Per gli alunni del Piemonte volontariato al posto delle sanzioni disciplinari

da Il Sole 24 Ore

Per gli alunni del Piemonte volontariato al posto delle sanzioni disciplinari

di Francesca Malandrucco

Riparte il progetto dell’Usr rivolto alle scuole superiori della regione: percorsi di recupero personalizzati che prevedono anche attività a sostegno di disabili e poveri

Servire i pasti ai senza fissa dimora o affiancare i volontari che si prendono cura dei disabili e dei bambini in difficoltà nelle ore di sospensione dalla scuola per motivi disciplinari. Parte anche quest’anno in Piemonte il progetto «Percorsi formativi alternativi alle sanzioni disciplinari», che si rivolge alle scuole superiori di secondo grado del Piemonte e ai loro studenti.

Percorsi di recupero
L’iniziativa, curata dal Forum interregionale permanente del volontariato Piemonte e Valle d’Aosta in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale del Piemonte, nasce con l’obiettivo di prevenire e contrastare il disagio socio-relazionale e ambientale dei ragazzi, partendo dal principio che «una non corretta condotta disciplinare possa essere modificata soprattutto attraverso la partecipazione ad un percorso educativo di recupero» che, in questo caso prende la strada del volontariato. Con una circolare inviata a tutte le scuole secondarie di secondo grado ma anche ai centri di formazione professionale del suo territorio, l’Ufficio scolastico regionale del Piemonte spiega come aderire al progetto giunto alla sua VIII edizione. Per coinvolgere i ragazzi sotto sanzione disciplinare nei percorsi educativi basterà che la scuola firmi una convenzione con il Forum per il volontariato, riservandosi di segnalare successivamente i singoli casi dei ragazzi sottoposti a sanzione disciplinare direttamente all’associazione. La convenzione garantirà la copertura assicurativa degli studenti coinvolti, lo studio di un percorso personalizzato costruito sul profilo di ciascun ragazzo e l’assegnazione di un tutor che lo dovrà seguire durante la nuova esperienza. Il percorso di volontariato, che prevede un numero minimo di tre mezze giornate, potrà essere realizzato al mattino, in sostituzione della frequenza delle lezioni, o nel pomeriggio, dopo l’orario scolastico, nel caso in cui la sospensione preveda anche la frequenza obbligatoria delle lezioni.

Forum del volontariato
Dal 2008 a oggi sono stati 1200 i ragazzi sottoposti a sanzione disciplinare che hanno seguito i percorsi alternativi proposti dal Forum del volontariato in Piemonte, mentre le scuole che hanno aderito al progetto sono più di 80, di cui una cinquantina solo a Torino. Si tratta soprattutto di istituti tecnici-professionali, anche se non sono mancate richieste di interventi di recupero per gli studenti dei licei. Il Forum, poi, si appoggia su una rete di associazioni no-profit e di cooperative dove materialmente i ragazzi vengono avviati all’esperienza di volontariato. «Da quanto siamo partiti, otto anni fa – spiega Cristiana Airone, una delle responsabili del progetto per il Forum – abbiamo coinvolto circa 90 organizzazioni no-profit, di cui una metà solo a Torino. Ma siamo sempre alla ricerca di nuove associazioni disponibili a inserire gli studenti nelle loro attività. La chiave del successo di questo progetto dipende proprio da loro, dalla capacità che hanno di coinvolgere il ragazzo. Fino ad oggi abbiamo avuto risultati meravigliosi, a dimostrazione del fatto che se gli studenti, anche i più difficili, sono tirati fuori dal contesto scolastico, dove spesso sono considerati elementi di disturbo, e vengono valorizzati, si ottiene da loro una risposta straordinaria». Il 10% di questi «ragazzi difficili», dopo l’esperienza di formazione alternativa non ha più lasciato il volontariato e in alcuni casi, una volta terminata la scuola, ha addirittura indirizzato in questo settore la propria attività professionale.

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