Inside Out

Inside out, film di animazione della Pixar di Peter Docter e Ronnie Carmen

di Mario Coviello

insideoutHo insegnato l’intelligenza emotiva ai miei alunni prima e ai docenti poi dopo aver studiato Daniel Goleman dal 1997. E’anche per questo che consiglio a genitori ed insegnanti di non perdere la visione di Inside out. Genuino, profondo e psicologico. Inside Out, film animato della Pixar, è un concentrato di emozioni, grafiche da urlo e scene paradossali. Racconta la vicenda della piccola Riley, bambina del Minnesota che si trasferisce a San Francisco con la famiglia, e lo fa dal punto di vista della sua mente. Il film è quasi tutto ambientato nel suo cervello, dove le emozioni (Gioia, Tristezza, Paura, Disgusto e Rabbia) indirizzano gli stati d’animo da una plancia di comando, gestiscono la costruzione e lo stoccaggio dei ricordi, reagiscono secondo la loro natura agli stimoli esterni di un momento così critico per la bambina. In una fase concitata, Gioia e Tristezza finiscono per errore da un’altra parte del cervello. Il film racconta la storia parallela del loro viaggio di ritorno verso il quartier generale, mentre Riley cerca di tornare felice com’era nel Minnesota, sentendosi sperduta a San Francisco.

Inside Out sviluppa l’avventura di dentro, attraversando in compagnia di Joy e Sadness la memoria, il subconscio, il pensiero astratto e la produzione onirica di una bambina che sta imparando a compensare la propria emotività e ad assestarsi in una città altra.

Il film ci insegna che ciascuna delle emozioni è necessaria per barcamenarsi nel mondo esterno: la paura evita – quando può – i passi falsi, il disgusto l’avvelenamento per aver mangiato i broccoli, da sempre odiati dai piccoli, mentre Tristezza interviene nei momenti di scoramento, nelle piccole sconfitte (del campionato di hockey). I ricordi che si vengono a creare appartengono a uno di questi personaggi, ma i ricordi di base, quelli che più di tutti definiscono la personalità di Riley, appartengono sempre alla sfera delle emozioni rappresentate da Joy.

Si costruiscono così le isole emotive della famiglia, dell’amicizia, della stupideria, dell’hockey, edifici interiori che racchiudono una parte importante della bambina.

Con Inside Out il regista PeterDocter installa di nuovo l’immaginario al comando e ingaggia cinque creature brillanti per animare un racconto di formazione che mette in relazione emozioni e coscienza. Perché senza il sentimento di un’emozione non c’è apprendimento. Dopo la senilità e l’intenso riassunto con cui apre Up, che ha la grazia e la crudeltà della vita, Docter lavora di rovescio sulla fanciullezza, tuffandosi nella testa di una bambina, accendendola con flussi di pensieri sferici che hanno tutti i colori delle emozioni. E a introdurre Riley sono proprio le sue emozioni che agitandosi tra conscio e inconscio sviluppano le sue competenze e la equipaggiano per condurla a uno stadio successivo dell’esistenza.

Nel cammino alcuni ricordi resistono irriducibili, altri svaniscono risucchiati da un’ aspirapolvere solerte nel fare il cambio delle stagioni della vita e spazio al nuovo. A un passo dalla pubertà e resistente dentro un’infanzia gioiosa, che Joy custodisce risolutamente e Sadness assedia timidamente, Riley passa dal semplice al complesso, dal noto all’ignoto. Nel processo ‘incontra’ e congeda Bing Bong, amico immaginario che piange caramelle e sogna di condurla sulla Luna.
Creatura fantastica generata dalla fantasia di una bambina, Bing Bong, gatto, elefante e delfino insieme, è destinato a diventare uno dei personaggi leggendari della Pixar Animation, rivelando un’anima segreta, la traccia di un sentimento e l’irripetibilità del suo essere minacciato dalla scoperta di una data di scadenza. Rosa e soffice come zucchero filato, guiderà Joy e Sadness dentro i sogni e gli incubi di Riley, scivolando nell’oblio per ‘fare grande’ la sua compagna di giochi.
I personaggi, realizzati con tratti essenziali che permettono di coglierne la natura profonda (rotonda, esile, spigolosa),fanno emergere l’aspetto intangibile del processo conoscitivo dentro un film perfettamente riuscito, che ricrea la complessità e la varietà dell’animazione senza infilare scorciatoie tecniche o narrative. Dentro e fuori Riley partecipiamo alle vocalizzazioni affettive indotte da Joy e Sadness che, finalmente congiunte, la invitano a comunicare la tristezza. Perché la tristezza, quando è blu e piena come Sadness, è necessaria al superamento dell’ostacolo e alla costruzione di sé.

Impossibile resistere all’espressività emozionale delle emozioni primarie di Docter che privilegia anziani e bambini, gli unici a possedere una via di fuga verso il fantastico. Gli unici a volare via coi palloncini e ad avere nella testa una macchina dei sogni

E’ un film di commovente intensità sul grande passaggio e spauracchio della crescita, che riguarda tanto i piccoli, quanto i grandi; nonché un incredibile manuale utile per far capire davvero le teste dei figli a tanti genitori.

Perché l’impreparazione al cambiamento altro non è che un’impreparazione di fronte a quell’aumento di complessità che, volenti o nolenti, siamo tutti costretti ad affrontare (e a più riprese) nella nostra vita.
Con la capacità di suscitare risate irrefrenabili e di spingere alla commozione che lascia allibiti per la sua apparente semplicità, Inside Out rimescola le emozioni proprio come nel suo racconto, ci porta indietro negli anni e ci racconta del futuro nostro e dei nostri figli, concilia la purezza emozionale dell’infanzia con le capacità di comprensione e esposizione degli adulti.
Regala, insomma,
un viaggio emotivo, un momento di sintesi e introspezione che va goduto a fondo, conservando come ricordi preziosi, in splendide biglie colorate, ogni risata e ogni lacrima.
Preparatevi,e…
“Proteggete i ricordi a costo della vita”, una frase del film da tenere a mente, godendo di questo film anche i titoli di coda.

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