M. Messina, Diario di una Kemionauta

messina1KEMIONAUTA NAVIGATRICE DEI MARI E DEI CIELI DELLA LOTTA PER LA VITA di Umberto Tenuta

CANTO 453 MAURA MESSINA, Diario di una Kemionauta, HOMO SCRIVENS Editore

Una giovane artista utilizza la parola e le immagini per descrivere la sua ulisseide, la sua lotta contro gli extraterrestri che, nascondendosi in un limone di Sorrento, attentano alla sua giovane vita.

Maura Messina è una giovane ragazza che ama la bellezza della vita, perchè della bellezza si è nutrita sin dalla nascita, in una famiglia bella, in una casa bella, in un giardino bello, che i fuochi della sua terra sempre hanno imperlato.

Non per nulla, l’amore per la vita Ella ha coltivato curando i fiori delle sue aiuole, l’arte della pittura, della scultura, del disegno.

Una giovane maestra, sin dal primo battito del suo cuoricino nel grembo materno, l’ha ispirata e con saggia discrezione l’ha guidata.

La prima scuola poi qualcosa avrà pur fatto per non distruggere questo natio desiderio di bellezza che ha sempre rinforzato l’innato elan vitale che ogni giovane figlio di donna porta in sé sin dal suo concepimento.

Che altro è la vita se una lotta contro i suoi nemici?

Avete mai rivolto il vostro sguardo al filo d’erba schiacciato sotto la pietra?

Avrete visto questa impari lotta di un minerale contro un essere vivente, seppure ancora nella forma della vita vegetale?

Fermiamoci un po’!

Che fa la tenera pianticella?

Il peso della pietra la schiaccia.

Ed essa si piega. Ma non accetta la morte.

Porta in sé una forza che la spinge a cercare la luce del sole.

Quella luce bella, luminosa, splendente che la vivere, la fa crescere, la fa esplodere nelle meravigliose forme dei suoi rami, delle sue foglie, dei suoi fiori.

messina2E avete visto voi, come nella mia fanciullezza osservavo io, l’umile lombrico tagliato in due, che si riproduce in due nuovi esseri viventi?

In fondo, già a livello vegetale ed animale, esiste una forza di sopravvivenza alla morte che si esprime nella lotta per la vita.

Tema fascinoso, questo, che lo studio della biologia vegetale ed animale dovrebbe evidenziare sin dalla scuola dell’infanzia.

Tema fascinoso che la Pedagogia ed i Maestri dovrebbero ben tenere presente.

Élan vital!

Slancio vitale. Bisogno di sopravvivere, bisogno di vivere, bisogno di affermarsi.

O, se volete, amore della vita. Lotta contro la morte.

Tranquilla, o madre amorosa!

Non cadrà il tuo neonato posto sul fasciatoio. Non affogherà sotto l’azzurro lenzuolino di lino

L’istinto di vita lo proteggerà.

Non si attacca al tuo amoroso seno?

Nessuna preoccupazione!

Sentirà il richiamo del suo latte materno e lo succhierà avidamente.

E poi?

E poi, la vita è bella!

E nessun bimbo la rifiuta.

La BELLEZZA SALVERà IL MONDO.

Lo scrive Granfranco Ravasi.

La BELLEZZA EDUCHERà IL MONDO.

Lo scrive il più grande dei papi, PAPA FRANCESCO.

L’amore della BELLEZZA ha rinforzato l’innato amore della vita di MAURA MESSINA.

Presumo di non abusare della pazienza di nessuno se sottolineo la grande responsabilità dell’educazione alla bellezza che solo le mamme avvertono istintivamente.

Ci siamo mai domandati perchè ogni gestazione è accompagnata dalla preparazione del corredino del nascituro?

messina3La più povera delle mamme accoglierà il suo bimbo in un nido bello.

Oddio!

Ma non fanno la stessa cosa gli uccelli?

Quanta bellezza nell’intreccio di un nido di uccello tessitore!

E nella plastica di un nido di rondine!

E poi il Canto e la Musica.

O Rosalia, chissà quali melodiosi canti avrai intonato alla meravigliosa bimba, per nove mesi in seno portata!

E tu, Angelo, certamente un flauto dolce avrai suonato quando Maura è nata!

E voi, Maestre della Scuola dell’infanzia e della Scuola primaria, certamente l’educazione al suono ed all’immagine di Maura avete coltivato.

Il resto taccio!

Dico solo che Maura Messina, figlia di Angelo e di Rosalia, anche nelle scuole frequentate, comprese quelle universitarie, l’Amore della BELLEZZA DELLA VITA ha imparato.

Maura ha coltivato l’innato amore della vita.

Questo amore, unito alla KEMIOTERAPIA, l’ha aiutata a gettar via dal suo corpo l’ingombrante, pesante, acido limone di Sorrento.

 

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