Genitori invadenti

GENITORI INVADENTI? di Umberto Tenuta

CANTO 557 I genitori sono invadenti: è questa una lamentela quasi unanime dei docenti.

Ma sono davvero invadenti?

 

La Costituzione italiana sancisce che <<È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio>>(Art. 30).

Nessuna norma della Costituzione repubblicana attribuisce questo compito allo Stato o ad altre istituzioni.

Lo Stato istituisce scuola statali che i genitori possono scegliere di far frequentare ai loro figli.

Ma le scuole statali non possono imporre finalità e metodologie educative che siano in contrasto con la volontà dei genitori.

Volontà dei genitori che si esprime soprattutto attraverso gli organi collegiali previsti dalla vigente normativa ovvero anche attraverso la voce diretta dei genitori, come l’istituto della continuità educativa prevede.

Sappiamo bene che l’educazione dei giovani si attua in un sistema formativo integrato che comprende innanzitutto la famiglia e poi via via le altre istituzioni sociali e gli strumenti della comunicazione di massa.

E sappiamo bene anche che tra le varie istituzioni educative deve realizzarsi un’opportuna coerenza e continuità.

La normativa scolastica attribuisce esplicitamente alla scuola il compito della promozione della continuità educativa, da realizzare attraverso gli organi collegiali ed ogni altra opportuna iniziativa.

In sostanza, i docenti e gli operatori scolastici tutti debbono favorire e giammai ostacolare la cooperazione dei genitori.

Al riguardo, tuttavia, sembra che sia proprio la scuola a vedere la presenza dei genitori nella scuola come una invasione di campo, quasi che il diritto di educare spetti primariamente alla scuola.

Al riguardo basterebbe tener presente che, se tutti i genitori avessero la possibilità di assolvere al loro dovere di educare ed istruire i propri figli senza far ricorso alle istituzioni scolastiche statali, queste resterebbero vuote.

Pertanto, non solo non è consentito ma non è nemmeno opportuno non tenere conto della volontà dei genitori, in nome di una concezione statolatrica della scuola, come è avvenuto in tutte le ideologie statalistiche del secolo scorso.

Non vorremmo proprio che invadenti siano i docenti, nel nome di una presunta concezione antidemocratica della scuola, concezione che è in netto contrasto con la Costituzione repubblicana del 1948.

Pertanto, è auspicabile che la querelle sull’invadenza dei genitori non solo cessi ma si trasformi in una costruttiva cooperazione degli operatori scolastici con i genitori.

C’è un bene superiore da salvaguardare.

Il successo formativo dei giovani.

Il resto conta poco.

 

PER APPROFONDIRE:

http://www.rivistadidattica.com/famiglie/famiglie_31.htm

 

Tutti i miei Canti −ed altro− sono pubblicati in:

http://www.edscuola.it/dida.html

Altri saggi sono pubblicati in

www.rivistadidattica.com

E chi volesse approfondire questa o altra tematica

basta che ricerchi su Internet:

“Umberto Tenuta” − “voce da cercare”

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