Alternanza scuola-lavoro nei Licei: quali margini di possibilità?

Alternanza scuola-lavoro nei Licei: quali margini di possibilità?

di Mariacristina Grazioli

Una premessa necessaria

L’Alternanza Scuola lavoro rappresenta una delle innovazioni strutturali delle legge di riforma n. 107 del 2015; il percorso che viene delineato introduce il tema dell’orientamento che si concretizza in una didattica innovativa ed integrata e che si esprime in buone pratiche curricolari ed extracurricolari.

Se è l’Orientamento ad essere lo strumento di transazione tra Formazione e Lavoro, allora la Scuola assume in effetti il ruolo guida destinato a garantire la piena realizzazione di un percorso strategico e permanente, volto allo sviluppo della persona umana e alla ricerca della sua identità. Le azioni poste in essere, perciò, saranno tese a promuovere il sostegno ai processi di scelta e alla valorizzazione della capacità decisionale, sia in termini di vita personale, che in vista della futura vita professionale.

L’occupazione attiva – prima ancora che il “mestiere” o la “professione” – è dunque l’obiettivo dell’identità liceale. E’ un occupazione attiva che nasce dalla valorizzazione dell’orientamento, ed deve essere intesa a maggior ragione, come garanzia della partecipazione individuale alla crescita economica e alla inclusione sociale.

La didattica orientante parte da una lettura chiara del cambiamento del paradigma Formazione/Lavoro: le mutate esigenze della società, della famiglia di riferimento e della persona, i nuovi orizzonti dell’economia, il cambiamento dei modelli culturali sono solo alcune delle aree di riflessione. Occorre infatti ripensare complessivamente al modello dell’istruzione liceale ponendo al centro lo sviluppo delle competenze di base trasversali. Responsabilità, spirito di iniziativa, motivazione, creatività, pensiero produttivo e senso di imprenditorialità, l’apprendimento funzionale delle lingue straniere e delle competenze digitali, sviluppano l’acquisizione delle abilità cognitive, logiche e metodologiche utili e necessarie alla promozione delle abilità trasversali, comunicative e meta cognitive.

Lo scenario culturale di riferimento

L’Alternanza Scuola Lavoro (ASL) è un’accelleratore di maturità individuale. La persona che apprende sta al centro di un sistema culturale – il liceo – che pone la conoscenza accanto all’irrinunciabile motivazione al fare.

La sintesi tra il Sapere tradizionale e la disponibilità all’ascolto e alla partecipazione attiva, in un contesto rinnovato che espande l’aula e la lezione in compiti di Realtà, suggerisce azioni che portano ad una cultura viva e vissuta pienamente, una sorta di “fare per apprendere”. La scoperta del sapere iscritto nel Reale e l’appassionata ricerca personale e nel gruppo dei pari di riferimento, garantisce un percorso vitale di scoperta che apre alla sorpresa e alla curiosità.

Lo schema tradizionale che si sviluppa tra allievo e docente è aperto al Reale, attraverso una traduzione costante e mirata di occasioni vissute e contenuti essenziali; il processo culturale muove dalla tradizione liceale, entra nel Reale e nell’Attuale e orienta alla costruzione di un prodotto culturale personale e perciò vero, perché identificante ed identificabile.

Si tratta dunque di mirare al un’opera culturale “di produzione attiva” dove il soggetto che apprende esprime la propria fecondità in un processo guidato di autocoscienza. Il circuito è generativo ed è sostenuto da un continuo interscambio tra il discente some soggetto, il suo gruppo di riferimento, il contesto della comunità liceale, il mondo sociale.

Il passaggio dalla Comunità – più avvolgente e conosciuta – alla Società – in cui l’individuo può vivere una sensibile solitudine fino a toccare il senso di separazione – rappresenta l’ignoto paesaggio di un viaggio attraverso nuovi modelli organizzativi e richieste motivate dai progetti per il futuro: non è un caso che, se sarà proprio il senso di curiosità a stimolare le scelte verso la partecipazione al progetto culturale comune, si potrà assistere, per certi versi, all’uscita degli adolescenti dal senso di insocievolezza dilagante.

ASL e le nuove didattiche

L’ASL è l’occasione per una didattica laboratoriale che sa strutturare situazioni formative operative.

I contesti di apprendimento assumono i caratteri dell’attività e dell’efficacia: le relazioni, i luoghi, gli strumenti, i materiali non sono mai casuali. Gli esiti assumono la forma di prodotti significativi e di rilevanza, sia per il singolo alunno che per la comunità educante.

La didattica orientante e laboratoriale si spinge nell’area della ricerca: una sorta di conquista di un processo attivo per raggiungere, attraverso la pratica e la riflessione interiorizzata del processo di apprendimento, la competenza acquisita e validata.

La didattica laboratoriale sa costruire competenze orientative di base, attraverso un curricolo unitario e verticale che si colloca nella prospettiva della triennalità. In tal senso viene recuperato il valore intrinseco delle discipline attraverso il contributo prezioso della cultura al Lavoro, costituzionalmente inteso.

Le esperienze scolastiche ed extra scolastiche condotte dai docenti di riferimento tendono a valorizzare gli apprendimento liceali, ma portano anche alla costruzione dell’esperienza di vita. Sarà questa l’occasione riflessiva ed auto-cosciente di rilettura del sé, attraverso una significativa autovalutazione sui successi dei percorsi formativi intrapresi e sugli sbocchi professionali futuri, per costruire un potenziale progetto individuale.

La concezione della classe quale luogo unico di apprendimento è superata con l’idea che le esperienze assistite in ambiente organizzato, mettono in grado gli studenti di acquisire quelle conoscenze delle regole organizzative e dei comportamenti conseguenti, necessarie per lo sviluppo coordinato delle abilità di ciascuno, in un a curvatura didattica personalizzata non disgiunta dal profilo liceale

L’esperienza “open” potrà avere diverse valenze (stage, eventi, aula decentrata), anche leggendo le fasi del curricolo di Istituto con modelli flessibili di riorganizzazione interna.

Aula, laboratorio interno e laboratorio estero sono alternati, da qui forse il significato più denso del termine che connota l’innovazione ASL.

La maturazione personale corre dunque sulla linea dei Saperi che diventano utili e spendibili. Studio e lavoro si sciolgono in una attività che prevede una progressiva conquista personale: una sorta di splendido antidoto – fatto di serietà, motivazione e responsabilizzazione – utile alla comprensione della liquidità della società mutevole e complessa.

 

ASL e norme di riferimento

La legge 107, già al comma 1 fa riferimenti indiretti al valore e all’efficacia dell’orientamento “per affermare il ruolo centrale della scuola nella società della conoscenza e innalzare i livelli di istruzione e le competenze (…) per realizzare una scuola aperta, quale laboratorio permanente di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica, di partecipazione e di educazione alla cittadinanza attiva, per garantire il diritto allo studio, le pari opportunità di successo formativo e di istruzione permanente dei cittadini…”.

L’orientamento entra dunque a piano titolo negli obiettivi prioritari che il Liceo dichiara quale punto di interesse prioritario. E’ dal comma 7 che si può assumere la “definizione di un sistema di orientamento” e la centralità del ”potenziamento delle metodologie laboratoriali e delle attività di laboratorio”, assai calzanti e caratterizzanti l’ASL.

Al comma 28 si osserva l’inserimento degli insegnamenti opzionali “nel curriculum dello studente, che ne individua il profilo associandolo ad un identità digitale che raccoglie dati utili anche ai fini dell’orientamento e dell’accesso al mondo del lavoro”.

Più specificamente, al comma 33 l’Alternanza scuola-lavoro è utile ”al fine di incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti” e si struttura per almeno 200 ore per il triennio.

I successivi commi 35 e 39 dettagliano alcune modalità operative e l’investimento che il nuovo modello comporta in termini di azioni organizzative e finalizzazioni di risorse.

Non sfugge come la legge 107/2015 abbia assorbito la normativa di riferimento che attiva l’ASL già con la precedente disposizione L.53 del 28 marzo 2003 poi sintetizzata dal D.leg 15 aprile 2015 n 77; qui i ”periodi di apprendimento in situazione lavorativa, che non costituiscono rapporto di lavoro individuale”, sono da tradurre e ricollocare nell’identità tipica dei licei proprio attraverso il ridisegno dei metodi e dei contenuti didattici.

Le nuove Linee guida Miur 2015 non mancano di sottolineare che l’ASL è connessa alle iniziative relative all’occupazione giovanile promosse dal Consiglio europeo nella Raccomandazione 2013/C 120/01 per agevolare la transazione scuola-lavoro. Ovviamente la curvatura liceale non ridimensiona la focalizzazione delle priorità dell’Istruzione e della Formazione, ma anzi le amplifica, poiché la domanda di abilità e competenze di livello superiore aumenterà nel 2020 fino a raggiungere standard di inserimento nel mondo del lavoro assai elevati.

“La missione generale dell’istruzione e della formazione comprende obiettivi quali la cittadinanza attiva, lo sviluppo personale e il benessere, ma richiede anche che siano promosse abilità trasversali, tra cui quelle digitali, necessarie affinché i giovani possano costruire nuovi percorsi di vita e lavoro, anche auto-imprenditivi, fondati su uno spirito pro-attivo, flessibile ai cambiamenti…” (Linee guida – manuale operativo ASL – Miur).

Innovazione e vantaggi per il curricolo di ASL

L’”Alternanza” – forse con un termine non sempre felice e quasi evocante un aspetto più di limite che di opportunità – rappresenta invece la grande innovazione della legge 107/2015.

I benefici, sia sotto l’aspetto dell’organizzazione che degli esiti, sono legati al potenziamento dell’autonomia scolastica e alla capacità di “fare comunità”, attraverso la qualificazione dell’Offerta Formativa di Istituto. L’esaltazione delle forme possibili di flessibilità, nella garanzia di risposte educative ai vari bisogni degli alunni, così come espressi e sintetizzati dai progetti dei consigli di classe, potranno innescare un circuito virtuoso dalla forte valenza orientativa, raggiungendo la reale valorizzazione di ogni eccellenza e il pieno contrasto ala dispersione scolastica.

Le prime misure attuative nel progetto liceale hanno anche a che fare con l’impianto culturale e la delineazione delle aree di intervento del piano di fattibilità triennale; non mancano i limiti legati all’innovazione e alla sperimentazione, ma saranno proprio gli strumenti di monitoraggio a consentire un congruente lavoro di equipe, destinato a ricalibrare e a curvare gli elementi di contesto in base alle specificità.

L’anno scolastico in corso si innesta in un percorso più lungo che confluisce nell’Esame di Stato: l’importanza di avere una Cabina di Regia specifica per ciascuna Istituzione scolastica, che ragiona e interagisce con i dati di innovazione, anche attraverso attività di ri-progettazione, è l’elemento che garantisce la tenuta del progetto in termini di efficacia didattica e coerenza educativa nel profilo di uscita. E’ qui che si fa la migliore sintesi dei pensieri e degli intenti, ma anche dei diversi modi di intendere lo scenario che va dal Lavoro alla Professione post-universitaria.

E’ un lavoro incessante di alleanze e di analisi delle opportunità dei territori. Accordi tra istituzioni ed enti, patti formativi con la comunità di riferimento, dove Il contributo degli esperti esterni non limita, ma potenzia; non invade, ma sostiene; non delegittima, ma arricchisce.

Ovviamente ci aspettiamo un lavoro di messa a punto dei codici comunicativi, perché l’area aziendalistica non assorba il più vasto ambito del Lavoro, inteso culturalmente come massima espressione di ciò che ciascuno può dare a se stesso e alla sua comunità di riferimento. In tal senso, i padri costituenti, scrivendo l’articolo di apertura della nostra Carta Costituzionale, avevano già messo in salvo le premesse irrinunciabili per un passaggio culturale straordinariamente innovativo, fondando l’intera democrazia sull’attività “patrimoniale , intellettuale o manuale che converte in un bene sociale”.

 

Strumenti didattici e competenze digitali

Ogni strumento didattico va implementato nel modello culturale di riferimento, nello stesso tempo va corroborato dal senso di co-azione tra discente e docente. Più in generale l’adulto cura una regia complessa che vede diversi attori sulla scena, primo tra tutti il contesto.

Il carattere di percorso esplorativo che connota il progetto di ASL si basa sulle azioni “cruriosity driven”: è il digitale il contesto di riferimento. Inutile approfondire il Reale e i compiti autentici se non si passa tra le maglie inossidabili del mondo digitale; è un percorso necessario e dettato dall’esistente ed, in effetti, chiedere la costruzione di un progetto personale escludendo la condizione dei “territori adolescenziali” è come aprire ponti senza senza sbocchi.

Ma il digitale, con i suoi codici e i suoi strumenti, può rappresentare una opportunità straordinaria se sarà veramente in grado di condizionare il contesto educativo con la potenzialità di agire sul desiderio innato di conoscere e sperimentare, attraverso quell’entusiasmo effervescente che la curiosità nutre e sostiene.

Non a caso spetta al digitale – o all’integrazione delle azioni che il progetto di ASL saprà fare con le azioni inserite nel PNSD (Piano Nazionale Scuola digitale) – l’esplorazione e la strumentazione del curricolo personale, soprattutto in termini di documentazione e sviluppo, per esempio, di un portfolio digitale.

La definizione che va a delinearsi dal Regolamento per la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti dei percorsi di alternanza, sarà a maggior ragione più efficace se inserita nel contesto digitale, dove la coerenza dei percorsi e la valutazione degli stessi assume un carattere regolativo e non meramente di giudizio sommativo. E’ qui che si gioca in effetti il senso di Comunità che apprende e sa autoregolarsi, portando a compimento il lavoro di co-progettazione e co-organizzazione iniziale.

Sui nuovi ambienti di apprendimento vi è poi una indiscussa fusione tra ASL e PNSD. Il Comma 58 della Legge 107/2015 indica infatti tra gli obiettivi di interesse strategico lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti (o forse si potrebbe suggerire un “nuovo sviluppo”, meno tecnico e più critico), nonché il potenziamento degli strumento didattici, laboratoriali, delle infrastrutture, la formazione dei docenti per l’innovazione didattica e lo sviluppo della cultura digitale.

 

La Valutazione in ASL, un cantiere aperto

L’esperienza della valutazione non può mancare e certamente entra in relazione sinergica con l’approccio metodologico che lo stesso progetto di istituto vorrà implementare. In ogni caso, se il percorso di scoperta che l’Alternanza tende ad alimentare incessantemente vuole raggiungere gli obiettivi prefissati , occorre delineare – in concomitanza al progetto esecutivo – le aree di azione del procedimento valutativo.

In Alternanza concorrono strategicamente almeno due aspetti: da una parte un lavoro di valutazione complessivo sugli apprendimenti e sulle competenze dell’alunno, dall’altra – ed indubbiamente non in forma disgiunta – un sistema di autoanalisi su indicatori prestabiliti, che inserisce a pieno diritto l’ASL nel processo di miglioramento di istituto.

Sul piano degli apprendimenti, gli esiti conseguiti dagli alunni giocano su un livello nuovo, dove è il risultato multifattoriale che conta; in effetti occorre riconosce valore agli apprendimenti acquisti in un contesto anche non formale, per cui il “risultato” appare meno legato ad un semplice obiettivo di contenuto e maggiormente sviluppato dalla valutazione di processo. Dunque si auspica un metodo di valutazione – senza soluzioni di continuità e costituito da un buon supporto documentativo – caratterizzato da osservazione strutturata e specifica del percorso individuale e di gruppo.

I dati, verificabili e pertanto valutabili, accolgono l’idea che le competenze trasversali sono ben individuabili nell’area delle relazioni e della motivazione: qui il passaggio a strumenti più certificativi può essere utile ai fini di contenere una doppia riproduzione del voto di condotta specifico, per il contesto scolastico “di tradizione”.

La confluenza in ASL di diversi contesti e vari soggetti impone un accordo preventivo e la condivisone culturale del valore della valutazione regolativa e certificativa, anche al fine di valorizzare le esperienze formative. In tal senso, una buona documentazione del processo e la trasparenza degli esiti, accresce la propensione dell’ASL a svilupparsi oltre il liceo, e si proietta nel percorso irrinunciabile dello studente in termini di lifelong learnig.

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