Scuole in campo per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti elettronici

da Il Sole 24 Ore

Scuole in campo per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti elettronici

di Maria Cristina Tubaro

Stampanti, cellulari, frullatori, televisori, computer, lettori mp3. Sono i cosiddetti Raee, ovvero i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche che, sempre più spesso e in quantità sempre maggiori, si trovano nelle nostre case e che devono essere smaltiti secondo specifiche procedure. Oggi, i Raee potranno essere portati a scuola: è questa la proposta dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) insieme al Centro di Coordinamento Raee (CdC Raee), con il supporto operativo di Ancitel Energia & Ambiente che ha messo a punto il progetto Raee@scuola. Si tratta di un’iniziativa di educazione e sensibilizzazione sulla corretta gestione Raee, alla quale ha concesso il patrocinio il Ministero dell’Ambiente.
La quarta edizione – iniziata a novembre scorso e che durerà fino a giugno 2016 – coinvolge gli alunni delle classi IV e V delle scuole primarie e gli alunni delle scuole secondarie di primo grado in oltre 50 Comuni italiani. A tutte le scuole partecipanti è stato distribuito un kit informativo che spiega quali sono gli strumenti elettrici ed elettronici che possono essere riciclati e quali sono le procedure corrette di smaltimento.
Tutti i ragazzi, in un periodo di tre settimane, potranno portare da casa piccoli Raee (Paed – Piccoli Apparecchi Elettrodomestici) e conferirli in appositi contenitori posizionati all’interno o all’esterno delle scuole. A ritirare tutto il materiale e a portarlo nei centri di raccolta comunale saranno gli stessi addetti del servizio di igiene urbana del Comune in cui è situata la scuola.
L’iniziativa, supportata da un’ampia campagna comunicazionale, con conferenze stampa in tutti i Comuni aderenti e che ci concluderà con una conferenza stampa nazionale a Roma a giugno prossimo, ha come testimonial Baz, il comico della trasmissione Colorado, che, oltre a comparire su tutto il materiale informativo, ha realizzato dei filmanti che compaiono su Youtube e Facebook.

Il concorso
Per tutti i ragazzi, poi, anche la possibilità di partecipare al Concorso Web “Fatti una foto di classe con Raee e vinci!”. Il concorso sarà aperto fino al 18 aprile: ogni classe aderente all’iniziativa potrà interpretare il tema della gestione dei Raee scattando una fotografia con gli alunni e uno o più apparecchi elettrici o elettronici Raee. L’insegnante dovrà iscrivere la classe e tutte le fotografie ritenute idonee saranno visibili nella sezione “Galleria Fotografica”. Al termine del concorso una giuria premierà le 3 foto che a livello nazionale avranno meglio interpretato il tema del riciclo. Alla classe che si aggiudicherà il primo posto, la possibilità di vincere “Un giorno da Comix”, un tour a Modena con varie tappe tra cui il Museo della Figurina Panini e il Museo Maserati; per il secondo e il terzo posto zainetti e kit didattici. Inoltre, la scuola che in ogni comune avrà raccolto un maggior quantitativo di Paed (sulla base del rapporto tra totale di Paed raccolti e totale alunni del plesso) potrà vincere un pc portatile; la scuola che in Italia avrà raccolto in assoluto il maggior quantitativo di Paed (secondo il medesimo criterio del rapporto con il numero degli alunni) vincerà una Lim.

Lo smaltimento dei Raee
Quello dei Raee è un problema estremamente diffuso: ogni italiano produce ogni anno in media 14,7 kg di Raee; di questi solo poco più di 4 kg pro-capite, pari a circa il 30% dell’immesso sul mercato, viene correttamente raccolto e riciclato.
Il corretto recupero dei Raee è particolarmente importante per due ragioni complementari: da un lato, si tratta di rifiuti che contengono sostanze altamente inquinanti (come i clorofluorocarburi) e tossiche (come il mercurio) e dunque nocive per l’uomo e per l’ambiente; dall’altra, contengono anche metalli preziosi (come oro, argento, rame, ecc.) e sono ricchi di materie prime importanti che possono essere riciclate (come ferro, alluminio, rame, plastica, ecc.) e riutilizzabili nei cicli produttivi. Un corretto recupero di questi prodotti, dunque, consente un notevole risparmio in termini economici ed è un investimento in termini di tutela dell’ambiente e della salute. Ma non solo. Riciclare i Raee, oggi, è anche uno degli obiettivi che l’Europa impone agli stati membri: la direttiva Raee 2012/19/Ue (recepita in Italia dal decreto legislativo n.49 del 14 marzo 2014) modifica i criteri di calcolo dei quantitativi minimi di Raee da raccogliere e dei tassi di raccolta. Ora, infatti, la soglia minima da rispettare non è più calcolata sulla base del quantitativo di Raee raccolti per ogni abitante, ma è parametrata sul rapporto tra Raee raccolti e la media delle nuove apparecchiature immesse sul mercato nei tre anni. Da quest’anno, dovrà essere raccolto il 45% dell’immesso sul mercato, soglia che si alzerà al 65% nel 2019.
Per questo l’educazione ambientale riveste un ruolo fondamentale e le scuole possono dare un valido contributo, raggiungendo non solo gli alunni, ma anche le loro famiglie. La sfida, dunque, entra nei sistemi educativi, facendo leva, in particolare, sull’insegnamento delle materie scientifiche, da una parte, e sull’educazione civica dall’altra.

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