Mani e piedi per imparare

MANI E PIEDI PER IMPARARE di Umberto Tenuta

CANTO 652 IMPARARE CON IL CORPO (ALFIERI F. (a cura di),  A scuola con il corpo, La Nuova Italia, Firenze, 1978.

 

Che cosa sono gli alunni nelle nostre aule?

Sembra che non siano altro che materia grigia!

Orecchie!

E qualche volta anche occhi.

Sempre focomelici: senza gambe e senza braccia.

A scuola importa solo che ci siano orecchie per ascoltare ed occhi per leggere le pergamene.

Il resto a scuola non entra.

Resta fuori dell’aula.

Sdegnosamente il Professore di Greco e di Latino si rifiuta di avvitare la lampadina.

Oddio, sporcarsi le mani?

Mai, mai, e poi mai!

Professò, ma Ella ha mai conosciuto il detto di quel saggio cinese di nome Confucio?

Se ascolto, dimentico.

Se vedo, ricordo.

Se faccio, capisco!

Professò, Ella non si fida dei Cinesi?

Ascolti almeno il Napoletano Gianbattista!

Verum et factum reciprocantur seu convertuntur (G.B. VICO).

Il bestione sceso dall’albero altro non avea che le gambe.

Drizzò la schiena e si trovò due zampe inutilizzate.

O pollice vagabondo, mettiti contro le altre dita!

Ora sì che puoi tirare i sassi.

Ma oggi sono una celebrità.
E so legger di greco e di latino,
E scrivo e scrivo, e ho molte altre virtú:
Non son piú, cipressetti, un birichino,
E sassi in specie non ne tiro piú.

Ora ho le mani per manipolare!

Manipolare, fare, prima che pensare.

«All’inizio il mondo del fanciullo è noto a lui principalmente attraverso le azioni abituali, che egli usa, per affrontarlo.

Successivamente si aggiunge una tecnica di rappresentazione attraverso l’immagine, che è relativamente libera dall’azione.
Gradualmente si aggiunge un nuovo e potente metodo di tradurre azioni ed immagini nel linguaggio che favorisce un terzo sistema di rappresentazione
». (BRUNER J.S., Studi sullo sviluppo cognitivo, Armando, Roma, 1967, p. 7).
Cari Professori, tenetelo a mente.

I vostri alunni imparano con le mani e con i piedi!

SUMMA PEDAGOGICA:

Tutto quello che volete far apprendere traducetelo in azioni da effettuare con le mani e con i piedi.

Salire tre rampe di scale significa moltiplicare sette per tre.

Se quella birichina di Tellina te le canta, è lei il soggetto dei tuoi dolori d’amore.

La SCUOLBUONA è fatta con le mani e coi piedi.

Altro che parole!

Ne hai dette troppe, o Stefanina!

Occorre passare ai fatti.

Fatti, e non parole!

Fatti, prima che parole.

Ci vogliono i fatti.

Ci vogliono i laboratori dei materiali concreti.

Materiali concreti, comuni e strutturati.

Poi, soltanto poi -voglio dire, infine- si passa ai laboratori digitali!

Imparare con le mani e coi piedi si deve!

-Professoressa, finiscila una buona volta di fare bella mostra del tuo eloquio!

-Qua le cose s’hanno a fa’!

 

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“Umberto Tenuta” − “voce da cercare”

 

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