M. Campanini, Quale Islam? Jihadismo, radicalismo, riformismo

La luce che mancava

di Antonio Stanca

 

campaniniNato a Milano nel 1954, Massimo Campanini ha sessantadue anni. Si è laureato in Filosofia a ventitré anni, a trenta si è diplomato in lingue arabe, a trentadue ha cominciato a pubblicare e suoi primi lavori sono stati saggi e traduzioni, queste ultime di filosofia e teologia musulmana, di esegesi coranica. Anche su riviste specializzate ha scritto trattando del problema della democrazia negli stati di religione musulmana. Altri aspetti del mondo, della cultura, della religione dell’Islam sarebbero stati oggetto di altri suoi scritti pubblicati in seguito mentre svolgeva la sua attività accademica. Questa era cominciata presso l’Università Statale di Milano dove era stato “Cultore della materia” di Storia Contemporanea. Poi aveva insegnato Storia e istituzioni del mondo islamico presso l’Università di Urbino, Cultura araba di nuovo nell’Università di Milano, Storia contemporanea nei paesi arabi nell’Università di Napoli ed infine Storia dei paesi islamici nell’Università di Trento, dove tuttora insegna. Come si può notare predominante è stata nell’attività dello studioso l’attenzione per il mondo orientale, in particolare per quei territori, quei popoli che in esso sono di religione islamica. Uno dei maggiori orientalisti italiani è considerato il Campanini oltre che un importante storico dell’Oriente arabo contemporaneo e della filosofia islamica. Lo dimostrano le numerose pubblicazioni che a tal riguardo ha prodotto compresa la più recente, Quale Islam? Jihadismo, radicalismo, riformismo (Editrice La Scuola, Brescia 2015, pp. 123, € 9,50). In quest’opera il Campanini ha raccolto saggi suoi e di altri studiosi. In ogni saggio il suo autore si è impegnato a chiarire momenti, aspetti, riflessi di quella religione islamica che tanto sta facendo parlare ai nostri giorni dopo gli attentati di Gennaio e Novembre a Parigi. Ogni saggista ha svolto un argomento e più di uno ha svolto il Campanini. Ne è risultato un lavoro molto interessante poiché molta luce fa sulla vita, sulla società, sulla storia dei paesi musulmani. Dal libro risulta spiegato quanto dall’antichità ad oggi è successo in Medio Oriente, cosa ha rappresentato per i popoli di tanti stati l’Islam, come si è sviluppato, in quanti modi è stato interpretato, in quante forme è stato praticato e continuato.

Il lettore si vede chiariti fenomeni importanti, necessari per chi voglia conoscere, valutare, giudicare quanto oggi gli giunge in maniera quasi continua dai mezzi di comunicazione. Un’opera da inserire nei programmi di studio scolastici, nonché universitari, è questa del Campanini dal momento che, grazie ad una forma espressiva piuttosto semplice, permetterebbe ai giovani di conoscere quel che finora è rimasto quasi ignorato, di completare la loro cultura, la loro formazione.

Una ricostruzione della storia, della filosofia dell’Islam contiene il libro, dei rapporti, dei confronti, degli scontri che nel tempo sono avvenuti tra Oriente islamico e Occidente cristiano, Islam ed Europa, Islam e Stati Uniti. Tra passato e presente si muove in continuazione l’opera e vi scopre collegamenti ancora sconosciuti, rivela verità che nessuno sospettava. Accurata, particolareggiata è l’indagine compiuta dagli studiosi. Niente viene trascurato e gran merito va loro attribuito per essere riusciti ad ottenere tanto circa un fenomeno così complicato quale quello della religione islamica, delle sue interpretazioni, delle sue applicazioni, delle sue combinazioni. Non è facile partire dai tempi della rivelazione coranica, del profeta Muhammad, dei suoi primi successori, di Medina, della Mecca, dell’“età dell’oro” dell’Islamismo e giungere alla modernità, alla contemporaneità, a manifestazioni come quelle di al-Qaeda ed infine dell’Isis. E’ un percorso molto lungo e carico di infinite vicende che a breve distanza se non contemporaneamente si sono verificate, sono cambiate a volte completamente a volte parzialmente rispetto alle precedenti. Di tale immensità dice il libro del Campanini: dell’Islam che si scompone in tante correnti, in tante sette, in tante dottrine con gravi ripercussioni sui popoli dei numerosi stati islamici, dell’Islam dei califfi e delle loro mai chiare funzioni, dell’Islam quale riferimento essenziale, motivo di richiamo per popoli ancora privi di una propria identità nazionale perché esposti da secoli alle invasioni coloniali delle potenze occidentali, dell’Islam che si combina, s’intreccia con la storia fino a diventare violenza, terrore, guerra, dell’Islam che vuole riformarsi, ammodernarsi ma non vuole rinunciare al suo passato, alle sue origini, dell’Islam e della donna islamica, dell’Islam e della sua diffusione nei paesi scelti dagli immigrati, dell’Islam e dei suoi difficili rapporti con altri ambienti, altre religioni.

I tempi, i luoghi, gli uomini, gli eventi di un universo così vasto, così complesso, vengono analizzati, chiariti, ordinati nel libro, storia viene fatta di ciò che non lo era.

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