Un anno senza Bomprezzi e la sua “forza gentile”

da Superabile

Un anno senza Bomprezzi e la sua “forza gentile”

Un anno fa moriva Franco Bomprezzi, il ricordo delle associazioni. La Ledha: il Centro antidiscriminazione era uno dei suoi progetti ed è stato naturale intitolarlo a lui. Non alla sua memoria, ma alla sua presenza

MILANO – Quando nel 2013 si è candidato al Consiglio regionale della Lombardia amava denifirsi “la forza gentile a rotelle”. E in questo primo anno di sua assenza, la sua forza gentile ha raccolto i risultati. Se Milano, infatti, ha vinto l’Access city award, prestigioso premio di città più accessibile dell’Unione Europea, è grazie anche all’impegno di Franco Bomprezzi, che è stato senza ombra di dubbio un grande giornalista e una grande forza di cambiamento. Bene ha fatto il Comune ha iscriverlo al Famedio tra i grandi della città. “Ci manca la sua forza e la sua capacità di leggere in profondità i fatti – ha detto oggi Giuseppe Bettoni, sacerdote e amico di Franco durante la Messa celebrata per ricordarlo -. Ci ha insegnato a non desiderare mondi ideali, ma a cambiare la condizione in cui ci si trova, come lui ha fatto durante la sua vita”.

Come presidente della Lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha) ha promosso e contribuito al lavoro che ha visto insieme istituzioni e associazioni per rendere l’Expo e la città accessibile a tutti, anche se poi è scomparso, il 18 dicembre scorso, prima di poter vedere i frutti del suo impegno. A chi, tra il terzo settore, tendeva a evidenziare soprattutto le cose che non funzionavano, lui ripeteva: “Non c’è spazio ora per le polemiche, stiamo vivendo un’occasione preziosa di collaborazione per migliorare la città”. Oggi la Ledha ha pubblicato un lungo ricordo “Un anno senza Franco. Un anno con Franco”: “La nostra città e la nostra regione, almeno per quest’anno, si sono trasformati in uno straordinario laboratorio dell’inclusione, in un modo che forse neanche Franco, sognatore per eccellenza, avrebbe potuto prevedere. Girando per Expo e per la città, ogni volta che si incontrava una famiglia o un gruppo di amici, con una persona con disabilità, non poteva scappare un pensiero e un sorriso pensando che quella presenza era possibile grazie al lavoro svolto da Franco negli ultimi anni della sua vita, bussando a tutte le porte e cercando di convincere tutti gli interlocutori che la scommessa di Expo accessibile doveva essere prima assunta e quindi vinta”.

La Ledha ha dedicato a Bomprezzi il Centro antidiscriminazioni. Perché di lavoro per abbattere ogni tipo di barriere ce n’è ancora tanto da fare. “È stato anche un anno difficile, in cui abbiamo visto aumentare le segnalazioni di problemi e di discriminazione, con pericolosi arretramenti sulla bontà stessa dell’idea di inclusione sociale, persino nel campo della scuola, oltre che in quello del lavoro, della mobilità e della vita indipendente. Un anno in cui però abbiamo visto come le nostre iniziative di promozione e di tutela sono sempre più considerate significative dalle persone con disabilità, dai loro familiari e dalle nostre associazioni. Anche il Centro Antidiscriminazione era uno dei progetti di Franco ed è stato naturale intitolarlo a lui. Non alla sua memoria, ma alla sua presenza”. (dp)