Concorso a cattedra, 63.712 posti in palio i docenti di ruolo non potranno partecipare

da ItaliaOggi

Concorso a cattedra, 63.712 posti in palio i docenti di ruolo non potranno partecipare

Le selezioni si baseranno su 8 quesiti nella prova scritta e una lezione simulata

Carlo Forte

Sono 63.712 i posti messi a concorso nella selezione per il reclutamento di altrettanti docenti che sarà indetta a breve dal ministero dell’istruzione. Il bando sarà emanato subito dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo regolamento sulle classi di concorso. E i candidati avranno 30 giorni di tempo per presentare le domande. Dopo questa fase è prevista anche l’emanazione dei provvedimenti istitutivi dei tirocini formativi attivi (Tfa). Il dicastro di viale Trastevere ha diffuso le tabelle con i posti suddivisi per regione e classi di concorso. Tabelle che fanno riferimento alle sigle delle nuove classi di concorso.

Le selezioni si baseranno su una prova scritta costituita da 8 quesiti: 6 di questi saranno a risposta aperta e avranno carattere didattico e disciplinare. I restanti due saranno in Inglese, ma saranno a risposta chiusa. Il candidato avrà a disposizione 4 risposte preconfezionate per ognuno dei due quesiti in lingua straniera. Anch’esse in lingua. E dovrà sceglierne una. Si tratterà dunque di una prova di mera comprensione della lingua e non di composizione e scrittura. In alcune materie saranno previste anche prove pratiche, sulla scorta di quanto già avvenuto nei concorsi indetti negli anni scorsi. Infine, la procedura terminerà con una lezione simulata, che verterà su un argomento assegnato dalla commissione al candidato 24 ore prima della prova. Alle selezioni saranno ammessi i candidati in possesso di abilitazione all’insegnamento. Ai sensi del comma 110 della legge 107/2015: «Ai concorsi pubblici per titoli ed esami non può comunque partecipare il personale docente ed educativo già assunto su posti e cattedre con contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato nelle scuole statali».

Si tratta di una limitazione introdotta per la prima volta nel nostro ordinamento. In pratica, il nuovo orientamento del legislatore, sembrerebbe andare nel senso di precludere ai docenti di ruolo la possibilità di partecipare ad ulteriori concorsi, così da ridurre il numero dei candidati e convogliare i cambi di cattedra nel canale esclusivo della mobilità professionale. Fermo restando che il comma 110 sembrerebbe precludere ai docenti di ruolo anche la partecipazione agli altri concorsi pubblici. Si pensi, per esempio, al docente di discipline giuridiche ed economiche che, per effetto di questa norma, potrebbe vedersi precludere la facoltà di partecipare al concorso in magistratura.

Secondo quanto risulta a ItaliaOggi le selezioni concorsuali saranno complessivamente 111. Non è ancora certo se saranno indette anche per le classi di concorso appena istituite dei licei musicali e coreutici. Classi per le quali non sono ancora stati istituiti percorsi abilitanti specifici.

Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, però, il ministero dell’istruzione starebbe valutando la possibilità di non indire i concorsi per queste discipline rinviando il tutto ad una seconda fase. L’articolo 1, comma 114 della legge 107/2015, che aveva inizialmente previsto il termine del 1° dicembre 2015 quale ultima data utile per l’emanazione del bando di concorso, prevede anche maggiorazioni di punteggio in favore dei possessori di titoli di abilitazione all’insegnamento conseguiti a seguito sia dell’accesso ai percorsi di abilitazione tramite procedure selettive pubbliche per titoli ed esami sia del conseguimento di specifica laurea magistrale o a ciclo unico. E per la prima volta in una selezione concorsuale ordinaria, anche la valutazione del servizio prestato a tempo determinato per un periodo continuativo non inferiore a 180 giorni.

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