Una riflessione amara, ma necessaria

Una riflessione amara, ma necessaria

di Maurizio Tiriticco

 

Luigi Berlinguer in un suo recente articolo [1] sul potenziamento dell’organico degli insegnanti nella scuola della 107 si chiede tra l’altro: “Come possiamo evitare che chi lavora al potenziamento si disperda, che la sua professionalità si pieghi alle necessità di copertura oraria invece di implementare l’offerta didattica? Quale futuro per un piano dell’offerta formativa che deve barcamenarsi tra la necessità di attuare la flessibilità oraria, tra l’altro prevista dalla legge, e le 18 ore di docenza previste dal contratto? Tenuto conto che non è prevista la compresenza dei docenti nelle ore di cattedra e che l’apertura pomeridiana delle scuole presenta in alcuni casi delle criticità di vario tipo, quale sarà il ruolo dei docenti a potenziamento dell’organico? E, soprattutto, in quale fascia oraria? Il piano dell’offerta formativa triennale prevede la formulazione di progetti interdisciplinari e questo ci porta a fare una ulteriore considerazione, ovvero che la rigidità dell’orario di cattedra, un problema di vecchia data, potrebbe non essere il solo scoglio: quello che dobbiamo evitare oggi è che si perpetui un insegnamento nozionistico, sulla carta ormai superato, attraverso progetti che continuino a puntare su apprendimenti disciplinari”.

La citazione è lunga, ma necessaria! Parole sante, direi, ma… tutti ricordiamo l’avallo pubblico e convinto di Berlinguer alla legge 107 alla Convention del PD sulla Buona scuola del febbraio di un anno fa, avallo sul quale avanzai molte riserve [2]. E non fui il solo. In quel periodo tutta la scuola italiana levava alte le sue proteste contro una legge che avrebbe provocato più sconvolgimenti che innovazioni in un Sistema di Istruzione – le maiuscole non sono casuali – che da anni necessita di un riordino profondo in termini di curriculi, non di maquillage organizzativi pericolosi! Pericolosi perché introducono principi privatistici concorrenziali in una scuola che la nostra Costituzione vuole, invece, pubblica e aperta a tutti: e non sto a citare gli articoli Cost. che tutti conosciamo. Che fine farà il “successo formativo” che, con le norme sull’autonomia, ci siamo impegnati a garantire a tutti i cittadini/alunni, nessuno escluso? Se avremo scuole di serie A e scuole di serie B, che ne sarà dell’unitarietà di quel sistema nazionale di istruzione che, invece, dovrebbe garantire anche e soprattutto l’unità culturale e civile della popolazione? E ciò anche in considerazione della presenza sempre più massiccia di alunni di altre culture.

Berlinguer tocca un punto importante, dirimente direi: come conciliare la rigidità delle 18 ore di cattedra con la flessibilità oraria? Ma la stessa rigidità riguarda gli orari annuali degli insegnamenti e delle classi di alunni. Come possiamo “potenziare” tutte quelle belle attività previste dal comma 7 (sappiamo quanto la musica, l’arte, lo sviluppo della matematica, delle scienze, delle discipline motorie siano tra le tante attività care a Berlinguer e a tutti noi), se i quadri orario, le classi d’età, gli insegnamenti sono e restano come sempre INFLESSIBILI? E invece proprio questa rigidità doveva essere superata, affrontando seriamente e con criteri organizzativi e innovativi con una legge ALTRA e non con la 107, l’intera tematica dello sviluppo dei curricoli. Un solo esempio: garantire a ciascun cittadino/alunno dieci anni di istruzione obbligatoria significava e significa riordinare un percorso da sempre frantumato in tre spezzoni, da sempre scanditi da promozioni/bocciature che solo il superamento delle classi di età può ricomporre e riordinare. Si tratta di una frantumazione in forza della quale non riusciamo ancora a certificare seriamente quelle competenze di fine obbligo che, per altro, dovrebbero essere anche allineate con il livello secondo delle competenze indicate dall’European Qualification Framework. Per non dire poi di quell’esame di Stato conclusivo dell’istruzione secondaria che è stato uno dei fiori all’occhiello di Luigi Berlinguer ministro e che, invece, ancora langue con prove che non sono affatto innovative e con una conclusione che ancora non certifica competenze, quelle competenze che, invece la legge di riforma del lontano 1997 prevedeva… e che corrisponde al quarto livello del citato EQF.

La 107 non riordina una scuola che di riforme curricolari ha estrema necessità: crea una scuola “altra” che nessuno auspicava, nessuno si aspettava, nessuno vuole. E le prime contraddizioni vengono al pettine e le denuncia anche Berlinguer! E ne ho piacere!


 

[1] Vedi “Quale ruolo per i docenti dell’organico potenziato” in www.educationduepuntozero.it

[2] Vedi “Caro Luigi! Mai più margaritas ante porcos!” in www.edscuola.it del 25 febbraio 2015

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