Curiosità dei bimbi motivazione degli studenti

CURIOSITA’ DEI BIMBI MOTIVAZIONE DEGLI STUDENTI

di Umberto Tenuta

Dal ventre del monte il treno corre verso la verde valle, con le pianure fiorite di tetti, di strade, di fiumi, di laghi, di cieli azzurri che i gabbiani volano, incantevole spettacolo che gli occhi spalancati dei bimbi incanta, affascina, prende.

Spettacolo grande, sempre più grande, infinito che il cuore prende, che la mente interroga, che negli occhi si specchia, che le mani mai finiscono di esplorare, di toccare, di prendere.

Non so quando gli uomini nell’infinito universo scopriranno altre terre più belle.

Intanto, godiamoci questo spettacolo meraviglioso, incantevole, stupendo che la terra ci offre, offre agli sguardi curiosi dei bimbi appena nati alla luce del sole, i mille colori dei prati, delle colline, dei monti, dei mari.

Affamato di latte materno il bimbo nasce e, mai sazio, gli occhi, le mani, i piedi apre allo spettacolo nuovo che si squaderna ai suoi occhi incantati di tanta poesia.

Meraviglioso spettacolo questa terra patria offre ai suoi occhi incantati, occhi di bimbo appena nato, occhi affamati di luce, di colori, di forme, di odori, di sapori, delle sensazioni più varie che il suo corpo percepisce.

Che saggia maestra è la mamma che se lo mette sulle spalle perchè dall’alto meglio possa ammirare lo spettacolo grande, colorato, dalle mille forme che si offre al suo stupore.

Meraviglioso bimbo nato alla luce del sole che tutto illumina dinanzi ai suoi occhi.

Tutto il bimbo guarda, tocca, assapora, odora, ascolta, musiche e canti di uccelli che veloci volano innanzi ai suoi verdi occhi.

Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza! 

Sì, il figlio dell’uomo è sceso dall’albero, dall’albero del bene e del male, per andare alla scoperta del mondo, oltre i confini dell’orizzonte, del mare, del cielo.

Comincia questo cammino sin dal primo brivido che lo accoglie alla luce del sole, tra le braccia della mamma sua cara.

È un nuovo Adamo, una nuova Eva, un nuovo Prometeo, un nuovo Icaro, un nuovo Colombo, un nuovo Galilei, un nuovo Marconi, un nuovo Einstein… il bimbo nudo, che la mamma alza al cielo dei suoi occhi ammirati!

O maestre, guardate questa mamma, ammirate questa mamma, imitate questa mamma!

Sì, il suo bimbo non tenetelo costretto a rimanere seduto nei banchi!

Lasciate che i suoi guardi si distolgano dalla LIM e guardino oltre la finestra nei cieli azzurri che il sole illumina, nei verdi prati fioriti di mille fiori, di mille colori, di mille forme che nessuna geometria riuscirà mai ad imitare.

O Maestre, la lasciate che le sue mani tocchino il liscio piano del tavolinetto, il freddo del suo tubolare, la ruvida parete, le tue calde gote.

Lascia che egli ammiri i colori della tua camicetta, dei jeans dei suoi compagni, delle cime dei pini che ossigenano la tua scuola!

Lascia che si alzi dalla sua sedia, lascia che venga a te e ti guardi negli occhi, ti ascolti il cuore per sentire se batte come quello della mamma sua!

Lascialo andare oltre la porta della tua scuola, nei giardini che ossigenano i polmoni di voi tutti che nella scuola amate vivere come nella vita vostra casa con il focolare acceso!

Lasciatelo correre nei verdi prati fioriti di mille fiori, di mille fili d’erba, di mille farfalle che basse svolazzano!

Lasciate che egli tocchi le foglie lisce, le pietre ruvide!

Lasciate che egli…

Con le mani, con i piedi, con gli occhi, con le orecchie, col naso, con la lingua egli tutto conosce.

Mani, piedi, orecchie, naso, lingua, sono la sua bocca con la quale egli si alimenta, si nutre, cresce, si fa grande, adulto!

O Maestre, lasciatelo andare ove il suo desiderio la porta, ove il suo disio miri, come dice il poeta!

Non spegnete la sua sete, ma alimentatela, se potete, alimentatela quanto più potete, perché il bimbo non si sazia mai: più lo alimenti e più cresce la sua fame!

Non dategli fiori di carta, di plastica, di alluminio.

Il suo libro di lettura, il suo sussidiario è la natura, è il mare, è il cielo che si squaderna innanzi ai suoi occhietti curiosi!

Cambiategli nome.

La bimba del primo banco chiamatela Curiosina!

Il bimbo dell’ultimo banco chiamatelo Curiosone!

Tutti curiosi, tutti desiderosi di apprendere, tutti innamorati della bellezza dell’universo mondo, terra patria di ogni figlio di donna!

Basta con i libri di carta stampata!

Il libro dei vostri bimbi, delle vostre bimbe, dei vostri studenti, delle vostre studentesse, o Maestre, è il loro libro dalle mille e mille e mille pagine, è il libro della natura, il libro della terra sulla quale l’uomo è vissuto, sulla quale l’uomo ha combattuto, sulla quale l’uomo ha sofferto, sulla quale l’uomo ha gioito, ed ha lasciato in eredità ai suoi figli.

N.B.

Non ho detto che questo è il solo libro dei bimbi.

Ho detto che questo è il loro primo libro, il primo libro che mamma e papà gli hanno regalato, che egli ha aperto con gioia e che voi gli insegnerete a leggere meglio.

Poi ci saranno altri libri, quelli di carta stampata, quelli digitali dei tablet!

Ma questo è un altro discorso, un discorso che abbiamo già fatto, e che faremo assieme.

Me lo auguro di cuore e aspetto!

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