Tallone di Achille

TALLONE DI ACHILLE di Umberto Tenuta

CANTO 634 È brava la docente che scopre il tallone di Achille di ogni suo alunno.

 

Capitano, Capitano!

Finché la barca va, lasciala andare.
Finché la barca va, tu non remare.
Finché la barca va, stai a guardare.

O mio bel Capitano!

Mio bravo Capitano.

Tu sì, tu sai mandare avanti la barca.

Tu sai sfruttare la forza di ogni vento che tira.

Non ci sono venti che impediscano alla tua barca di andare avanti.

Come te, Maestra ELLINA.

Tu sai scoprire il tallone di Achille di ogni tuo Pierino.

Su quel tallone tu fai leva.

La leva che solleva il mondo.

Il mondo di tutti i tuoi uomini.

Il mondo di tutte le tue donne.

Tu sai trovare l’ultima gemma del ramoscello avvizzito.

E quella gemma tu sai far germogliare, crescere, diventare ramo, diventare pianta, diventare albero.

Albero ramoso, albero frondoso.

Albero fiorito, albero fruttuoso.

O Maestra, Maestra Grande!

Di ogni tuo giovane tu sai scoprire il tallone d’Achille.

Il tallone dell’uomo grande che domani ciascuno sarà nella sua vita.

Il Papa e il falegname, il medico e l’avvocato, l’agricoltore e lo scalatore dell’Everest.

Tutti uomini grandi!

Tutti figli del RE.

Tutti Principi i tuoi alunni.

La tua è una scolaresca di Principi e Principesse.

Voci diverse di un Coro divino.

Tu le fai cantare tutte, le voci del tuo coro.

Ognuna importante, grande, unica.

Sì, dalla tua scuola escono uomini grandi.

Diversi, unici, insostituibili nel coro della vita.

Non importa quale sarà il loro mestiere.

Saranno tutti grandi, ciascuno nel suo mestiere di uomo.

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