Its, arrivano i premi per chi fa occupazione

da Il Sole 24 Ore

Its, arrivano i premi per chi fa occupazione

di Gianni Trovati

Il «finanziamento competitivo» entra anche nel mondo degli Its, gli Istituti tecnici superiori che rappresentano la prima fila dell’istruzione terziaria professionalizzante e che si stanno diffondendo sul territorio grazie alle alleanze fra il mondo della formazione e le imprese.

La rete dei meccatronici
La novità, di cui si è discusso ieri a Bologna nel primo convegno nazionale della rete degli Its meccatronici italiani, nasce dall’accordo appena raggiunto con le Regioni. In pratica, il 30% dei finanziamenti (13 milioni, a cui si aggiunge la quota regionale) sarà distribuita in base alla «qualità dei risultati», che vista la vocazione degli Its si traduce prima di tutto nella quota di occupati fra i diplomati. «È la prima volta che nella scuola si supera la pratica finora indiscussa del finanziamento a pioggia», rivendica il sottosegretario al Miur Gabriele Toccafondi, e la novità va letta in relazione alla “regolazione leggera” che caratterizza questi istituti, dotati di ampio margine di manovra sulla scelta di programmi e modelli organizzativi. «Confermiamo in pieno questa autonomia – spiega Toccafondi – ma premiamo chi fa occupazione perché è questo l’obiettivo naturale degli Its». Un obiettivo che, secondo i primi numeri, si traduce in un tasso di occupazione dei neo-diplomati del 69,3% a sei mesi dal titolo, che cresce fino a sfiorare l’80% a dodici mesi.

Gli obiettivi
La prospettiva è anche quello di ampliare il raggio d’azione degli istituti: oggi sono 82, e attivano 221 percorsi con una platea che si aggira poco sopra quota 4mila diplomandi. L’incontro organizzato dalla rete dei meccatronici è nato anche per mettere a confronto le esperienze delle imprese nel rapporto con questi istituti e tutte hanno indicato l’esigenza di moltiplicare il numero di corsi e studenti per far decollare l’alternanza tra formazione e lavoro anche a un livello di istruzione terziaria non “accademico”. Il modello della Germania, patria del sistema duale, conta del resto 900mila iscritti alla formazione terziaria professionalizzante, per cui gli spazi di crescita certo non mancano.
Dal punto di vista delle regole, la prossima tappa passa dalla definizione delle regole-ponte per aprire gli Istituti tecnici superiori anche agli studenti che escono dai percorsi professionali quadriennali, attraverso un confronto già avviato con le Regioni. Le imprese, dal canto loro, attraverso Confindustria chiedono anche una autonomia statutaria più ampia per le fondazioni che governano gli Its e la possibilità di creare nuovi istituti anche attraverso società consortili.

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