Valutare a giugno per programmare a settembre

VALUTARE A GIUGNO PER PROGRAMMARE A SETTEMBRE di Umberto Tenuta

CANTO 683 A GIUGNO SI VALUTA PER PROGRAMMARE A SETTEMBRE

 

Più degli altri animali, l’uomo utilizza le sue esperienze per migliorare i propri comportamenti.

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.

Non è degno dell’uomo ripetere i propri errori.

Non è degno dei docenti ripetere di anno in anno gli stessi errori.

L’attività educativa non può ripetersi identica di anno in anno.

Ogni attività umana si giova dell’esperienza passata.

Non è concepibile un docente che si ripete di anno in anno.

Toscanini non si ripete”!

Il Maestro non si ripete.

Non per orgoglio.

Non per vanità.

Ma perché cambiano i protagonisti.

Non esiste la “CLASSE TERZA”, non esiste la “CLASSE QUINTA”.

Esistono VENTICINQUE GIOVANI.

Giovani unici, singolari, irripetibili.

Altro che GUIDE DIDATTICHE!

Qua ci vogliono docenti, qua ci vogliono maestri, qua ci vogliono professionisti.

Professionisti che non si ripetono.

Professionisti che valutano continuamente il proprio operato per trarne orientamenti per la loro futura attività educativa.

Non si valutano gli alunni.

Si valuta l’efficacia della propria azione educativa.

Si impara dalla propria e dall’altrui esperienza.

In altri termini, <<la valutazione è il momento della esperienza educativa… nella quale l’educatore riesce a comprendere per quale itinerario riuscirà a prestare il suo aiuto, quello cioè che legittima la sua funzione, affinché la ricchezza del potenziale educativo (intelligenza, linguaggio, affettività, socialità, volontà, memoria, ecc.) si traduca in libertà personale, in coscienza (intesa, alla maniera dello Spranger, come sorgente normativa), in volontà morale, in creatività: senza nessuna manomissione, senza alienazione di sorta>> Ancora: <<Nella valutazione l’alunno è fuori discussione: la valutazione serve solo al docente per individuare e per mettere continuamente a punto le strategie educative più efficaci. Le strategie possono essere individuate solo sulla base della conoscenza degli alunni e debbono essere messe a punto, non solo al termine ma anche durante la loro attuazione, sulla base di una valutazione continua. (In merito cfr. UMBERTO TENUTA, valutazione formativa e valutazione selettiva, in http://www.edscuola.it/archivio/didattica/valselform.html)

Questa appare forse una prospettiva insolita.

Ma è la sola prospettiva valida.

Abbiamo più volte denunciato che non si possono considerare gli alunni responsabili della loro carente motivazione e delle loro difficoltà di apprendimento.

È come giudicare responsabile del proprio comportamento un bambino appena nato che non cammina, che non parla, che non obbedisce…

Ma ben sappiamo che i bravi docenti non si comportano così.

E sappiamo bene che i bravi docenti utilizzano la valutazione di fine anno solo per programmare meglio la loro azione educativa nel successivo anno scolastico.

Se non per altro, per non ripetere gli stessi errori!

 

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