Quante sono le ore di educazione motoria nella scuola primaria?

Quante sono le ore di educazione motoria nella scuola primaria?

di Gennaro Palmisciano
Dirigente Ispettore Tecnico

 

Non è per caso che nelle linee programmatiche del suo mandato il Ministro Giannini si è impegnata a lavorare ad un nuovo Testo Unico che semplifichi le regole ed elimini le

contraddizioni tra norme che si sono succedute nel tempo. Uno dei tanti campi da chiarire è costituito dal quadro orario nella scuola primaria, con particolare riguardo all’educazione motoria, ridenominata educazione fisica con le Indicazioni Nazionali 2012.

 

Va premesso che l’insegnamento nella scuola primaria non è e non deve essere frammentato e disciplinaristico, ma dovrebbe mantenere un carattere unitario e transdisciplinare. Ciò vuol dire che la suddivisione in materie e in tempi da destinare a ciascuna di esse non può e non deve essere rigida, ma gestita con il consueto, illuminato buon senso da parte dei docenti.

Nella scuola primaria, del resto, non vi è una norma che determina in maniera precisa il carico orario, ma vengono, piuttosto, fissate delle soglie minime. Infatti, in applicazione della Legge 148/90 (che introdusse nei moduli gli ambiti disciplinari) fu emanato al riguardo il D.M. 10.9.91 con il quale si indicava il numero di ore settimanali minimo per ogni materia, con l’avvertenza che il tetto massimo lo avrebbe stabilito il Collegio Docenti e la misura effettiva sarebbe stata decisa nell’ambito del modulo.

Non cito questo decreto per nostalgia del passato, ma perché non è stato mai abrogato e

risulta che le scuole l’abbiano sempre tenuto in conto, salvo alcuni adattamenti derivanti dalla normativa più recente (introduzione: dell’informatica con un carico, secondo la  C.M. del 29/08/2003, di un’ora a settimana; dell’inglese, con un orario predeterminato dal D.L.vo 226 del 17.10.05 in ragione di un’ora la settimana nelle prime classi, due ore nelle seconde e tre ore dalle terze; di Cittadinanza e Costituzione con la legge n. 169 del 30.10.2008 per un’ora la settimana).

 

Le soglie minime stabilite sono le seguenti:

lingua italiana 4 ore – matematica 3 ore – scienze 2 ore – storia, geografia, studi sociali 3 ore – educazione all’immagine 2 ore – al suono e alla musica 2 ore – motoria 2 ore.

Per un totale, trattandosi delle quote minime, di sole 18 ore, cui dovevano essere aggiunte 2 ore di I.R.C. ed, oggi, debbono ulteriormente sommarsi per le classi prime 1 ora di inglese,

1 ora di informatica e 1 ora di Cittadinanza e Costituzione, il che porta la somma a 23 ore.

 

Le scuole autonome possono deliberare vari quadri orario, ma senza scendere sotto le soglie minime e senza superare quelle massime. In particolare, non è possibile adottare schemi orario che prevedano meno di due ore di educazione fisica a settimana, anche se in questi giorni, occupandomi del progetto nazionale di alfabetizzazione motoria, ho avuto notizia di alcune scuole primarie, dove è stato deliberato un orario dell’educazione fisica di un’ora a settimana. Oltre all’aspetto normativo, che rende illegittime le delibere in questione, va considerato il punto di vista tecnico-pedagogico: la scienza dell’allenamento consiglia almeno due ore di attività motoria per il mantenimento delle qualità fisiche. Com’è possibile, per incrementare la formazione motoria, pensare ad un carico orario inferiore alle due ore per settimana?

 

Per rispettare le soglie minime, nelle classi a 27 ore restano solo 4 ore da poter usare per potenziare qualche materia.

Se, per esempio, si applica un incremento di 2 ore di lingua e di 2 di matematica, si ottiene il quadro orario seguente, che è il più adottato nelle classi prime:

Lingua italiana 6 ore;

matematica 5 ore;

scienze 2 ore;

storia, geografia, studi sociali 3 ore;

educazione all’immagine 2 ore;

educazione al suono e alla musica 2 ore;

educazione motoria 2 ore;

I.R.C. 2 ore;

inglese 1 ora;

informatica 1 ora;

Cittadinanza e Costituzione 1 ora.

 

Per le classi successive alla prima, le ore di flessibilità si riducono, perché l’inglese incrementa il suo carico.

Ciò potrebbe creare problemi nei modelli a 24 ore, ma quell’offerta era stata pensata per un insegnante unico, collaborato da quelli specialisti. Il solo insegnante non ha problemi ad organizzarsi i contenuti degli ambiti disciplinari su base settimanale ed anche plurisettimanale.

Del resto, le 24 ore hanno trovato attuazione pratica in misura assolutamente marginale.

I modelli a 30 ore non sempre possono essere garantiti, se non ci sono specialisti o classi a tempo pieno a cui attingere per le ore in più. Non è così semplice mantenerli, anche se non è difficile incrementare di 3 ore il modello a 27 ore, avendo la disponibilità di organico. Ancor più semplice è l’operazione nel modello a 40 ore.

 

In conclusione, attendiamo la redazione di un nuovo testo unico, che precisi che le ore di educazione fisica nella primaria sono almeno due (soglia minima).