Renzi sui precari: tutti assunti nella loro regione, i sindacalisti li hanno malconsigliati

da La Tecnica della Scuola

Renzi sui precari: tutti assunti nella loro regione, i sindacalisti li hanno malconsigliati

“Quelli che dicevano ‘ci deporteranno’ sono stati assunti tutti nella stessa regione”: non passerà inosservata la dichiarazione del premier Matteo Renzi del 12 marzo.

Parlando alla scuola di formazione politica del Pd, il presidente del Consiglio è voluto tornare sull’argomento delle circa 87 immissioni in ruolo attuate attraverso la riforma della scuola approvata la scorsa estate.

“Ci sono poveri cristiani – ha aggiunto Renzi – che non hanno fatto domanda perché consigliati così da alcuni sindacalisti e sono rimasti a spasso”.

Non è nostro costume entrare nel merito dei concetti espressi dai politici. Non possiamo però esimerci dal ricordare che nella fase B del piano straordinario di assunzioni, ben 7mila immessi in ruolo (su circa 9mila) hanno dovuto lasciare la propria provincia. In gran parte spostandosi dal Nord al Sud. In qualche caso, però, anche a parti inverse.

Mentre nella fase C, quella del “potenziamento”, in effetti quasi tutti i 48mila assunti sono stati collocati (sempre dall’algoritmo ministeriale) nella provincia di residenza o comunque quella indicata tra le prime in ordine decrescente attraverso il sistema on line predisposto dal Miur.

La dinamica, ricordiamo, ha anche fatto discutere, visto che tanti precari davanti in graduatoria sono stati costretti a scegliere sedi lontane. Mentre gli ultimi hanno trovato posto in provincia.

Ora, se alcuni sindacalisti hanno spiegato ai lavoratori precari (spesso ‘anta’ con figli piccoli e problemi familiari) degli altissimi rischi cui sarebbero andati incontro nel presentare la propria candidatura all’immissione in ruolo, nel senso che sarebbero potuti incorrere in un trasferimento lontano da casa (cosa poi realmente avvenuta con la fase B e che potrebbe ancora accadere con i trasferimenti legati agli ambiti territoriali), crediamo non sia corretto dileggiarli pubblicamente.

Il premier avrebbe bene a specificare, nel corso del suo intervento del 12 marzo, che quasi tutti i precari immessi in ruolo ad un passo da casa o dalla sede prescelta, sono stati quelli dell’ultima tornata di stabilizzazioni. Quella che ha sorriso anche alla moglie Agnese.

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