il gioco di Dante che si avventura con la sola guida del maestro Virgilio per i tre regni dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso.
Il gioco di Galileo Galilei che paga con la cecità il suo guardo al cielo. 
Il gioco di Marconi che da Genova preme un solo bottone e tremila lampadine si accendono a Sydney. 
Il gioco di tutti i grandi scienziati, di tutti i grandi poeti, di tutti i grandi uomini, di tutti i grandi Francesco.
Il gioco di ogni sempre giovane maestra che trucca i suoi alunni per la festa della scoperta della lettura, della scoperta della scrittura posizionale dei numeri, il gioco di andare su e giù lungo il cammino del millenni, il gioco di esplorare i mari, gli oceani, le terre, le stelle…
O quanti giochi ai suoi bimbi la giovane maestra fa fare con il suo gioco del trucco a Carnevale!
Ma non è una perdita di tempo −e non rischia una censura dal suo dirigente scolastico− il gioco del trucco dell’apprendere come in un gioco, quella della giovane amorosa maestra, alla quale solo qui, in questa pagina digitale, noi appuntiamo al petto la medaglia al valore, la medaglia che già fu di Socrate, di Platone e di Aristotele, il gioco che già fu di Virgilio, maestro di Dante, che già fu…. di Cristo, il più grande maestro di tutti i millenni, il Maestro dell’amore fraterno, il Maestro dell’amore paterno?
Grazie, o maestra del trucco, grazie di questo gioco che tu hai insegnato a noi, tutti tuoi amorevoli discepoli!
Grazie ti diciamo anche per conto di tutte le sempre giovani maestre che il tuo gioco ogni mattina consentono ai loro studenti per scoprire, inventare, costruire le loro conoscenze, le loro competenze, le loro virtù.
E grazie ancora, perché tu non hai fatto solo il gioco del trucco a Carnevale, ma hai detto sottovoce alle tue care colleghe che ogni cosa grande e bella si apprende come in un gioco e che la scuola è la casa del gioco, quella che il grande Vittorino da Feltre chiamava CA’ ZOIOSA!

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