I. Bossi Fedrigotti, Organza arancione

Come superare la realtà

di Antonio Stanca

bossi_fedrigottiOrganza arancione è un breve volume pubblicato ad Ottobre del 2014 dalla Barney Edizioni di Roma (pp.89, €13,50). Contiene quattro racconti ed è stato scritto da Isabella Bossi Fedrigotti, giornalista e scrittrice trentina che vive a Milano dove da molti anni lavora presso il “Corriere della Sera”. Scrive articoli di cultura e di costume e per le pagine milanesi del giornale tiene rubriche quotidiane di corrispondenza.

La Fedrigotti ha sessantasei anni, è nata a Rovereto nel 1948, ha avuto due figli da Ettore Botti, del quale è vedova. Il suo esordio come scrittrice è avvenuto nel 1980, a trentadue anni, col romanzo Amore mio, uccidi Garibaldi . Ha continuato nella prosa narrativa e nel 1991 il suo romanzo Di buona famiglia ha vinto il Premio Campiello. Sono seguiti altri romanzi e racconti. Insieme ad altri autori ha collaborato per compilare la vasta opera relativa all’handicap infantile dal titolo Mi riguarda. Dal 1993 al 1997 è vissuta a Madrid ma di lei va detto soprattutto che molto, tanto ha scritto di narrativa mentre svolgeva il suo lavoro presso il “Corriere”. Ancora adesso è giornalista e scrittrice e quella del giornalismo è stata un’attività venuta prima che l’ha orientata verso la scrittura narrativa e ha determinato il genere di questa se si tiene conto che come negli articoli così nelle narrazioni il costume è il tema preferito. Delle condizioni, dei sistemi che attualmente si sono venuti a creare, dei problemi che ne sono derivati nell’ambito della famiglia, della scuola, della società, nel mondo dei bambini, dei giovani, degli adulti, di tutti, scrive la Fedrigotti nei suoi romanzi e racconti. Dalle tante situazioni, dalle tante persone che oggi le vivono, dalla sua vita, dalle sue esperienze trae continua ispirazione. “Una scrittrice che non ha dimenticato di essere anche una cronista” è stata definita ed in verità quel che accade quotidianamente, quel che si vede, si sente, si vive trova posto nella sua narrativa senza, naturalmente, che rimanga notizia ma elaborato, costruito in modo da ricavare quegli aspetti, da ottenere quei significati che lo trascendano. Dalla realtà muove la Fedrigotti scrittrice ma va oltre perché da essa fa derivare figure, immagini, esempi che la superano ed acquistano un valore ideale. Molto abile si mostra in questo lavoro di elaborazione, d’invenzione, molto capace di non rimanere nell’evidenza, di cogliere quel che si cela dietro le apparenze, quel che avviene nel segreto dell’anima, quei pensieri, quei sentimenti che servono a spiegare azioni pur assurde.

Dal giornalismo, dall’impegno nel sociale, dalla sua volontà di comunicare, spiegare, deriva anche lo stile della scrittrice, il suo linguaggio semplice, chiaro, sicuro anche quando c’è da dire di situazioni particolari, di problemi difficili.

L’esempio più recente del modo di essere scrittrice da parte della Fedrigotti è Organza arancione, sono i protagonisti dei quattro racconti che l’opera contiene: la moglie che, delusa del marito e dei figli, è alla ricerca di nuove emozioni e si abbandona a fantasie erotiche curandosi nel vestire; l’uomo che vive solo e che sogna di avere un rapporto d’amore con la vicina di casa che spia in continuazione; la donna che da una nevicata natalizia, dal contatto con i fiocchi della neve si vede compensata di tutto quello che le è sempre mancato; la ragazza di buona famiglia che ha studiato in un collegio, che ricorda la vita trascorsa da bambina nel suo piccolo paese di provincia e che in quei ricordi trova la sua serenità, il suo rifugio da quanto di confuso, chiassoso, disordinato, incivile avviene oggi.

Quattro persone vere sono mostrate dalla scrittrice e sono indagate nella loro interiorità con tanta penetrazione da essere trasformate nei simboli di quattro condizioni umane superiori alla contingenza perché di carattere ideale. Di nuovo la Fedrigotti ha trasceso la realtà in nome dei bisogni dell’anima.

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