Un concorso per il potenziamento

da ItaliaOggi

Un concorso per il potenziamento

Si muove il governo: assunzioni in vista per 63.712 docenti nel triennio 2016-2018

Antimo Di Geronimo

Il prossimo concorso a cattedra riguarderà anche i posti dell’organico di potenziamento.

È quanto si evince da un decreto emanato dalla presidenza del consiglio dei ministri il 24 dicembre scorso.

Il provvedimento autorizza l’indizione di un concorso per reclutare, complessivamente, 63.712 docenti nel triennio 2016/2018: 52.828 su posti comuni, 5.766 sul sostegno e 5.118 sul potenziamento.

Il decreto sarà pubblicato a breve in Gazzetta Ufficiale. E poi sarà emanato il bando di concorso vero e proprio.

Ma la strada è ancora in salita. Perché il bando, in quanto «legge speciale» del concorso dovrà necessariamente recare la normativa di dettaglio. E per fare questo c’è bisogno che venga sciolto il nodo delle nuove classi di concorso, il cui regolamento stenta a decollare.

Una cosa è certa, però: comunque vada, l’accesso alla selezione sarà consentito solo ai candidati muniti di abilitazione. E dunque, a tutti gli aspiranti docenti che hanno superato Pas e Tfa (percorsi abilitanti speciali e tirocini formativi attivi) oppure sono in possesso di vecchie abilitazioni ottenute grazie al superamento di concorsi ordinari o sessioni riservate. Considerato che la giurisprudenza è concorde nel ritenere abilitanti i diplomi magistrali conseguiti entro l’anno scolastico 2001/2002, è ragionevole ritenere che l’accesso alle procedure concorsuali sarà consentito anche ai candidati in possesso di questi titoli.

Va detto subito che le assunzioni nel triennio rimarranno comunque vincolate alla previa autorizzazione del governo. Che di anno in anno dovrà verificare l’effettiva capienza degli organici e la compatibilità della spesa con le esigenze di bilancio. Ciò vuol dire che, qualora dovessero intervenire nuovi tagli, i vincitori di concorso potrebbero comunque rimanere senza assunzione. In ogni caso, le assunzioni saranno suddivise equamente tra i vincitori di concorso e gli aspiranti docenti ancora inclusi nelle graduatorie a esaurimento. Pertanto, circa 30mila immissioni in ruolo saranno destinate alla stabilizzazione dei precari, attualmente inseriti nelle graduatorie a esaurimento, che hanno scelto di non partecipare alla fase B e alla fase C del piano straordinario di assunzioni. In buona sostanza, dunque, fino a quando le graduatorie non risulteranno esaurite, il reclutamento seguirà il criterio duale previsto dall’articolo 399 del decreto legislativo 297/94: l’assegnazione del 50% dei posti scorrendo le graduatorie del concorso e del restante 50% traendo gli aventi titolo dalle graduatorie a esaurimento.

L’intenzione del governo, infatti, è quella di esaurire completamente le graduatorie provinciali. Dunque, sono stati fugati definitivamente i dubbi sulla sopravvivenza delle graduatorie a esaurimento. Che in prima battuta l’esecutivo voleva abolire del tutto. Salvo ritornare sui propri passi in sede di discussione parlamentare sulla legge 107/2015. Anche il decreto del 24 dicembre, peraltro, cita espressamente l’articolo 399 del testo unico. In ciò conformandosi all’intenzione del legislatore di mantenere in vita il criterio dell’alternanza fino al completo scorrimento delle graduatorie a esaurimento.

Novità sono previste anche per quanto riguarda le prove. Al vaglio dei tecnici del ministero vi sarebbero alcune ipotesi dirette ad eliminare la prova preselettiva per le scuole secondarie. E ad introdurre uno scritto informatizzato e una prova orale basata su una lezione simulata, sulla scorta di quanto già previsto per il concorso del 2012. Per quanto riguarda invece la scuola dell’infanzia e la scuola primaria, i tecnici di viale Trastevere sarebbero dell’avviso di mantenere la prova preselettiva. Agli aspiranti docenti di scuola primaria sarà richiesta anche la conoscenza di un livello minimo di inglese. Ai docenti che saranno immessi in ruolo il prossimo anno sarà risparmiato l’assoggettamento al nuovo regime dell’apprendistato triennale previsto dalla legge 107: un percorso per prevede l’assunzione dei vincitori di concorso a tempo determinato per un triennio, a stipendio ridotto e solo per le sostituzioni dei docenti assenti, senza l’assegnazione della cattedra. Al termine del quale è prevista un’ulteriore valutazione da parte del dirigente scolastico, dalla quale discenderà l’assunzione a tempo indeterminato oppure il licenziamento. Le nuove norme, infatti, entreranno in vigore solo dopo l’emanazione del decreto legislativo di attuazione, per il quale il governo ha 18 mesi di tempo dalla data di entrata in vigore della legge 107.

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