M. Merlino, Madri

La vita è donna

di Antonio Stanca

 

merlinoDomenica scorsa, 20 Dicembre, a Lecce in un’ampia sala del Castello Carlo V è stata ospitata dall’Ande Myrta Merlino, nota giornalista e conduttrice televisiva. Ha concesso una lunga intervista durante la quale ha parlato del suo ultimo libro, Madri. Perché saranno loro a cambiare il nostro Paese (pubblicato a Novembre di quest’anno dalla Rizzoli di Milano), e della situazione dell’Italia Meridionale, dei problemi economici che in quest’area della Penisola si sono aggravati e che, secondo lei, solo l’occupazione dei giovani potrebbe aiutare a risolvere.

La Merlino ha quarantasette anni, è nata a Napoli nel 1968 e dopo essersi laureata in Scienze Politiche ha iniziato a lavorare per conto del Consiglio dei Ministri della Comunità Economica Europea. In seguito ha curato la pagina economica del quotidiano “Il Mattino” e nel 1994, a ventisei anni, è entrata in televisione. Qui il suo impegno è andato crescendo e diversi sono stati i canali nei quali ha prestato servizio. Ha realizzato inchieste, preparato rubriche, è stata moderatrice in molti convegni e dibattiti pubblici. Ha creato e condotto dei programmi tra i quali, “L’Aria che Tira” per “La 7”, una trasmissione che ha avuto successo fin da quando è sorta nel 2011.

Anche presso la radio ha lavorato e per diverse testate giornalistiche, oltre che per riviste, ha scritto. Di giornalismo sanno, infatti, i suoi primi libri, La moneta, Gli Affari nostri e L’aria che tira.

Un personaggio noto è diventata la Merlino e come il suo lavoro anche il suo pubblico è aumentato. Piuttosto propensa si è mostrata a trattare di problemi socio-economici, ad osservare fenomeni, eventi dalla loro angolazione economica, a cogliere della vita, della storia quegli aspetti che sono determinati dall’economia. Questo, però, non è avvenuto nel suo recente libro che diverso si è rivelato pure dai precedenti. In Madri l’autrice presenta una serie di figure femminili, di madri, che sono note o sconosciute, ricche o povere, unite o separate, e che da lei sono state cercate o ascoltate durante le sue trasmissioni televisive. E’ stato un proposito, dichiara la Merlino, perseguito da tempo come provano i casi delle donne presentate che cominciano dagli anni passati e giungono ai nostri giorni. La scrittrice è stata con quelle donne, con quelle madri per sapere di loro, dei loro figli, dei loro rapporti, per migliorare, approfondire le proprie conoscenze circa una condizione umana, quella della donna madre che, secondo lei, è tra le più complesse. Sono tanti i modi con i quali una donna vive la sua maternità perché sono tante le condizioni personali, le situazioni familiari, sociali nelle quali può trovarsi. Ma, nonostante tale varietà, la Merlino crede sia possibile rintracciare in ogni madre, in ogni suo comportamento degli elementi simili, degli aspetti che le accomunano. Questi consistono soprattutto nella forza, nel coraggio che la maternità infonde in qualunque donna, anche nella più debole, dal momento che la fa sentire una protagonista, le dimostra che è capace di un’azione unica, di un evento soltanto suo, che solo da lei può provenire. Madri che hanno fatto nascere, hanno cresciuto, difeso, formato i loro figli sono quelle incontrate dalla Merlino ed in ognuna ha scoperto pensieri, sentimenti che si ripetevano perché propri di chi prepara, crea, protegge, modella, ognuna ha fatto interprete di questi che sembrano racconti raccolti nel suo libro.

La prima mamma è l’afro-americana Toya che vive senza marito, con sei figli, nella periferia di una città americana e che ha ritenuto tanto importante evitare al figlio Michael di trovarsi in gravi problemi da averlo raggiunto mentre partecipava ad un corteo di rivoltosi, schiaffeggiato davanti a tutti, tirato fuori e riportato a casa. La seconda madre, Gabriella, non ha mai smesso di credere possibile un recupero, una riabilitazione per un figlio sistematicamente coinvolto in gravi situazioni. Lo ha sempre seguito, ha sempre cercato di ricondurlo a sé. E poi c’è Sandra, una giovane moglie che, pur incinta, alla notizia di un bambino nato con gravi problemi di salute e abbandonato dalla madre, convince il marito a concederle di assistere, curare quel bambino affinché muoia tra le sue braccia quasi fossero quelle della madre. Un’altra madre, Cecilia, perderà il figlio che si era recato in Messico per una vacanza e che qui era morto perché vittima di una serie di circostanze assurde anche se proprie di un sistema di polizia molto corrotto quale quello messicano. Cecilia non si arrenderà alla notizia, muoverà uomini politici, organi di governo, istituzioni pubbliche, tribunali per sapere cosa è successo anche se questo non varrà a ridurre il suo dolore. E di altri casi veramente accaduti, di altre madri veramente coinvolte farà motivo dei suoi racconti la Merlino. Di ogni madre ha cercato il contatto, ha saputo la storia e tante storie, pur diverse, le hanno provato che i sentimenti materni sono sempre e ovunque uguali, le hanno mostrato che dalla donna proviene non solo la vita del corpo ma anche quella dello spirito, non solo la vita del singolo ma anche quella della collettività poiché dai figli, dai giovani, da quanto apprenderanno, assumeranno dalle loro madri, da come saranno da esse preparati, formati verranno i costumi della generazione nuova che rappresenteranno, verrà la nuova società, la nuova vita.

Molto importante è la figura femminile per la Merlino, molto importante è la funzione che le attribuisce. Stabilendo che oltre a dare la vita la donna dà anche i modi per condurla le riconosce un ruolo determinante nello svolgimento della storia.

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