Studenti e non scolaresche

FIGLI E NON FIGLIOLANZA STUDENTI E NON SCOLARESCHE di Umberto Tenuta

CANTO 625 Esistono le donne belle, non la bellezza!

Esistono i figli, non la figliolanza.

Esistono gli scolari Aldo, Errico, Samuel, e non la scolaresca.

Esistono i figli Michele, Giovanni, Roberto.

Non esiste la scolaresca.

 

A scuola si spiegava che i nomi astratti non si vedono e non si toccano.

Eppure ancora si continua a parlare di scolaresca, di classe, di pluriclasse.

Cose che non si vedono e non si toccano.

Cose che non esistono!

Eppure si fa lezione alla classe.

Si fa lezione a qualcosa che non esiste.

Si fa lezione al vento.

E come le parole del barbiere del Re Mida, le parole se le porta via il vento.

E gli accorti docenti se ne accorgono e dicono che le loro parole se le porta via il vento.

Eppure…

Eppure, ancora si continua a far lezioni alla scolaresca.

Lezioni inevitabilmente eguali.

Eguali per Maria e per Antonella.

Eguali per Filippo e per Giacomino.

Eguali per tutti i venticinque alunni della classe, certamente diversi l’uno dall’altro.

Eppur lo sa, il docente, che i venticinque alunni sono diversi l’uno dall’altro.

Lo sa.

Ma non sa come fare contemporaneamente lezione a ciascuno di essi.

Non lo sa, perché non si può sapere.

Non si possono fare contemporaneamente lezioni personalizzate a ciascuno dei venticinque alunni della classe.

E allora?

Allora che si fa?

Che si fa?

Semplice.

Semplicissimo!

Anzi banale.

Si smette di fare lezioni.

Si smette di fare lezioni?

Ma allora si chiudono le scuole?

Certamente!

Si chiudono le scuole, le scuole delle lezioni, delle spiegazioni, delle interrogazioni.

Si chiudono le scuole con i banchi, con le cattedre, con le lavagne di ardesia, con le LIM…

Oh che gioia!

Contenti tutti i Pinocchietti.

Contente tutte le Pinocchiette.

Ma piangono i Tramontini.

Piangono i bimbi di Tramonti che a scuola lezioni non ascoltano.

Piangono le bimbe di Tramonti che a scuola lezioncine non ascoltano.

Piangono perché rimpiangono i laboratori di apprendimento della loro scuola consolidata a tempo pieno (http://www.rivistadidattica.com/programmazione/programmazione_72.htm ).

Cattivi i maestri che fanno piangere i bimbi!

Evviva le Maestre!

Evviva le maestre che da tempo hanno smesso di fare lezioni!

Evviva le maestre agazziane e montessoriane!

Evviva le maestre che a scuola organizzano laboratori di apprendimento matematico!

Laboratori di apprendimento linguistico.

Laboratori di apprendimento scientifico.

Laboratori di apprendimento storico.

Laboratori di apprendimento geografico.

Laboratori di apprendimento musicale.

Laboratori di apprendimento pittorico…!

Nella scuola della ricerca/riscoperta/invenzione/problem solving gli studenti sono impegnati a scoprire, inventare, costruire i loro saperi (sapere/saper fare/saper essere) secondo i loro personali ritmi e stili di apprendimento.

È così che si realizza la personalizzazione educativa e didattica.

È così che si realizza la SCUOLA BUONA.

Tutti i miei Canti −ed altro− sono pubblicati in:

http://www.edscuola.it/dida.html

Altri saggi sono pubblicati in

www.rivistadidattica.com

E chi volesse approfondire questa o altra tematica

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