Procedimento disciplinare: attenzione alle norme sulla privacy

da La Tecnica della Scuola

Procedimento disciplinare: attenzione alle norme sulla privacy

In materia di procedimento disciplinare le attenzioni da porre sono numerose. Ne abbiamo parlato di recente nel corso di un webinar organizzato dalla nostra casa editrice.
Una questione interessante in proposito riguarda un aspetto un po’ collaterale ma non del tutto secondario: in che modo vanno prodotti e custoditi i documenti e gli atti relativi ad un procedimento disciplinare?
La risposta è abbastanza scontata: nel rispetto delle norme previste dal codice per la privacy, anche perchè molto spesso accade che gli atti del procedimento contengano non solo dati personali ma anche dati sensibili.
E’ dunque assolutamente necessario che il dirigente scolastico, in quanto titolare del trattamento dei dati, provveda a fornire indicazioni precise al personale dell’ufficio in merito alle modalità di custodia dei dati e dei documenti.

Per quanto attiene gli atti del procedimento disciplinare va chiarito che l’intero fascicolo relativo al procedimento va certamente inserito nel fascicolo personale del dipendente, ma – a parere di chi scrive – solo se esso si conclude con una sanzione. In caso contrario appare inopportuno che nel fascicolo personale vengano conservati atti che possono essere di pregiudizio al futuro professionale del dipendente. Se proprio non ci sono altre possibilità (per esempio: custodire gli atti nel protocollo “riservato” del dirigente fino al termine del procedimento) appare quanto meno indispensabile che tutta la documentazione venga inserita in una busta sigillata che possa essere “ispezionata” solo con particolari cautele.
Un altro problema al quale va prestata attenzione riguarda le modalità con cui vengono prodotti gli atti dal dirigente scolastico: per motivi di riservatezza sarebbe opportuno che essi venga scritti personalmente dal dirigente e che vengano “salvati” su un computer che non sia collegato alla rete interna all’ufficio. La soluzione migliore sarebbe anzi quella di memorizzare i dati su una “chiavetta” USB da custodire con cura.
Senza trascurare il fatto che anche le modalità di custodia dei fascicoli personali dei docenti devono essere oggetto di specifiche istruzioni che il dirigente farebbe bene ad emanare con un apposito atto di indirizzo scritto da portare a conoscenza di tutto il personale dell’ufficio.
Allo stesso modo vanno trattati anche tutti quegli atti che, pur non facenti parte di un procedimento disciplinare, contengono ugualmente dati riservati e delicati o addirittura sensibili (per esempio non è affatto opportuno che un esposto dei genitori nei confronti di un docente, al quale il dirigente non ha ritenuto necessario dare seguito, venga inserito senza nessuna precauzione nel fascicolo del docente stesso).
Non va infine dimenticato che le violazioni alla normativa sulla privacy non sono semplici infrazioni di carattere amministrativo, ma possono integrare una e propria forma di responsabilità penale.

Lascia un commento