Legge 107: costituito il comitato promotore del referendum

da La Tecnica della Scuola

Legge 107: costituito il comitato promotore del referendum

Si sono concluse a Napoli nel tardo pomeriggio di domenica 7 febbraio le due giornate di lavoro per definire i quesiti referendari per l’abrogazione di parti significative della legge 107.
Il testo definitivo dei quesiti verrà messo a punto nelle prossime settimane ma per intanto si è costituito il comitato promotore di cui, per il momento, fanno parte il comitato LIP Scuola, Flc-Cgil, Gilda, Cobas,  Unicobas e alcune altre realtà associative.
In ogni caso è certo che i quesiti saranno 4 e riguarderanno chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici, School Bonus, comitato di valutazione e alternanza scuola-lavoro.
Nelle due giornate di lavoro si è anche discusso della legge di iniziativa popolare sulla scuola e su come attualizzarla alla luce degli eventi degli ultimi mesi.

A questo punto inizia quindi il lavoro più impegnativo e complesso: definire il testo della nuova LIP e promuovere la raccolta delle firme per il referendum.
Ma è soprattutto questo secondo impegno che preoccupa di più il comitato: le firme andranno raccolte entro settembre e poi bisognerà aspettare il verdetto della Corte Costituzionale che dovrà decidere se i quesiti possono essere sottoposti alla consultazione popolare.
Dopo il via libera della Consulta, bisognerà “convincere” più di 27 milioni di italiani a recarsi alle urne. E, per essere sicuri di vincere la battaglia referendaria, bisognerà che almeno la metà dei votanti si esprima per l’abrogazione.
Insomma cancellare le norme più contestate della legge 107 non sarà per nulla facile ed per questo che il comitato referendario si augura di poter operare in sinergia con quei soggetti che  si stanno attivando in analoghe iniziative nel campo della difesa dell’ambiente, dei diritti e della dignità del lavoro, contro le privatizzazioni e per la tutela dei beni comuni in modo da riuscire a organizzare entro la metà di marzo momenti di incontro e confronto.
L’idea è quella di lanciare una campagna referendaria che riguardi non solo la scuola ma anche altri temi importanti. In questo modo potrebbe essere più facile raggiungere il quorum necessario.

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