Difficoltà di lettura, scrittura e calcolo: via ai percorsi didattici «mirati» in Emilia Romagna

da Il Sole 24 Ore

Difficoltà di lettura, scrittura e calcolo: via ai percorsi didattici «mirati» in Emilia Romagna

di Franco Portelli

Individuare tempestivamente gli alunni che presentano significative difficoltà di lettura, scrittura o calcolo, è un prerequisito necessario per intervenire con efficacia attivando percorsi didattici mirati al recupero di queste difficoltà. Nel mese di febbraio 2016, a questo proposito, è stato firmato il Protocollo di intesa tra l’Ufficio scolastico regionale e la Regione Emilia-Romagna che fornisce utili indicazioni in merito. Il percorso delineato nel Protocollo si riferisce alle classi prima e seconda della scuola primaria. Sia il Protocollo d’intesa sia il fascicolo (allegato) con i suggerimenti didattici per le scuole, sono frutto di un lavoro congiunto di rappresentanti dell’Ufficio scolastico regionale e della Regione Emilia-Romagna.
Cosa può fare l’insegnante?
E’ necessario approfondire la comprensione delle specifiche difficoltà di ciascun alunno, cui devono far seguito azioni di intensificazione dell’insegnamento e di modifica dello stesso per meglio corrispondere allo stile di apprendimento degli allievi. Nell’apprendimento della letto-scrittura, risulta essenziale la consapevolezza fonologica, ossia la comprensione, da parte del bambino, che a ciascun segno grafico corrisponde un suono e che dall’insieme dei grafemi e dei suoni origina la parola. E’ essenziale peraltro la comprensione che le lettere e le sillabe uguali sono pronunciate in modo uguale in parole diverse. In caso di difficoltà persistenti anche dopo la variazione nelle modalità di insegnamento e il potenziamento dello stesso, le scuole potranno consigliare alle famiglie di richiedere una visita specialistica per appurare la possibile esistenza di un Disturbo specifico di apprendimento.
Suggerimenti didattici
Sono stati realizzati anche dei suggerimenti didattici che costituiscono uno strumento dinamico e interattivo: una sorta di “cassetta degli attrezzi”, soprattutto per i docenti che si trovano per la prima volta ad affrontare il tema del potenziamento didattico. Il fine è fornire alle scuole suggerimenti operativi e didattici a supporto delle azioni da mettere in campo per rispondere ai bisogni individuali degli allievi. In uno specifico allegato al protocollo (numero 2) sono state inserite delle schede operative che privilegiano l’utilizzo della forma orale, l’utilizzo di materiale figurato a supporto, l’uso di un solo carattere grafico alla volta, la lenta progressione nell’inserimento dei grafemi, l’utilizzo di strategie ludiche, assieme ad altre preziose indicazioni operative. Rimane comunque compito esclusivo degli insegnanti l’individuazione e la costruzione degli strumenti più idonei e più efficaci per ciascuno dei propri allievi. Il percorso delineato nel Protocollo di intesa, si avvierà nelle scuole a partire dall’anno scolastico 2016-2017; tale attività sarà considerata come periodo di sperimentazione.

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