Parità degli strumenti di scrittura

PARITÀ DEGLI STRUMENTI DI SCRITTURA RIFORMA COSTITUZIONALE

di Umberto Tenuta

Parità degli strumenti di scrittura, modifica della Costituzione repubblicana.

I sottoscritti propongono la riforma del primo comma dell’articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana promulgata il 27 dicembre 1947, sostituendo all’espressione “…di condizioni personali e sociali” l’espressione “…di condizioni personali, sociali e di tipo di pennino, ritenendo valido anche quello digitale”.
Nel glorioso passato dell’umanità, non ci fu bisogno di leggi costituzionali per consentire il passaggio dalla cultura gestuale a quella orale, dalla cultura orale a quella scritta con la penna d’oca (di oca morta, avvio!), e, anche recentemente, da quella con la penna d’oca a quella col pennino metallico, di oro, di argento, di acciaio o di ferro che fosse, seppure installato su una penna cosiddetta stilografica aurora. 
Ma ora ci troviamo dinanzi ad una delle più catastrofiche riforme della scrittura che mai si siano verificate nella così lunga storia dell’umanità, il passaggio dal pennino metallico al pennino digitale, sì, dico pennino digitale. 
Ora, non solo ci approssimiamo all’utilizzo avanzato e generalizzato del pennino digitale su PC, su notebook, su tablet e su smartphone, ma, addirittura. siamo in prossimità di una rivoluzione che l’uomo sapiens sapiens sta preparando, il passaggio dalla carta di cellulosa, che le foreste rischia abbattere, alla carta digitale, sì, di rotoli di carta digitale, block notes di carta digitale fabrianensis, di carta digitale amalfitanensis, insomma di una carta digitale che si arrotola, sulla quale si può scrivere col pennino digitale o, ancora più semplicemente, con il polpastrello delle dita, lasciando così le impronte digitali  −uniche, irripetibili, non falsificabili− di ciascuno dei sette miliardi di homo sapiens sapiens che al giorno d’oggi popolano la Terra e che, salvo cinienses limitazioni delle nascite, sono destinate ad aumentare generosamente nei prossimi anni futuri e futuribili. 
Questa piccola ma significativa riforma costituzionale −seppure costosa, stante l’impegno di una procedura aggravata− risulta indispensabile per riconoscere ai cittadini italiani la libertà di utilizzare la penna d’oca, che peraltro nessuna Costituzione ha abolito, oppure il pennino metallico, oppure il pennino digitale, oppure, gloria dell’uomo, il pennino vocale (non per niente oggi disponiamo già della dettatura vocale sui PC ed anche sui tablet più avanzati). 
Riteniamo che questa modifica della normativa costituzionale contribuirà ad eliminare ogni forma di disuguaglianza tra i cittadini italiani, relativamente all’utilizzo delle mani, della bocca, dei piedi, che finora sono stati utilizzati per comunicare o per dipingere. 
Aboliamo le disuguaglianze, aboliamo le disuguaglianze! 
Viva la parità in tutte le forme nelle quali oggi e domani si potrà manifestare anche scrivendo!
Al riguardo, chiediamo un autorevole intervento personale del nostro beneamato Presidente della Repubblica.
Ma, riteniamo che, con giusta motivazione, anche il Presidente del consiglio dei ministri, dottor Matteo Renzi, sia d’accordo con questa proposta di modifica costituzionale che Egli certamente farà propria, suggerendo alla sua Ministra Stefania Giannini di emanare, seppure in via transitoria, un’Ordinanza Ministeriale a tutte le scuole italiane affinché, nel corso degli studi di tutti gli studenti  −senza privilegio alcuno per gli alunni con BES− sia riconosciuta la possibilità di utilizzare, nelle normali attività scolastiche, i pennini digitali e, in forma discreta, anche la dettatura vocale, purché non rechi disturbo ai propri vicini di banco.
Di tanta benevolenza, Signora Ministra Stefania Giannini e Signor Presidente Matteo Renzi, saranno grati, estremamente grati e riconoscenti, tutti i giovani italiani che comunque si impegnano a portarsi nel proprio borsello, sempre e dovunque, una preziosa penna d’oca, nonché una biro di ricambio, per ogni evenienza che pure bisogna prevedere, perché certamente non mancheranno scrupolosi professori e soprattutto scrupolosi commissari, di esami di stato e non di stato, che ignoreranno i generosi avanzamenti della tecnologia moderna, attaccati come sono alle vetuste tradizioni papiriche e pecorine, nonché delle penne d’oca che, con i tempi che corrono, costano certamente un occhio, un occhio e non due occhi, comunque un occhio, destro o sinistro che sia, sempre a scelta dell’acquirente. 

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