Incontro con Igor De Amicis e Paola Luciani

Incontro con Igor De Amicis e Paola Luciani, autori di “Mare quadrato“, Coccolebooks, 2014

di Mario Coviello

mare_quadratoIl 18 dicembre 2014 ha inizio nella rete di scuole della provincia di Potenza l’ottava edizione del Torneo di lettura che ha come scuola capofila l’Istituto Comprensivo di Bella. Anche quest’anno 10 scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado hanno impegnato 600 euro del loro fondo di istituto sempre più risicato per leggere libri di qualità e incontrare autori italiani di letteratura per i ragazzi.

Le scuole di Bella, Rionero e Ripacandida accoglieranno per tre giorni, dal 18 al 20 dicembre, i due giovani autori de “ Il mare quadrato”, Coccolebooks 2014, Igor De Amicis e Paola Luciani. Nelle classi terze,quarte e quinte della scuola primaria e nelle prime medie docenti appassionate hanno letto il libro che ha avuto recentemente grande successo al Books Children di Bologna, e sono pronte con i loro alunni per fare domande sul piccolo Giacomo e la sua amica Marla agli autori.

Per conoscerli meglio ho fatto loro alcune domande.

Chi  sono  Igor De Amicis e Paola Luciani ?

Igor è un Commissario di Polizia Penitenziaria, vice comandante di una Casa Circondariale, con una grande passione per la lettura e per la scrittura. Paola è un insegnate di sostegno della scuola primaria che si occupa da anni di letteratura per l’infanzia. Sono una coppia nella vita e nella scrittura e insieme curano sul web la rubrica NarraMondo dedicata al mondo dei libri per i più piccoli.

Perché sentono il bisogno di scrivere e a chi si rivolgono ?

Il bisogno di scrivere nasce dall’essere dei grandi lettori, dalla gioia di perdersi fra le pagine di un libro, e dal desiderio di cimentarsi nel creare storia. Le nostre storie cercano di seguire il filo dei pensieri e della nostra immaginazione. Ci rivolgiamo a lettori voraci e appassionati come noi, con la voglia di lasciarsi andare nelle pieghe della narrazione e della storia. Con la voglia di avvicinarsi attraverso le nostre pagine una realtà a volte diversa e poco conosciuta.

Perché, secondo Voi, una maestra dovrebbe leggere in classe ai suoi alunni “ Il mare quadrato”?

Non è una storia che vuole dare degli insegnamenti, ma semplicemente far conoscere realtà diverse, e magari suscitare qualche dubbio, qualche domanda e perché no, qualche riflessione. Il tutto assaporando il gusto della lettura, quella piacevole sensazione di sentirsi bene con un libro in mano.

Cosa possono trovare nel Vostro libro i giovani lettori, e le mamme, i papà, i nonni…?

Gli elementi necessari per tornare anche loro un po’ bambini: avventura, mistero, amicizia e un finale inatteso.

mare_quadrato2Igor lavori in un  carcere: quanto  nel Mare quadrato hai raccontato della tua   esperienza, ?

Giacomo, il bambino protagonista della nostra storia, non esiste nella realtà, ma in Italia ci sono all’incirca 60 bambini che permangono fino ai 3 anni all’interno degli istituti di pena assieme alle madri, e ovviamente io sono un testimone diretto e privilegiato di questa situazione. La vedo e la “sento” ogni giorno nel mio lavoro, e ho cercato di trasporre nella pagina scritta quelle sensazioni, quelle emozioni che si possono vivere e sentire stando vicino e conoscendo intimamente la realtà carceraria.

Paola sei  un’insegnante di sostegno nella scuola elementare: perché hai voluto  nel Mare quadrato raccontare  i compagni di Giacomo  e la maestra   con le loro  difficoltà/incapacità di capire e aiutare il protagonista del romanzo ? E’ questa la tua esperienza ?

No. Non è assolutamente questa la mia esperienza. La realtà scolastica è una realtà ricca di comprensione, in cui le individualità e le fragilità di ognuno trovano il loro spazio e arricchiscono l’altro. Le dinamiche scolastiche di Giacomo nascono da esigenze prettamente letterarie, al fine di creare empatia con il lettore e con la coprotagonista Marla, ma in fondo anche Giacomo troverà nella scuola la sua amica per la pelle che lo coinvolgerà in un avventuroso viaggio alla ricerca degli affetti.

Quanto in  Giacomo e Marla avete raccontato della vostra infanzia ?

Abbiamo cercato di raccontare quell’aspetto dell’infanzia legato alla voglia di avventura, alla crescita, alla ricerca di emozioni che è di ogni bambino. Quella fiducia cieca e profonda nei confronti dell’amicizia e degli affetti. E Paola confessa spudoratamente che anche lei, come i protagonisti della nostra storia, da piccola rubava le ciliegie dall’albero dei vicini.

Oltre il carcere, nel vostro libro viene raccontato l’orfanotrofio, un altro sistema chiuso. Le due suore appaiono capaci di comprendere e aiutare… E’ così ?

Abbiamo voluto rappresentare le due suore come uno scoglio, un porto sicuro che fa da riparo al piccolo Giacomo, che a volte si sente sballottato dalla vita e dagli eventi. Non sappiamo se è sempre così, ma conosciamo e apprezziamo il duro lavoro e l’impegno che ogni giorno profondono i volontari, gli assistenti sociali, gli educatori e le religiose nella cura dei loro piccoli “ospiti”. Un lavoro lontano dai riflettori e dai clamori, ma forse, proprio per questo, appassionato e prezioso.

Entrambi curate  una rubrica sul sito Thriller magazine (www.thrillermagazine.it ) e  tu Igor scrivi gialli. Come e perché avete deciso di scrivere per l’infanzia e l’adolescenza ?

Come abbiamo detto la nostra rubrica NarraMondo (ospitata dal portale thrillermagazine e che ha da poco anche una pagina facebook), si occupa di narrativa per l’infanzia, con anticipazioni, news, recensioni e interviste agli autori. All’inizio la rubrica voleva essere dedicata solo ai gialli per i ragazzi (un filone di grande importanza e molto vivace), ma poi il mondo dei libri per bambini ha preso il sopravvento e ci siamo resi conto che in fondo, avventura, mistero e azione sono gli elementi comuni di tutte le storie per i più piccoli. E così la nostra rubrica ha allargato i suoi confini, sino ad abbracciare tante storie, tanti protagonisti e tanti mondi diversi. Elementi che sono anche della letteratura gialla, e quindi il mio passaggio (Igor) da un genere all’altro è stato abbastanza semplice, è bastato costruire una storia con alcuni elementi di tensione, e fare un lavoro di calibratura sul linguaggio.

 In che modo lavorate in coppia ?

Partiamo da un’idea forte. Il nucleo di tutta la storia, che può essere partorita da entrambi, poi ci dedichiamo allo sviluppo della trama, con una suddivisione in scene e una descrizione di massima di ognuna di esse. Poi cominciamo a scrivere le prime scene, mentre la trama delle altre si compone come un puzzle. Quindi si legge, rilegge e corregge. Un continuo lavorio di entrambi divertente a appassionante, ma talvolta frutto di confronto e qualche piccolo battibecco.Per il “ Mare quadrato è stato fatto un grande e importante lavoro dall’illustratrice Silvia Crocicchi che ha impreziosito la nostra storia con le sue tavole.

Ed infine, andando nelle scuole incontrate tanti ragazzi e ragazze..secondo Voi di cosa hanno bisogno veramente..?

Forse c’è bisogno di emozionarsi per qualcosa. E a volte anche un libro può riuscirci.

E  a te  anche come insegnante Paola chiedo di cosa ha bisogno la scuola pubblica italiana per garantire educazione ed istruzione alle giovani generazioni ?

I problemi della scuola sono tanti, e non penso che esistano formule magiche. Certo far tornare l’istituzione scolastica al centro del tessuto sociale, riconoscendole appieno l’importanza che ha, sarebbe un primo e fondamentale passo. Questo vuol dire un impegno costante degli operatori nel loro quotidiano lavoro, ma soprattutto uno sforzo delle istituzioni a favore della scuola; uno sforzo tanto materiale (con opportune risorse), quanto progettuale (con il riconoscimento della sua centralità), favorendo in tal modo anche la costruzione di una efficiente rete sociale.

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