Scuola, al via il concorso per docenti: 63.712 cattedre

da Repubblica.it

Scuola, al via il concorso per docenti: 63.712 cattedre

Una riunione con i sindacati risolve gli ultimi problemi sui numeri e le prove che dovranno sostenere i 200-250mila abilitati

di SALVO INTRAVAIA

Questa volta ci siamo davvero. Dopo l’empasse dei giorni scorsi, il concorsone che nel prossimo triennio metterà in palio quasi 64mila cattedre è ai nastri di partenza. Dopo l’incontro con i sindacati sono stati fugati anche gli ultimi dubbi sui numeri e sulle prove che attendono i 200-250mila docenti abilitati, i soli che potranno partecipare alla selezione. I docenti ancora inclusi nelle graduatorie ad esaurimento avranno diritto a un contingente di posti a parte: circa 30mila e, compatibilmente con le uscite per pensionamenti, potrebbero essere assunti nell’arco di un paio di anni. I posti autorizzati dal ministero dell’Economia sono 63.712 così suddivisi: 6.933 per la scuola dell’infanzia, 17.299 per la primaria, 15.641 per la scuola media e altri 17.232 per la scuola superiore. Cui occorre aggiungere, per la prima volta, 506 posti di Italiano per stranieri (L2).

I posti di sostegno saranno in totale 6.101: 304 andranno alla scuola dell’infanzia, 3.799 alla primaria, 975 alla secondaria di I grado e 1.023 alla scuola superiore. La regione che farà la parte del leone sarà la Lombardia, che si accaparra quasi un quinto delle cattedre: 11.176, il 18 per cento. Ma è tutto il Nord che potrebbe essere meta dell’ormai “consueto” esodo di meridionali in cerca di cattedre e fortuna. Perché quasi metà dei posti – il 47 per cento pari a 29.773 cattedre – sarà disponibile in quell’area. Al Sud andranno “solo” un terzo dei posti. I bandi saranno tre: uno per la scuola dell’infanzia e la primaria, un secondo per la secondaria e un terzo per il sostegno. Sarà Italiano, storia, geografia, nella scuola media, con 5.111 cattedre su tutto il territorio nazionale, la classe di concorso con più cattedre disponibili. Seguita dalle 4.056 cattedre di matematica e scienze, sempre alla media.

Le prove scritte saranno computer-based e verrà riservata un’attenzione particolare alla conoscenza delle lingue, spiegano dal ministero. I candidati verranno chiamati a una prova scritta della durata di 150 minuti, con otto domande di cui due in lingua straniera, per un totale di 40 punti. “Le due domande in lingua – precisano dal Miur – prevedono, in particolare, cinque sotto-quesiti, ciascuno a risposta chiusa. Il candidato dovrà dimostrare di avere un livello di competenza pari almeno al livello B2 del Quadro comune europeo di Riferimento per le lingue”. Una questione che ha diviso fino alla fine i tecnici ministeriali e i sindacati che già prevedono una valanga di ricorsi, perché queste competenze linguistiche così avanzate non erano previste all’atto dell’abilitazione col Tfa – il Tirocinio formativo attivo – e col Psa – i Percorsi abilitanti speciali. E ancora meno all’atto del conseguimento del diploma magistrale e di di qualsiasi altri titolo abilitante.

Le prove non saranno nozionistiche, ma tenderanno ad accertare le “conoscenze e competenze didattico-metodologiche”. Quella orale durerà 45 minuti, e consisterà in una lezione simulata, più colloquio con la commissione, per altri 40 punti totali in palio. I titoli – altri titoli abilitanti, servizio, dottorato, certificazioni linguistiche – conteranno per i restanti 20 punti. Il punteggio sarà quindi in centesimi. La pubblicazione dei bandi è prevista per martedì prossimo e, successivamente, gli uffici scolastici regionali dovranno correre per organizzare le prove entro il prossimo mese di agosto e assumere i primi docenti entro il primo settembre. Nei giorni scorsi, i sindacati della scuola hanno manifestato più di qualche dubbio, anche perché non è prevista nessuna prova di accesso selettiva. Ma al ministero dell’Istruzione sono sicuri: tutto verrà concluso entro il 31 agosto e dal giorno successivo sarà possibile assumere i primi docenti 2.0 pensati dalla Buona scuola.

Lascia un commento