Le ragioni dell’Organico potenziato: una risorsa!

Le ragioni dell’Organico potenziato: una risorsa!

di Luigi Manfrecola

 

12539936_1007365099324219_962799688_nLeggo con perplessità del presunto “mea culpa” espresso dal Ministro Giannini relativamente al varo   ed all’utilizzo del piano d’impiego del personale di cui andiamo a trattare .

La cosa che maggiormente sconcerta è , però, la presa di posizione di molti “esperti”, o presunti tali, in materia scolastica che, dall’alto della loro decennale e “autorevole” esperienza di docenti o dirigenti, lamentano inefficienze, improprietà d’impiego, incapacità didattica dei neo-assunti, vergognosamente utilizzati come supplenti ” tappabuchi ” anche in classi e per materie assolutamente lontane dalle loro reali competenze disciplinari.

Un aggravante ulteriore sarebbe da ascriversi alla fretta con la quale si è proceduto all’assunzione, riempiendo indebitamente le scuole per meri fini occupazionali : singolare tesi con la quale ritorna – a distanza di un quindicennio – la trita polemica che ebbe già a scoppiare quando nel 1990 fu varata la legge 148 che introduceva il “modulo didattico” nella scuola elementare, prevedente 3 insegnanti su due classi per favorire una didattica efficacemente individualizzata con gruppi mobili di alunni. Allora fu detto , dai nostalgici delle maestrine “dalla penna rossa ” di deamicisiana memoria, che trattavasi di una dannosa ed inutile operazione occupazionale promossa dai soliti Sindacati . Un certo On.le Andreatta fu, all’epoca, il sostenitore accanito di tale ipotesi, ripresa con veemenza dal corteo ciarliero dei ben pensanti di destra e dai fintopedagogisti berlusconiani che hanno poi imperversato per anni, impoverendo le nostre povere scuole statali.

Oggi, il che è più grave, dimostrano la medesima insipienza anche alcuni “progressisti” puri, innamorati dell’efficienza didattica, e già sostenitori della Riforma Autonomistica (dalla L.59/97 a seguire).

Il problema è proprio questo: la mancanza assoluta di cultura pedagogica, metodologica e didattica di molti fra docenti e dirigenti che scambiano l’abbondanza ( presunta ) di risorse con l’occasione infausta del disordine, dell’approssimazione , del rischio di poter fare, con termine partenopeo, unicamente “ammuina”.

Vero è che costoro giustamente lamentano la condizione infelice di questi docenti “tappabuchi”, alcuni dei quali usciti vincenti ed indenni da una severa selezione concorsuale -quella ultima- che ha preteso finalmente di accertare non la solo preparazione teorica ma anche l’ effettiva loro capacità didattica mediante la lezione simulata.

In larga parte questi critici muovono tuttavia un’obiezione che sembrerebbe fondata, accusando il MIUR di avere agito frettolosamente, inviando alle scuole del personale a casaccio e senza tener conto delle richieste effettive avanzate dalle scuole con i Piani di miglioramento. Dal che deriverebbe lo spreco e l’inutilità di queste presenze aggiuntesi, come un corpo estraneo, all’organico ed ai Collegi dei Docenti delle varie scuole, alcune volte perfino in Ordini e Gradi di scuola ove determinate Cattedre non sono addirittura contemplate nelle Indicazioni o nelle Linee Giuda Ministeriali.

Cosa potrebbe fare, ad esempio, un insegnate di Diritto in un Liceo Artistico o Scientifico, anche a livello di supplenza, visto che non è prescritta quella disciplina nel Piano di Studi?

A tutti loro vorrei chiedere : ma questo problema (della mancata competenza disciplinare) non avveniva ed avviene anche tutte le volte che in una classe priva di titolare è utilizzata per supplire l’insegnante assente una collega docente titolare in quella medesima scuola , ma di diversa materia, nelle proprie ore di “disponibilità” ( obbligata o volontaria) ? E non avviene spesso che anche Lei si limiti unicamente a vigilare degli alunni che, a loro volta, la ignorano e restano intenti, magari, a studiare ben altre materie o a preparare i compiti per il collega che, di lì a poco, subentrerà? E quando anche venga nominata una supplente abilitata per quella specifica disciplina, non è forse vero che fa fatica sia ad entrare in rapporto con la classe, sia ad assicurare una certa continuità didattica con la titolare assente? Ciò osservato e premesso, è il caso di sviluppare ancor meglio il discorso .

E’ evidente che questo “fortunoso” utilizzo dei docenti in Potenziamento, oggi impropriamente assegnati alle scuole, è un fatto solo occasionale , destinato a risolversi già a partire dall’anno venturo con l’analisi tempestiva delle richieste formulate attraverso il PTOF. Ma c’è di più….Già da subito, l’analisi attenta del comma 7 della Legge L.107 offriva ed offre numerose indicazioni e prospettive per l’utilizzo intelligente dei posti di Potenziamento da impiegare secondo una logica didattica progettuale, anche in chiave extracurriculare .

E NON dovrebbe sfuggire ad uomini di scuola, anche se in possesso d’una mediocre preparazione metodologica e didattica, che un progetto può e deve essere articolato in forma modulare, prevedendo ed articolando le “lezioni” (o più correttamente le occasioni/esercitazioni d’apprendimento) in unità didattiche distinte- ma raccordate in sequenza- di modo che il Docente in Potenziamento, anche quando fosse impiegato in supplenze saltuarie potrebbe tuttavia ripresentarsi una seconda volta in quella medesima classe non più da tappabuchi, ma riprendendo e riproponendo un discorso didattico già in precedenza avviato e conservando la dignità, la produttività e la specificità del suo ruolo. Ma concludendo, non è forse responsabilità del Dirigente, del Team di Dipartimento, del Tutor non aver voluto o non essere riusciti a concordare un Progetto purchessia tenendo conto contemporaneamente delle Indicazioni poste al 7° comma della Legge e della competenza disciplinare ascrivibile al docente arrivato provvisoriamente in sede. E tanto per riprendere l’esempio riportato in precedenza : c’è forse qualcosa che vieta , in un liceo artistico, di preordinare un percorso di “educazione alla legalità” per il solo fatto che non vi si insegna ordinariamente Diritto? Ma ci si rende conto di essere rimasti affezionati ad un concetto canonico, tradizionale e balordo della Cultura, parcellizzata e frammentata in comparti stagni???

Ed infine, non è forse vero che, oggi più di ieri, la scuola va configurata come una Comunità operosa e solidale, fondata su legami primari e faccia a faccia, per costruire quel clima umano ed educativo che appare necessario per rifondare una Società sempre più alienata , mercificata, consumistica, egoisticamente protesa al narcisismo ed all’individualismo più bieco. Le stesse manzoniane Grida Europee raccomandano di insistere sulle Competenze chiave di Cittadinanza, sul Saper Essere e sul Saper Vivere con gli altri. Perfino il mondo aziendalista ha scoperto e valorizzato il tessuto delle relazioni umane e lo spirito di gruppo come condizione per l’efficienza. Ed allora, non si configura finalmente la presenza di un Organico stabile (almeno triennalmente) come quello Potenziato, come la condizione indispensabile per poter collaborare, riconoscersi, accettarsi in quanto parte d’una medesima Comunità d’intenti e di Valori? E ciò vale per tutti : Dirigenti, Insegnanti, alunni. Una condizione che non è stata, né poteva esserlo, garantita dai supplenti temporanei dall’incerto destino e dall’ancor più precaria preparazione!!!

Mi si perdoni l’intromissione in un dibattito che , a mio giudizio, richiedeva e richiede maggiore consapevolezza delle dinamiche scolastiche e degli intenti di Legge : detto da uno che di quella legge e di questo Governo non si è mai dichiarato sostenitore.

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