Adrian Lyne, Attrazione fatale

“La Bipolarità dell’Amore Vero e comunque…<da attrazione fatale>…irrazionalistica …o rapsodicamente e violentemente arcana”

– Nota essenziale di Gianfranco Purpi –
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…Ecco una serie di riflessioni interpretative e commentali del realistico e assolutamente artistico film “Attrazione fatale” (1987)
con
Michael Douglas: Dan Gallagher
Glenn Close: Alex Forrest
Anne Archer: Beth Gallagher
Ellen Hamilton Latzen: Ellen Gallagher
Stuart Pankin: Jimmy
Ellen Foley: Hildy
Fred Gwynne: Arthur
Meg Mundy: Joan Rogerson
Tom Brennan: Howard Rogerson.

…Questo cinema epocale e meravigliosamente verace…,declinato in prospettiva di travolgente Thrilling dagli esiti storicistici sempre sull’orlo degli abissi tragici,… è tra i pochissimi che rendono osmotici e massimamente catartici (…allo spettatore attento!),…i sensi e i significati dell’amore vero e organicistico,…orgasmico e autentico,…pure nei suoi sentimenti e nelle sue pulsioni da vita autenticamente dolce e felicitante…e rabbiosa e,al postutto,…da istintuale aggressione ferina …da paure e voglie terribili di sadomasochismo inenarrabile;…anche senza volgarità di sceneggiature e di recitazioni da fabulazione storica erotica fine a se stessa!!
…E’ un film sempre denotato,…in ogni sua costellazione narrativa e teatrante, …dall’esistenzialismo idealizzato …tale…proprio perchè assolutamente realissimo,…che riesce,…come raramente succede,…a disegnare sacralmente sugli aquiloni paranoici…i colori e i graffiti della vera e assoluta “attrazione fatale” quando e se questa si immanentizza e si fonde religiosamente e misticamente…con una vera dicotomia olistica e attraverso tempi/modi/forme integralizzate/integralizzanti passionali di simbiosi umanizzanti subliminali…fino al loro scaraventarsi nei recinti opposti delle disumanità violentemente catastrofiche!!
…Si!…Di simbiosi incantevole e meravigliosa,…epperò conflittuale e foriera di angosce e tormenti …e aggressività indicibili,…in cui alla fin fine i linguaggi risolutivi delle sconfitte e delle ossessioni irragionevoli di questo amore …calpestano ogni umanesimo etico o comunque ogni convivialità civile e razionalizzante ,…e sfociano in sadismi e terrori di violenza cruda inaudita …dalla sola logica delle perversioni del ricatto e della distruttività azzerante …nichilisticamente… indirizzati contro la vita in quanto tale…e avverso ogni valore dignitante e amorevole/affettivo  di Persona (…di vero in fondo,ontologicamente!)…; seppur ,…nonostante tutto…, con l’insopprimibile voglia di vivere ogni esperienza della esistenza “perturbatrice”, … e della storia di due anime e di due cuori …sempre in fusione totalizzante di corpi e anime, …e peraltro attraverso il rovescio della medaglia della bramosità dell’eliminazione fisica reciproca …e di ogni dipendenza da quell'”attrazione fatale …benedetta/maledetta;…per una genesi immediatistica di rarissima oscillazione del Pendolo di Foucault tra odio e amore…che si viene a porre in quanto “attrazione fatale” camaleontica da amore assoluto bramante…e consequenziale oppositivo istinto di morte da violenza sopprimente!
…E pensare che i due amanti trasgressivi avevano cominciato,comunque,…ad amarsi …per davvero e con purezza di sentimenti e affetti trasfigurati e benedetti …nella loro contaminazione più vera e univocante,…in ogni senso e dimensione delle diverse aree e dei diversi linguaggi/comportamenti della strutturalizzante personalità umana di due innamorati immediatamente amati/amanti,…e poi,allo stesso tempo (…in paura di dialettica negativa!),…in prospettiva esperenziale di amanti/aggressori e di belve ferine l’un l’altra,…reciprocamente,…da potenziale schizoide ai confini della “bipolarità” dissociata e dissociante …lacerante,… o…della pazzia che declina il senso più autentico dell’amare …per amarsi/aggredirsi… sempre…in quanto follìa eticamente irrazionalistica non condivisibile dai perbenisti luoghi comuni composti e dignitanti …di una Sacra Famiglia o di una Normalità Kantianamente criticistica!
…Anche … indirizzandosi e avviluppandosi reciprocamente in un crescendo di spirale ellittica di fonti pulsionali ineffabili,…di linguaggi/comportamenti assolutamente indiavolati,… e di prassi intenzionali inenarrabilmente istintuali , …di violenza brada e di saturazione di godimenti ed efferratezze nichilistiche,…in ebbrezza di pulsionalità bio/psichiche e di …neuroregolatori senza alcun limite di ragionevolezza , …o addirittura sadiche e masochiste …davvero …in un continuo “bord/line”…da lacerante fratturante “Io/Diviso” nichilisticamente testimone di personalità rivelantisi tragicamente e drammaticamente “interrotte”…per storicità esperenziali pregnanti ,…in tale senso, …delle loro epistemologie genetiche,…e ,allo stesso tempo…,per convergente “male di testa” cromosomico di psicosi radicali antimetaboliche…
…Anche se Grazia di Michele canta che …”Solo i pazzi sanno amare!”…
…Vero o non vero?…Difficile da asserirlo da un solo punto di vista e da una sola prospettiva epistemologica ed ermeneutica,…ovvero…da un libertarismo marcusiano …da “uomo a una dimensione”…,o da eteronee analogiche “deregulations” dei sartriani Guattari e Deleuze;…o del razionalismo psicanalitico del neo/positivista e…agostiniano (…sembra ma non è contraddizione!)… Mattèe Blanco…

Gianfranco Purpi

LOCANDINA DEL FILM:

Titolo originale Fatal Attraction
Paese di produzione USA
Anno 1987
Durata 115 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, thriller, erotico
Regia Adrian Lyne
Soggetto James Dearden
Sceneggiatura James Dearden
Fotografia Howard Atherton
Montaggio Michael Kahn
Musiche Maurice Jarre
Scenografia Mel Bourne, Jack Blackman e George DeTitta Sr.
Interpreti e personaggi
Michael Douglas: Dan Gallagher
Glenn Close: Alex Forrest
Anne Archer: Beth Gallagher
Ellen Hamilton Latzen: Ellen Gallagher
Stuart Pankin: Jimmy
Ellen Foley: Hildy
Fred Gwynne: Arthur
Meg Mundy: Joan Rogerson
Tom Brennan: Howard Rogerson
Doppiatori italiani
Pino Colizzi: Dan Gallagher
Simona Izzo: Alex Forrest
Roberta Paladini: Beth Gallagher
Paolo Buglioni: Jimmy
Romano Ghini: Arthur
Attrazione fatale (Fatal Attraction) è un film del 1987 diretto da Adrian Lyne. Il film, che presenta anche diversi contenuti drammatici, ha ricevuto 6 Nomination agli Oscar.

TRAMA NARRATIVA DEL FILM:

Dan Gallagher, 40enne avvocato newyorkese, ha una vita tranquilla e una bella famiglia composta dalla moglie Beth e dalla figlia Ellen di 6 anni. Un giorno Dan conosce Alex Forrest, anch’essa avvocatessa seppur di un’altra agenzia, insieme alla quale decide di trascorrere un pomeriggio e un’intensa notte mentre la moglie è in campagna in visita dai genitori. Su insistenza di Alex, i due passano un’altra giornata di divertimenti e soprattutto momenti erotici e al termine – nonostante la temperatura erotica sia stata altissima e ci sia stato anche uno scambio a livello umano – Dan decide di tornare alla sua vita. Alex compie la prima azione che fa presumere la presenza di problemi psichici, infatti si taglia le vene dei polsi manifestando la sua paura dell’abbandono e un comportamento autodistruttivo. Dan la aiuta mettendole delle fasciature e se ne va, anche se tale evento l’ha sconvolto molto e non vedendo l’ora di lasciarsi alle spalle questa storia. Di fatto, scompare e Alex inizia a cercarlo continuamente telefonando sia a casa che in ufficio, anche ad ore impensabili.
Sfinito dall’insistenza di Alex, per la quale si convince di provare una grande pena al fine di autogiustificarsi, Dan decide d’incontrarla. In tale occasione, la donna gli confessa di amarlo e di essere incinta di lui; sconvolto da questa notizia, Dan le propone di abortire ma lei rifiuta tempestivamente. Da questo momento, Alex si trasforma in persecutrice e riesce anche ad ottenere il nuovo numero di telefono casalingo di Dan presentandosi alla moglie e fingendosi interessata all’acquisto della casa messa in vendita: la moglie le porge il nuovo numero, non immaginando chi ha di fronte.
Intanto Dan si trasferisce con la famiglia in campagna, ma questo non scoraggia Alex: infatti nei giorni seguenti la donna versa dell’acido sulla macchina di Dan e gli fa avere un nastro magnetico con un messaggio in cui assume un tono abbastanza pacato chiedendogli di assumersi le responsabilità di padre, dicendogli che pensa ai momenti d’intimità passati insieme, rinnovandogli la dichiarazione d’amore ma contemporaneamente – con un cambio immediato nel tono – sibilando che lo odia, accusandolo di non essere in grado di amarla per una presunta misoginia. Si percepisce che la psiche della donna è caratterizzata da una oscillazione del giudizio tra polarità opposte tipiche della personalità borderline, in cui il pensiero è bianco o nero a seconda dei mutamenti di umore. Dan decide di andare alla polizia per un ordine restrittivo contro di lei, ma gli inquirenti non acconsentono per mancanza di prove. Un giorno, mentre tutta la famiglia è fuori, Alex uccide il coniglio che Dan aveva regalato alla figlia e lo mette in una pentola lasciando accesi i fornelli; la moglie entrando in casa scopre tutto e spaventata lancia un grido, mentre la figlia cade in depressione per la morte dell’amato animale. Dan alla luce di quest’ultimo fatto decide di raccontare tutto a Beth che, non prendendo bene la cosa, caccia di casa Dan il quale, prima di andarsene, telefona ad Alex dicendole che la moglie sa tutto e Beth le risponde che se si avvicinerà di nuovo alla famiglia, lei la ucciderà; dopo tutto ciò, Beth mostra subito di voler conservare l’unità familiare.
Alex decide di rapire la piccola Ellen portandola al luna park: la moglie, accorgendosi che la bambina non è a scuola, comprende immediatamente l’accaduto e sale in macchina per cercarla disperatamente, ma provoca un incidente stradale. Dan la va a trovare all’ospedale, dove c’è anche Ellen che Alex aveva riportato a casa, dopo di che si reca a casa dell’ex amante e comincia ad aggredirla con l’intento di ucciderla o quantomeno di spaventarla in modo che la smetta di far del male alla sua famiglia, arrivando a strangolarla salvo poi fermarsi; Alex tenta di uccidere Dan con un coltello, ma l’uomo la ferma; dopo alcune occhiate i due si separano senza più alcuna possibilità di riconciliazione, specie per quanto riguarda Dan, che decide di tornare alla polizia che accetta di far arrestare Alex per interrogarla.
Dimessa dall’ospedale, Beth decide di perdonare Dan e, mentre si sta preparando per fare il bagno, appare Alex con un coltello che la minaccia e le ferisce una coscia, manifestando così ulteriormente il desiderio di autoannientamento. Beth lancia delle urla disperate attirando l’attenzione di Dan, che corre in bagno dove scoppia una rissa con Alex, che culmina con Dan che cerca di affogare Alex nella vasca piena d’acqua: ad un certo lei sembra perdere i sensi ma dopo un po’ si rialza pronta a riattacare Dan ma Beth con un colpo di pistola le trafigge il cuore, uccidendola. Il film si conclude con un’inquadratura significativa della foto della “famiglia felice” sullo stipo dell’ingresso: finalmente i coniugi Gallagher potranno riprendere la loro normale vita coniugale.

RICONOSCIMENTI MONDIALI al film in questione:

1988 – Premio Oscar
Nomination Miglior film a Stanley R. Jaffe e Sherry Lansing
Nomination Migliore regia a Adrian Lyne
Nomination Miglior attrice protagonista a Glenn Close
Nomination Miglior attrice non protagonista a Anne Archer
Nomination Migliore sceneggiatura non originale a James Dearden
Nomination Miglior montaggio a Michael Kahn e Peter E. Berger
1988 – Golden Globe
Nomination Miglior film drammatico
Nomination Migliore regia a Adrian Lyne
Nomination Miglior attrice in un film drammatico a Glenn Close
Nomination Miglior attrice non protagonista a Anne Archer
1989 – Premio BAFTA
Miglior montaggio a Michael Kahn e Peter E. Berger
Nomination Miglior attore protagonista a Michael Douglas
Nomination Miglior attrice non protagonista a Anne Archer
1988 – ASCAP Award
Top Box Office Films a Maurice Jarre
1988 – Saturn Award
Nomination Miglior sceneggiatura a James Dearden
1988 – Eddie Award
Nomination Miglior montaggio a Peter E. Berger e Michael Kahn
1989 – Awards of the Japanese Academy
Nomination Miglior film straniero
1989 – Artios Award
Nomination Miglior casting per un film drammatico a Risa Bramon Garcia e Billy Hopkins
1988 – DGA Award
Nomination Miglior regia a Adrian Lyne
1993 – Golden Camera
Miglior attrice internazionale a Glenn Close
1990 – Golden Camera
Miglior attore internazionale a Michael Douglas
1988 – Golden Screen
Golden Screen Award
1989 – Grammy Award
Nomination Miglior colonna sonora a Maurice Jarre
1987 – National Board of Review Awards
Migliori dieci film
1989 – People’s Choice Awards
Miglior film drammatico
1988 – WGA Award
Nomination Miglior sceneggiatura non originale a James Dearden

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