La scuola buona o la buona scuola?

La scuola buona o la buona scuola?

di Giuseppe Campagnoli  per ReseArt

Analizziamo  i principali  punti governativi e proviamo a dire qualcosa rapidamente e sinteticamente,con cognizione di causa, per aver passato 40 anni nella scuola da docenti e dirigenti e 20 da studenti.

1) Mai più precari nella scuola e basta supplenze. L’idea non è male. Coniugando il fabbisogno di docenti  reale e consolidato di ogni scuola con le risorse disponibili e in attesa si potrebbe chiudere la partita ed aprire una nuova era (di standard internazionale) per il reclutamento e la gestione del personale della scuola. Ma sono stati fatti bene i conti economici? Chi supererà lo stereotipo del  lavoro sotto casa? E come verrà determinata la consistenza del team stabile scolastico?

2) Si entra solo per Concorso. Bene! Ma sarà possibile dal 2016? E quali saranno le regole? E l’efficienza ed equità delle procedure? Occorrono le classiche “cento misure” per un solo giusto taglio! Bene cambiare il reclutamento dei dirigenti e bene la proposta per i cosiddetti privilegiati e nonsisacome reclutati “ispettori” di farne un segmento della carriera dei presidi! E’ da tempo che l’avevamo proposto.

3) Carriera. Qualità valutazione e merito. Quis custodiet custodes? In un paese di raccomandati e di bluff la domanda è d’obbligo! Occorre cambiare forma mentis e allora anche la valutazione potrà entrare, rigorosa, equa e attendibile. E potrà essere accettata da tutti.

4) Formazione e innovazione. Scuola digitale. I soldi spesi in passato per la formazione sull’informatica e le lingue straniere e per l’innovazione (computers, lavagne interattive,tablets ed altre diavolerie) hanno lasciato solo macerie..Speriamo che la formazione e diventi obbligatoria, ricorrente, gratuita e di qualità per tutti. E speriamo che a gestire la pianificazione per  l’innovazione e la digitalizzazione omogenee e con standards simili in tutta Italia, pensi gente seria, preparata,con trascorsi di sicura pluriennale esperienza e moderna.

5) Scuola di vetro e scuola sbloccata. Trasparenza e qualità da costruire nel tempo. Occorre educare cittadini e operatori della scuola per gestire il cambiamento.In Italia sarà possibile? Abolire la burocrazia inutile? Bene. Ma chi toglierà finalmente la dirigenza dell’amministrazione a coloro che non hanno mai avuto formazione scolastica specifica e sono ancora tutti laureati in giurisprudenza? Tutto il personale dell’amministrazione deve venire dalla carriera scolastica!!! Occorre cambiare radicalmente i profili! Meglio un preside a dirigere un provveditorato (o come si chiama ora) che un giurisprudente burocrate!

6) Sport, musica e storia dell’arte. Lingue, economia e competenze digitali. Si auspicano curricoli progressivi dall’infanzia all’università, solidi per qualità e quantità alla pari delle materie umanistiche e scientifiche. Chi se ne è occupato per una vita da docente o esperto saprebbe come fare presto e bene. Un consiglio per le arti: Artemdocere

7) Scuola e lavoro, scuola e territorio. Fare rete e attrarre simbiosi tra imprese serie, enti locali e territoriali,associazioni  e mondo della scuola. Impostare veri percorsi-tandem scuola e lavoro con sistemi di crediti per una formazione integrata continua ed efficace, utile non alla scuola o all’impresa ma al cittadino in fase formativa. Chi si forma si educa e chi si educa si forma. Chi fa stages in azienda non è là per attaccare francobolli sulle buste o portare il caffè agli impiegati!

8) Scuola statale e scuola paritaria: non dimentichiamoci che la Costituzione su questo punto è assolutamente chiara e dimentichiamoci che siamo il paese della Città del Vaticano. Prendiamo spunto dall’Europa.

9) A latere. L’edilizia scolastica. Consigliamo la lettura dei nostri articoli su Education2.0, sull’ultimo numero della “Rivista dell’Istruzione” Maggioli Editore e del libello “Questione di Stile” gratis su Itunes e Ibook. Una sola cosa da dire,per ora.Un milione di euro è la decima parte di quello che investe, per esempio, la Gran Bretagna nei suoi piani triennali sull’architettura scolastica, in una sola annualità.

Per finire: non ripetiamo l’avvilente consultazione di berlingueriana e morattiana memoria! Facciamo i cambiamenti per induzione! I plebisciti e l’assemblearismo allungano solo i tempi e creano ostacoli e demagogie. Impariamo dai saggi di Atene!

P.S. Chi sono  infine  Simona Montesarchio, Damien Lanfrey, Donatella Solda, Antonio Aloisi e Matteo Benedettino?

Ci piacerebbe saperlo e comunque li ringraziamo anche noi. Qualche spunto buono c’è nel documento.