La metafora della linea e della rete: percorsi di scrittura cooperativa on-line

La metafora della linea e della rete: percorsi di scrittura cooperativa on-line

 

Premessa

Il numero degli internauti ammonta a circa un terzo della popolazione mondiale. Il modo di utilizzare internet si è rapidamente evoluto negli anni e gli utenti sono passati  dal ruolo di semplici fruitori di contenuti a quello di lettori-autori.

Tra le innumerevoli sfide che la globalizzazione pone sul tavolo c’è anche quella di sviluppare nuove modalità di pensiero in grado di interagire criticamente e cooperativamente con le molteplici possibilità offerte dalla Rete. Appare utile, quindi, indagare le competenze che la miscela “cooperazione-applicazioni web” è in grado di mobilitare per la costruzione di testi e documenti anche e, soprattutto, per dedurne le possibili ricadute o impieghi nella scuola.

 

La nostra proposta.

Alla luce di tale premessa e considerando le esperienze condotte in ambiente virtuale, è nostro intento avviare un percorso di ricerca per verificare come l’utilizzo consapevole degli strumenti offerti dalla rete possa contribuire a sviluppare buone pratiche professionali e didattiche. L’ambiente di abbrivio è una web community di FacebooK:  una scelta non casuale, finalizzata – in prima battuta – ad esplorare la fattibilità di un lavoro cooperativo all’interno di un social e – in prospettiva – a guidare gli studenti verso un utilizzo consapevole degli ambienti virtuali anche ai fini dell’apprendimento.

La nostra proposta di ricerca partecipata[1] si concretizza nella sperimentazione di un protocollo per la scrittura cooperativa nel web (Vademecum per la scrittura cooperativa on line), avvalendosi delle nuove tecnologie e, in particolare, dell’applicazione Drive di Google.  L’obiettivo finale è verificare la possibilità di importare la prassi della scrittura cooperativa on line nelle “normali” attività didattiche affinché la produzione scritta, realizzata in modalità cooperativa, possa riconfigurare gli ambienti di apprendimento e contribuire allo sviluppo dello spirito di condivisione.

Al fine di dare piena cittadinanza alla nostra proposta, di seguito presentiamo:

– La scrittura cooperativa in ambienti diversi;

– L’applicazione Google Drive: istruzioni per l’uso;

– Vademecum scrittura cooperativa on line;

– Esempi operativi (intervista, articolo barbiana, articolo bes, questionario);

– Scheda progettuale di massima.

 

La scrittura cooperativa in ambienti diversi.

All’interno del Gruppo Fb “chiamalascuola”, da parte di alcuni internauti affezionati alla sperimentazione cooperativa, novelli amanuensi telematici, è nato un laboratorio di scrittura collaborativa con l’utilizzo dell’applicazione Google Drive[2]. Gradualmente, ci siamo resi conto delle enormi potenzialità che possono emergere assemblando la tecnica della scrittura cooperativa, la frequentazione di social network e l’utilizzo di semplici applicazioni free. Siamo convinti, infatti, che tale “assemblaggio” possa sfociare  in un particolare percorso operativo che parta e si sviluppi in rete, percorrendo  strade che vanno oltre lo scrivere “tradizionale” anche al fine di favorire l’incontro tra ambienti virtuali, contesti reali e differenti tipologie di autori.

Senza avere la presunzione di inquadrare la nostra visione della scrittura cooperativa on line in un rigido contenitore metodologico, proviamo ad inquadrare il discorso in un percorso operativo condiviso, ancora in gran parte inesplorato.

Sulla scia dell’auspicio testé enunciato, siamo orientati a recuperare alcuni aspetti della straordinaria intuizione di don Milani rispetto alla scrittura collettiva (a tal fine vedi articolo “l’Eredità di Barbiana”[3]) e  la possibilità offerta dagli strumenti e dagli ambienti presenti in rete per co-creare conoscenza. In questo modo e allo stesso tempo, a nostro avviso, la rete può diventare luogo di produzione e fruizione che richiama maggiormente l’interesse dei giovani perchè utilizza strumenti più vicini al loro mondo, presenta una maggiore fluidità delle informazioni, consente di trattare lo stesso tipo di informazione in modi differenti e l’aumento delle interconnessioni può essere di stimolo a discriminare in maniera più consapevole l’enorme mole di dati che la stessa rete ci rimanda senza filtri e controlli.

 

L’APPLICAZIONE GOOGLE DRIVE: indicazioni per l’uso.

 

Tabella n. 1: Google Drive.

INSTALLAZIONE

DI GOOGLE DRIVE

1. Vai ahttp://drive.google.com

2. Fai clic su Collega Drive al tuo desktop sotto l’elenco delle visualizzazioni di Drive nel lato sinistro dello schermo.

3. Fai clic su Scarica Google Drive per il tuo PC.

4. Apri googledrivesync.exe per installare e avviare automaticamente Google Drive sul tuo PC (potresti visualizzare un avviso che ti segnala che Google Drive è un’applicazione scaricata da Internet. Fai clic sul pulsante Apri).

5. Inserisci il nome utente del tuo account Google e la password nella finestra che viene visualizzata. In questo modo l’account viene associato a Google Drive per il tuo PC.

6. Completa le istruzioni del pacchetto di installazione.

7. Avvia Google Drive per il PC dal menù Start. Trascina file e cartelle nella tua cartella Google Drive per iniziare la sincronizzazione degli elementi in I miei file (parte di Google Drive sul Web).

CREARE UN FILE

 

Clikkando su “crea”, si apre una tendina con le varie opzioni, tra le quali scegliere quella funzionale al lavoro che si intende realizzare.
CONDIVIDERE UN FILE

 

1.  Vai sudrive.google.com.

2.  Seleziona la casella accanto al file o alla cartella da condividere.

3.  Fai clic sull’icona Condividi .

4. Scegli un’opzione di visibilità: “Privato”, “Chiunque abbia il link” o  “Pubblico sul Web”.

5. Digita gli indirizzi email delle persone con cui desideri condividere nella casella di testo sotto “Aggiungi persone”. Puoi aggiungere una singola persona o una mailing list. Accanto a ciascun collaboratore, scegli dal menù a discesa il livello di accesso: “Può visualizzare”, “Può commentare” o “Può modificare”. Fai clic su Condividi e salva.

Se condividi con una mailing list, attiva la funzione notifica via email, i partecipanti accederanno cliccano sul link pervenuto tramite notifica.

INVIARE IL LINK

DEL FILE

1.   Se hai impostato un file o una cartella su “Chiunque abbia il link” o “Pubblico”, puoi inviare il link a un’altra persona, che sarà in grado di accedervi.

2.   Vai sudrive.google.com.

3.   Seleziona la casella accanto al file o alla cartella da condividere.

4.   Fai clic sull’icona Condividi .

5.   Copia il link indicato in alto nelle impostazioni di condivisione.

6.   Invia il link a un’altra persona o mailing list in un’email o una chat.

 

 

Vademecum scrittura cooperativa on line

La scrittura cooperativa on line consente l’elaborazione di testi e documenti da parte di più estensori-autori, utilizzando ambienti virtuali e applicazioni gratuite. E’ un modello di lavoro, nato in un contenitore delocalizzato e fluido (web community di docenti e dirigenti), che consente di passare dalla scrittura alfabetica a quella digitale abbattendo i confini spazio-temporali ed ampliando le potenzialità con le possibili e molteplici collaborazioni.

Naturalmente, cambiando l’ambiente  di riferimento, si possono  immaginare sviluppi applicativi in contesti reali e con differenti co-autori e si può passare dalla scrittura professionale ad applicazioni didattiche che maggiormente richiamano l’attenzione, la motivazione e la partecipazione degli alunni.

Nella scrittura cooperativa on line, soprattutto per quanto concerne le possibili applicazioni in campo didattico, occorre necessariamente far riferimento:

– ad alcuni principi teorici che si collegano ad una visione costruttivista della conoscenza, al concetto di intelligenza collettiva e alla metodologia della didattica laboratoriale e narrativa;

– a specifici orientamenti metodologici che presuppongono, anche in ambito virtuale, l’utilizzo del brainstorming, della problematizzazione e del focus group.

 

Presupposti

 

Prima di avviare una stesura testuale in modalità cooperativa on-line:

1 – i partecipanti devono sentirsi liberi di esprimere i propri pensieri. E’ importante la presenza di un buon clima e il reciproco rispetto per favorire, compartecipando, il raggiungimento dell’obiettivo. I partecipanti possono non conoscersi de visu e, paradossalmente, la presenza di “legami deboli” – tipici della frequentazione dei social network o delle web community – abbassa la soglia di “vigilanza” o di conflitti latenti.

2 – occorre condividere un modus operandi che tenga conto dei diversi punti di vista. A tal proposito, può essere utile la teoria dei “sei cappelli per pensare” di Edward De Bono[4]. L’esercizio dell’alternanza dei punti di vista che corrispondono, grosso modo, a sei modi di pensare (ottimista, emotivo, critico, creativo, indagatore, metacognitivo) scarica potenziali conflitti, mette in ordine gli interventi e coordina gli approcci e le scelte, proiettando sulla strategia – i sei cappelli – la responsabilità di prendere decisioni.

3 – vanno comunicati, fin da subito, i ruoli dei partecipanti e l’utilizzo che si prevede si possa fare del risultato finale (pubblicazione, condivisione, uso personale, dimenticatoio, ecc.).

4 – l’obiettivo operativo non è produrre un testo (questionario, manuale, articolo, ecc.) che sia la somma del maggior numero di partecipanti, bensì un elaborato che sia la sintesi, un condensato del lavoro cooperativo. I punti di vista e i contributi dei singoli devono amalgamarsi  in un “prodotto” unico. E’ la condicio sine qua non per la buona riuscita del lavoro. Solo se  le valenze individuali di ciascun operatore saranno sfociate nella dimensione cooperativa potrà dirsi raggiunto il fine preposto.

5 – il “prodotto” sarà di tutti coloro che avranno a vario titolo contribuito e che si riconosceranno nei contenuti e nei valori espressi.

6 – In tutte le fasi, i partecipanti – anche coloro che si saranno inseriti a testo avviato – potranno entrare nell’ambiente di lavoro, comunicare tramite la chat, fare commenti ed osservazioni, proporre variazioni, aggiungere il proprio nome agli autori.

 

Fase preparatoria

Tema

L’individuazione di un tema di interesse comune e la condivisione di riflessioni ed opinioni sono il punto di partenza. In questo caso, non vi sono ruoli a cui attenersi ma ciascuno, nella genuina e personale convinzione, sa cosa scegliere e perché. Va da sé che il proponente o i proponenti costituiranno, fin da subito, il nucleo di coordinamento.

Istruttoria

Il reperimento di informazioni (link, documenti, video) e la verifica dell’accuratezza dei dati riportati e della loro attendibilità è ciò che si deve, fin da subito, mettere in cantiere per fornire le conoscenze minime necessarie a chiunque voglia dare un contributo (azione a cura del nucleo di coordinamento).

Discussioni

Se si fa parte di un gruppo Facebook che si interessa dei temi oggetto del lavoro cooperativo, può essere utile avviare una discussione con un post sulla tematica individuata. I commenti e i feedback possono fornire una base di partenza anche per pubblicizzare e invitare alla partecipazione. Si possono proporre discussioni (eventi a tema) con esperti (vedi eventi di chiamalascuola) e reperire ulteriori materiali.

Creazione della pagina di lavoro

Al termine della fase preliminare – più sarà ricca di spunti e maggiori saranno le possibilità di scelta durante la stesura del testo – si crea una pagina di lavoro su Google Drive (vedi istruzioni per creare una pagina su Drive).

Per evitare sovrapposizioni o perdite di materiale si può predisporre una tabella a due colonne. Nella colonna di sinistra verrà indicata una scaletta di massima degli argomenti che si intendono trattare, mentre in quella di destra i partecipanti apporranno le relative argomentazioni che, successivamente, verranno sottoposte ad opportuna  selezione e rielaborazione.

 

Tabella n. 2: esempio di pagina di lavoro su Google Drive per l’intervista all’ex allievo di Barbiana

Nuclei tematici di approfondimento Spazio per i commenti dei partecipanti
L’arrivo a Barbiana  
L’organizzazione della giornata  
La didattica di Don Milani  

 

 

Fasi della scrittura cooperativa on line

 

Prima fase (fase dell’abbondanza).

All’inizio è importante che ci sia accettazione ed elasticità, da parte dei partecipanti, nei confronti di tutto ciò che viene inserito. E’ la parte del “pensiero libero”, del brain storming e del focus group di avvio. Tale fase ha in media un periodo abbastanza breve, orientativamente da qualche giorno a una settimana, e serve a mettere “sul tavolo” tutto ciò che si ritiene sia utile a raggiungere l’obiettivo prefissato per far sì che coloro che cooperano, prendano confidenza con le modalità, i tempi e  le idee dei partecipanti.

Va precisato che il “mezzo” tecnologico per la  scrittura on line ha caratteristiche che richiedono adattamento e strategie cooperative ancora poco sperimentate e, pertanto, non appare improduttivo definire:

1) l’organizzazione di un nucleo di coordinamento (come già segnalato) prevedendo da uno a tre componenti, tra i quali, preferibilmente,  un esperto/conoscitore delle tecniche di lavoro cooperativo (in alternativa, si impara strada facendo);

2) i  ruoli dei partecipanti con specifici compiti: creazione file su Google Drive (o su applicazioni simili), controllo del clima di lavoro, aiuto in caso di difficoltà tecniche (come utilizzare la chat per comunicare tra chi sta scrivendo; come inserire tabelle; link; ecc.), inserimento libero di frasi, citazioni, frasi celebri, ecc.

 

Seconda fase (fase delle scelte).

Dopo la fase “dell’abbondanza” è necessario procedere con le prime scelte. Occorre, pertanto,  cominciare ad individuare una linea guida, anche grazie al focus group, per  rivedere i contenuti segnalati e proposti, per riformulare, investire, potenziare ed arricchire  ciò che, man mano, pare prendere una forma più definita. In questa fase è messa alla prova la capacità di decision making; pur avendo, potenzialmente, dei  margini di cambiamento per raggiungere l’obiettivo prefissato, le scelte limiteranno i margini di lavoro e metteranno alla prova la tenuta del lavoro cooperativo. Operativamente, appare utile evidenziare le parti rilevanti – segnalate dai partecipanti stessi – ed inserirle in una terza colonna a destra.

Ruoli: qui entrano in campo i selezionatori e i sintetizzatori, non più di due o tre.

Coloro che assumono il ruolo di selezionatori e sintetizzatori hanno un compito molto delicato poiché possono nascere conflitti o piccole rivendicazioni nel momento in cui cominciano ad operare una prime selezione dei contenuti. Per ovviare a ciò, si possono suddividere i vari contributi invitando a spuntare quelli che si ritengono maggiormente efficaci (la non conoscenza dell’autore dei singoli contributi facilita il compito). Le argomentazioni che acquisiranno maggiori spunte – anche tramite la lettura di esterni che possono fungere da “valutatori” – avranno titolo ad essere tenuti in considerazione.

Se specificato al’inizio, questo ruolo può essere assunto anche dal nucleo di coordinamento che provvederà, al termine della fase, alla creazione di uno spazio apposito, con un nuovo file su Google Drive.

Tempi: due-tre giorni.

 

Tabella n. 3: esempio di pagina di lavoro su Google Drive per la stesura dell’articolo “Formarsi sui BES”

Nuclei tematici di approfondimento Commenti dei partecipanti Selezione commenti rilevanti
Aspetti positivi e aspetti negativi Su questo fronte direi che, dopo un anno, le circolari/note/direttive, che io ritengo un incidente, sono state trasformate in un’occasione da parte di tutti coloro che non si sono inchinati, ma hanno cominciato a confrontarsi e a cercare di capire.

Si sono sviluppate tante comunità web e questo è un bene.

Ma ora è necessario ascoltare Howard Gardner

Sono stati evidenziati aspetti positivi, ma anche criticità.

Se è vero, infatti, che i provvedimenti che si sono susseguiti a vari livelli (Miur, UU.SS.RR.) hanno costituito occasione di confronto e di sviluppo di comunità web, favorendo lo scambio di opinioni, è anche vero che occorre ora giungere ad una sintesi; altrimenti, si legge, il rischio è di essere “travolti dalla mole delle informazioni” senza essere in grado di “compiere scelte sensate”.

I bisogni delle scuole: formazione e autoformazione Comprendere come riconoscere un funzionamento problematico distinguendo un bisogno normale da uno speciale.

Capire come intervenire e saper rispondere al soddisfacimento dei bisogni di tutti gli studenti.

Formarsi sulla didattica inclusiva

 

 

 

Terza fase (fase della selezione e del trasbordo).

Lettura e rilettura consentono di riflettere sul testo e sulla prima selezione. Qui è necessario elaborare una prima bozza che va posizionata in un nuovo file (sempre su Google Drive o applicazioni simili). In questa fase, il lavoro non ha un tempo ben definito e può prolungarsi con revisioni, rivisitazioni e reimpostazioni parziali, dove ogni parola è sottoposta ad attenta scansione. Nel rispetto dell’impianto complessivo, si ricerca la stesura più efficace del testo.

Tempi: indefiniti.

Ruoli: aggiustatori, “limatori”, correttori del testo, rilettori, esperti di regole sintattiche e grammaticali. Tali ruoli possono essere assegnati in corso d’opera.

 

Quarta fase (fase della messa a punto).

La messa a punto del testo definitivo con “lettori”  non  partecipanti alla fase di stesura rappresenta un momento importantissimo in quanto consente di “testare” il prodotto e raccogliere le riflessioni/impressioni esterne prima della “blindatura” finale. Se si è inseriti in un gruppo fb, generalmente, si pubblica un post che è buona norma offrire a lettori esterni perché se ne testi l’efficacia e l’impatto “a caldo”. In caso di suggerimenti o pareri discordanti, può essere utile ripartire dalla terza fase. Sarebbe comunque buona cosa non aspettarsi l’apprezzamento universale ed accontentarsi di un buon margine di pareri positivi. Qui è rimessa alla prova la capacità di decision making soprattutto se si tratta di operare ulteriori scelte derivanti dalle osservazioni dei lettori non partecipanti.

Tempi: uno o due giorni.

Ruoli: lettori esterni.

 

Quinta fase (fase della disseminazione).

La fase conclusiva del percorso di scrittura cooperativa on line consiste nella pubblicazione e/o disseminazione del testo definitivo in formato non modificabile; a partire dall’ambiente di diffusione prescelto, si può sottoporre il contenuto realizzato ad un nuovo processo di analisi, attraverso la collaborazione dei lettori non partecipanti, per procedere ad un ulteriore raccolta dei commenti e all’avvio di una riflessione collettiva anche, eventualmente, per procedere alla compilazione di un report informativo/valutativo sull’esperienza proposta a cura dei coordinatori o per avviare una nuova attività di scrittura cooperativa.

 

Esempi operativi

 

1. L’articolo “Formarsi sui BES”

Alcuni post nel gruppo chiamalascuola hanno sollecitato, in più momenti, la necessità di mettere in luce la formazione dei docenti a proposito dei bisogni educativi speciali (scelta del tema). A tal proposito, abbiamo proposto un questionario (creato e compilato on-line, sempre utilizzando le applicazioni di Google Drive) che è stato esposto dal 20 novembre 2013 al 5 gennaio 2014[5]. Successivamente, i risultati del questionario hanno prestato il destro per approfondimenti e discussioni, corroborati dal reperimento di documenti e link (fase istruttoria e discussione). Quindi si è proceduto alla creazione di un file dedicato alla scrittura cooperativa (creazione della pagina di lavoro).

2. Il questionario sulla valutazione degli apprendimenti

Anche dalla lettura di un articolo può nascere l’input per un lavoro cooperativo on line. I contenuti espressi nel pregevole testo di Maurizio Muraglia, giornalista siciliano, hanno innescato una serie di discussioni nella web community di chiamalascuola sul tema della valutazione degli apprendimenti vista “dalla parte degli studenti”. (scelta del tema). Attraverso la lettura di forum specialistici e il reperimento degli esiti di una ricerca realizzata dall’Università di Perugia (istruttoria) si sono sviluppate discussioni nella pagina facebook di chiamalascuola (discussione). La stesura del testo cooperativo, che ha visto anche un significativo contributo di Giorgio Allulli, è stata ovviamente preceduta dalla creazione di un file su Google Drive (creazione della pagina di lavoro)

3. L’intervista ad un ex allievo della scuola di Barbiana

Avendo percepito  l’interesse dei membri della community web chiamalascuola nei confronti del dibattito intorno alla didattica inclusiva,  il Nucleo di coordinamento  si è dato come finalità quella di alimentare la discussione mediante  un’intervista sulla scuola di Barbiana (scelta del tema). La fase preparatoria ha previsto la ricerca di link e materiale specifico, nel tentativo di recuperare una narrazione dell’esperienza di Barbiana dalla viva voce di persone direttamente coinvolte nei suoi processi (istruttoria). Edoardo Martinelli, ex allievo della scuola di Barbiana, è stato invitato nel gruppo ed intervistato.

Nell’agorà virtuale (gruppo di docenti e dirigenti su Facebook), la formulazione dell’intervista è stata preceduta da sollecitazioni e post sul tema (discussione). Successivamente, il  nucleo di coordinamento si è occupato di creare il foglio di lavoro e di predisporre la  tabella a due colonne per la formulazione dell’intervista (creazione della pagina di lavoro).

4. L’articolo “L’eredità di Barbiana”.

Sulla scia dei commenti registrati a seguito dell’intervista ad Edoardo Martinelli in chiamalascuola, un gruppo di utenti ha deciso di approfondire alcuni input emersi e, pertanto, è stato organizzato in ambiente virtuale un nuovo foglio di lavoro (creazione della pagina di lavoro) per avviare la scrittura cooperativa di un articolo sulla scuola di Barbiana che avesse un taglio più specialistico. La scelta del tema da parte del nucleo di coordinamento ha orientato il gruppo di lavoro a ricercare materiali ed approfondimenti che potessero restituire il senso dell’esperienza di Don Milani con lo scopo di attualizzare alcune sue intuizioni.

Il lavoro di approfondimento e ricerca (istruttoria) è stato condotto in maniera capillare e, nel corso dello stesso, sono stati pubblicati vari post per mettere al corrente tutto il gruppo del lavoro che si stava organizzando e per accogliere ulteriori suggerimenti o estensori . Nella fase della discussione, invitando anche dei lettori esterni, si è operata una copiosa selezione dei contenuti proposti e, successivamente, si è giunti ad una prima stesura del testo dell’articolo che è stato poi inviato ad Edoardo Martinelli per una sua valutazione. Ottenuta l’approvazione di Martinelli ed operato solo piccole modifiche, l’articolo è stato pubblicato su “chiamalascuola”, su Educazione & Scuola e su PVM.

 

Scheda progettuale.

 

Tabella n. 4: Scheda Proposta progettuale.

 

Destinatari – Professionisti del mondo della scuola;

– gruppi di alunni.

Obiettivi 1.  Sperimentare protocolli per la scrittura cooperativa on line;

2. incentivare lo scambio e la collaborazione nelle comunità di pratiche “virtuali”;

3.  produrre materiale di vario genere (questionari, interviste, articoli,..);

4. sviluppare tecniche di stesura testuali in cui le valenze individuali di ciascun operatore sfocino in una dimensione cooperativa;

5. riconfigurare gli ambienti di apprendimento per sperimentare didattiche laboratoriali ad orientamento cooperativo.

Sviluppo progettuale A carico dei diversi destinatari con la consulenza, se richiesta, degli estensori della presente proposta.
Competenze attese 1. Acquisire la capacità di lavorare in contesti virtuali sviluppando lo spirito di squadra;

2. saper utilizzare gli strumenti digitali in ambiente Cloud (Google Drive).

Verifica e valutazione del lavoro cooperativo Indicatori:

– Partecipazione e interazione positiva;

– quantità e qualità dei contenuti;

– qualità, coerenza e forma espositiva della produzione finale;

– soddisfazione dei partecipanti;

– gradimento dei lettori.

Ricadute professionali L’acquisizione di competenze utili alla scrittura cooperativa arricchisce la professionalità del singolo e tale professionalità diventa una risorsa per la scuola che aspira a diventare un’organizzazione che apprende.
Ricadute didattiche –  Applicazione del lavoro cooperativo on-line in contesti di classe (gruppi di alunni eterogenei per potenzialità e motivazione; compensazione, peer tutoring, inclusione);

– applicazione della proposta in contesti extra classe (gruppi di alunni omogenei per potenzialità e motivazione provenienti da classi diverse, quindi con background ed esperienze differenti);

– sviluppo di competenze relazionali e sociali attraverso un utilizzo significativo dei Social e delle applicazioni per la scrittura cooperativa.

Valutazione degli input progettuali – Analisi delle modalità cooperative attivate per la produzione di scritture professionali e non;

–  analisi dei punti di forza e debolezza della sperimentazione del protocollo operativo (“Vademecum per la scrittura collaborativa on line”);

–   analisi delle interazioni nei differenti ambienti di lavoro;

–   stesura report valutazione finale.

 

Stesura cooperativa a cura di Valeria Brunetti, Antonietta Damiano, Giovanna D’Onghia, Marco Renzi, Alessandra Silvestri. Lettori esterni: Sabrina Bianchi,  Giorgio Ragusa, Patrizia Sciarma e docenti esterni “non identificati”.



[1] Il nostro percorso di ricerca è alimentato dalla produzione di testi di vario genere: due articoli di cui uno a carattere divulgativo (“Formarsi sui BES) e l’altro specialistico (“L’eredità di Barbiana”), un’intervista ad Edoardo Martinelli (ex allievo della scuola di Barbiana) e un questionario sulla valutazione degli apprendimenti.

[2] Google Drive è un servizio Cloud offerto da Google. Attraverso questa applicazione free è possibile gestire documenti di vario genere,  effettuando  molteplici operazioni tramite  risorse disponibili su server remoti.

[4] Edward De Bono, Sei cappelli per pensare, Rizzoli 2011.

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