Nota 19 novembre 2015, AOODGPER 37900

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Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per il personale scolastico

 

Ai Direttori generali e ai Dirigenti titolari degli Uffici Scolastici Regionali
Loro Sedi

 

Oggetto: La formazione in servizio dei docenti specializzati sul sostegno sui temi della disabilità, per la promozione di figure di coordinamento. Realizzazione di specifici percorsi formativi a livello territoriale.

 

 

Premessa

 

Le risorse destinate alla formazione in servizio dei docenti specializzati sul sostegno, rappresentano un’utile opportunità per introdurre percorsi formativi orientati allo sviluppo di competenze didattiche ed organizzative capaci di garantire una effettiva realizzazione di Piani per l’inclusione sempre più adeguati alle esigenze degli allievi e delle scuole.

In questo quadro trova collocazione una figura docente (“il referente/coordinatore per l’inclusione”), peraltro già sperimentata in molte istituzioni scolastiche, che – collaborando con il dirigente scolastico (ai sensi della Legge 107, art. 1, comma 83) – assicuri un efficace coordinamento di tutte le attività progettuali di istituto, finalizzate a promuovere la piena integrazione di ogni alunno nel contesto della classe e della scuola.

 

  1. I destinatari dell’attività formativa

 

L’iniziativa formativa che si propone nel presente avviso, vede come destinatari un docente specializzato sul sostegno per ogni istituzione scolastica statale (due nel caso di istituti con elevata presenza di figure di sostegno), individuati dal Dirigente scolastico e chiamati poi a svolgere funzioni di presidio culturale, organizzativo e formativo nel campo dei processi di integrazione, riferita in particolare alle disabilità. L’iniziativa si pone l’obiettivo di raggiungere circa 10.000 docenti sul territorio nazionale, si qualifica come azione formativa di 2° livello (quindi rivolta a docenti che già svolgono o intendono svolgere funzioni di coordinamento) e si caratterizza per il forte collegamento con obiettivi di miglioramento delle pratiche organizzative e didattiche inclusive di ogni istituto scolastico.

 

  1. Le competenze del docente con funzioni di coordinamento

 

Il profilo del referente/coordinatore dei processi di inclusione si innesta su una sicura competenza di base, relativa ai diversi ambiti della professionalità docente (disciplinari, psicopedagogici, metodologico-didattici, organizzativi e relazionali, di ricerca), declinati nell’ottica specifica della disabilità e del sostegno educativo.

In particolare il valore aggiunto da realizzare, nei pur brevi percorsi formativi di seguito descritti, si riferisce all’affinamento delle competenze per:

  • svolgere funzioni di coordinamento pedagogico ed organizzativo e di supervisione professionale;
  • gestire dinamiche relazionali e comunicative complesse (team, gruppi, ecc.);
  • supportare la progettazione didattica integrata e la relativa formazione in servizio;
  • ottimizzare l’uso delle risorse per l’inclusione, ivi comprese quelle tecnologiche;
  • facilitare i rapporti con le famiglie e i diversi soggetti istituzionali coinvolti nei processi di integrazione.

Si tratta di una figura di staff che promuove il miglior coordinamento delle diverse azioni che confluiscono in ogni istituto per favorire l’inclusione (dalla rilevazione dei bisogni alla programmazione integrata, dal raccordo con gli interventi riabilitativi alla proiezione verso l’orientamento e il progetto di vita dell’allievo disabile), affinché le previsioni normative –spesso assai innovative e incisive – possano trovare riscontro nella loro concreta e puntuale attuazione.

 

  1. Le caratteristiche del modello formativo

 

Ciascun percorso formativo avrà una durata complessiva di 50 ore, pari a due unità formative. Una unità formativa di 25 ore comprende, di massima: 8-12 ore di lezioni frontali e attività laboratoriali in presenza; 6-8 ore di esercitazioni, tutoring, pratica didattica; 8-10 ore di studio, documentazione, lavoro on line. Le tipologie di attività potranno essere liberamente composte sulla base dei bisogni formativi rilevati.

I temi che potranno essere affrontati saranno afferenti ad una o più delle seguenti aree, anche in relazione al patto formativo da condividere con i frequentanti i corsi. Si dovrà comunque evitare l’eccessiva segmentazione dei contenuti, per privilegiare l’approfondimento laboratoriale su temi essenziali, connessi alla funzione che poi si dovrà interpretare.

 

  1. a) Area del contesto e della comunicazione:

 

  • le relazioni scuola-famiglia e le reciproche aspettative;
  • i rapporti tra gli operatori della scuola e quelli di servizi sociosanitari;
  • orientamento e progetto di vita dell’alunno con disabilità;
  • la governance territoriale dell’integrazione;
  • la conduzione dei gruppi di lavoro GLHI e GLI;

 

  1. b) Area metodologico-didattica:

 

  • la cultura dell’inclusione, con particolare riguardo alla relazione educativa;
  • le nuove risorse tecnologiche e le metodologie innovative;
  • la didattica per l’inclusione: l’approccio cooperativo, la gestione della classe, la peer education;
  • la progettazione di azioni di consulenza e di formazione in servizio;
  1. c) Area documentale:

 

  • il modello ICF dell’OMS con particolare riguardo alla sua applicazione nella scuola;
  • le linee guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità;
  • il Profilo Dinamico Funzionale (PDF) e il Piano Educativo Individualizzato attraverso l’uso del modello ICF;
  • gli indicatori per valutare la qualità dell’integrazione e della dimensione inclusiva della scuola;

 

  1. d) Area specialistica:

 

  • i disturbi neuropsichiatrici nel contesto scolastico;
  • i disturbi della comunicazione (autismo, ecc.);
  • le disabilità sensoriali, la disabilità visiva, la disabilità uditiva ed i principali metodi di intervento;
  • la disabilità intellettiva.

 

A conclusione del percorso formativo, verrà rilasciato un attestato descrittivo del percorso svolto e delle esperienze formative realizzate.

 

  1. L’organizzazione dei percorsi formativi: compiti dell’USR

 

Gli Uffici Scolastici Regionali, nel rispetto dei principi di efficienza e trasparenza, selezioneranno, mediante avviso Pubblico regionale, scuole-polo operanti a livello provinciale in modo da rispondere al fabbisogno territoriale di formazione di almeno un docente per ogni istituzione scolastica (ove possibile due, nei casi di un numero di docenti di sostegno in servizio superiore ad otto). A ciascuna scuola polo verrà erogata una cifra pari a € 7.000 (settemila/00) per la realizzazione di due percorsi formativi, della durata di 50 ore ciascuno(tradotte in due unità formative, come sopra descritti), anche con momenti formativi comuni, limitatamente alle lezioni frontali. Ad ogni percorso formativo potrà partecipare un numero di corsisti non superiore a 45. E’ possibile realizzare moduli differenziati, tenuto conto delle diverse dimensioni territoriali e nel rispetto del modello formativo delineato.

Costituirà titolo preferenziale la capacità della scuola di aggregare le istituzioni scolastiche presenti sul territorio, di attivare sinergie con le varie realtà istituzionali e associative, nonché di assicurare una migliore efficienza ed efficacia nella gestione delle risorse disponibili.

Le candidature sono valutate da commissioni nominate dai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali, una per regione, composte da personale dipendente degli stessi Uffici, dotato di specifica professionalità. Alla valutazione si provvede attribuendo un punteggio nel limite massimo di 100 punti e nel rispetto dei seguenti criteri:

  • adeguatezza della proposta alle specifiche del progetto formativo (massimo 40 punti);
  • progetti formativi in favore del personale scolastico precedentemente portati a valido compimento (massimo 30 punti);
  • qualità e fruibilità dei materiali formativi, che rimangono di proprietà dell’Amministrazione, che le istituzioni o reti si impegnano a realizzare nell’ambito del progetto (massimo 30 punti).

 

Espletate le procedure di selezione, gli USR invieranno a questo Ufficio (all’indirizzo di posta elettronica formazione.scuola@istruzione.it), entro il 7 dicembre 2015 – l’elenco delle scuole-polo individuate, a livello provinciale e sub provinciale, e la scheda dati delle singole Istituzioni scolastiche selezionate – Allegato 2 e l’ammontare delle risorse che si intendono assegnare, nel limite complessivo del budget preventivato per ogni regione.

 

L’assegnazione dei fondi avverrà direttamente alle scuole-polo individuate dagli UU.SS.RR. Tale finanziamento è comprensivo anche dei fondi (3%) da destinarsi a misure regionali di coordinamento, incontri, conferenze di servizio, monitoraggio e supporto, e verrà attribuito alla scuola-polo del capoluogo di regione.

 

  1. La gestione dei percorsi formativi: i compiti delle scuole-polo selezionate

 

Le Istituzioni scolastiche selezionate in qualità di scuole-polo avranno cura di organizzare i percorsi di formazione secondo quanto previsto dalla presente nota, d’intesa con gli UU.SS.RR di riferimento. In particolare, dovranno:

 

  1. acquisire dalle scuole della rete territoriale di riferimento (provinciale o sub provinciale) le candidature dei docenti segnalati dai rispettivi dirigenti scolastici;
  2. comporre i gruppi di formazione e predisporre calendari e supporti logistici;
  3. definire il/i soggetto/i erogatore/i, cui affidare taluni aspetti della formazione: strutture universitarie, associazioni ed enti riconosciuti, associazioni delle persone con disabilità e dei loro familiari (Elenchi regionali degli esperti individuati dalle federazioni delle associazioni delle persone con disabilità in allegato al Decreto della Direzione generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione n.6080 del 24/10/2014), singoli esperti e/o formatori, ecc., ferma restando la funzione di direttore del corso affidata al dirigente scolastico la cui scuola risulti titolare del finanziamento;
  4. definire in apposito patto formativo contenuti, programmi, verifiche (a seguito di opportuna e preventiva analisi dei bisogni formativi dei corsisti);
  5. rilasciare le attestazioni di partecipazione ai corsisti;
  6. assicurare l’efficace conduzione delle attività, sotto il profilo formativo, organizzativo e amministrativo-contabile.

 

 

 

  1. Modalità di rendicontazione

 

Si ricorda che per procedere all’erogazione del saldo del finanziamento assegnato, le scuole destinatarie dell’assegnazione di risorse finanziarie, con il coordinamento dell’Ufficio Scolastico Regionale competente, dovranno inviare a questo ufficio (all’indirizzo formazione.scuola@istruzione.it) la relazione sul regolare svolgimento dei corsi e conclusione delle attività e la specifica rendicontazione amministrativo contabile (utilizzando allo scopo la medesima modulistica allegata al DM 435/2015). La documentazione sarà trasmessa in plico unico dall’Ufficio Scolastico Regionale.

Si richiama l’attenzione delle SS.LL. sulla necessità che le attività formative organizzate sulla base della presente nota siano svolte e rendicontate entro l’a.s. 2015/2016 e comunque non oltre il 30 novembre 2016.

 

Si ringrazia per la consueta, fattiva collaborazione e si porgono cordiali saluti.

 

 

Il Direttore Generale

Maria Maddalena Novelli


ALLEGATO 1

 

Ripartizione fondi per l’attivazione dei percorsi di formazione

in base alla distribuzione regionale dei docenti di sostegno.

Regioni % regionale docenti di sostegno sul totale nazionale di docenti di sostegno Distribuzione

n. corsi in base alla % regionale di docenti di sostegno

Fondi assegnati per i percorsi di formazione Fondi per la quota regionale di coordinamento delle azioni formative 3% Totale fondi assegnati
Abruzzo 2,57% 6 € 21.000 € 630 € 21.630
Basilicata 1,01% 3 € 10.500 € 315 € 10.815
Calabria 3,77% 9 € 31.500 € 945 € 32.445
Campania 12,91% 29 € 101.500 € 3.045 € 104.545
Emilia Romagna 6,01% 14 € 49.000 € 1.470 € 50.470
Friuli Venezia Giulia 1,37% 4 € 14.000 € 420 € 14.420
Lazio 11,50% 26 € 91.000 € 2.730 € 93.730
Liguria 2,28% 5 € 17.500 € 525 € 18.025
Lombardia 13,79% 32 € 112.000 € 3.360 € 115.360
Marche 2,56% 6 € 21.000 € 630 € 21.630
Molise 0,71% 2 € 7.000 € 210 € 7.210
Piemonte 6,43% 15 € 52.500 € 1.575 € 54.075
Puglia 8,39% 20 € 70.000 € 2.100 € 72.100
Sardegna 2,80% 6 € 21.000 € 630 € 21.630
Sicilia 11,14% 26 € 91.000 € 2.730 € 93.730
Toscana 4,96% 12 € 42.000 € 1.260 € 43.260
Umbria 1,30% 3 € 10.500 € 315 € 10.815
Veneto 6,49% 15 € 52.500 € 1.575 € 54.075
Totale 100% 233 € 815.500 € 24.465 € 839.965