M. Missiroli, Atti osceni in luogo privato

“Atti osceni in luogo privato”, un romanzo di Marco Missiroli
Universale economica Feltrinelli, 2015

di Mario Coviello

 

missiroliAvevo letto recensioni positive di questo romanzo e l’ho comprato approfittando dell’offerta estiva della Feltrinelli che propone due libri di successo a dieci euro nella sua gloriosa collana ” Universale economica”, quella del Gattopardo di Tommasi di Lampedusa.

Ho divorato questo romanzo di 249 pagine durante i primi tre giorni del mio viaggio in Sicilia.

Come mi accade per tutti gli incontri fortunati mi sono ritrovato in Libero il protagonista e nel suo spasmodico desiderio di esserci, capire,crescere,confrontarsi.

“Atti osceni in luogo privato” attrae e imbarazza il lettore fin dalla copertina con la riproduzione di “Holy Cross (in hoc signo vinces)” di Erwin Blumenfeld.

Libero Marsell si racconta senza pudori in cinque capitoli, Infanzia, Adolescenza, Giovinezza, Maturità, Adultità e Nascita. Si racconta nel rapporto con il padre, eterno fanciullo,vivo,avido e leggero, con la madre che scopre adultera a undici anni,una donna determinata, avida di vita, capace di decidere quando morire.

Il romanzo è ambientato a Parigi nei primi tre capitoli e poi a Milano. E chi conosce queste due città ne ritrova il fascino e le diversità,gli umori, le atmosfere.

Marco Missiroli ha la capacità leggera di coinvolgere il lettore e di fargli trovare echi della sua infanzia,adolescenza..maturità e soprattutto della sua maturazione sessuale e affettiva. L’affascinante, doloroso percorso di tutti gli uomini nel loro incontro con l’altra metà del cielo. Dopo la morte improvvisa del padre che avviene mentre sta leggendo Rodari, Libero vive molte vite. Va alla ricerca tormentata della sua “vocazione”.Prima studia da avvocato e lavora in uno studio per difendere gli ultimi, e poi si scopre insegnante quando aiuta Anna, la donna che sposera’ e cambia facoltà..Affida i suoi pensieri ad un quaderno di Lupin , ama gli indiani e si sente “straniero”,inadatto,”invisibile” a lungo.

“Atti osceni in luogo privato” è un romanzo di case. Case dei genitori e di Libero, a Parigi e a Milano.Case vissute, con libri, cucine, cibo, pranzi preparati con gusto e amore. Spazi di vita che raccontano i protagonisti.

Libero matura e si innamora di Lunette e Selma e poi di Anna, leggendo l’Amante”della Duras che confronta con i romanzi Arthur Miller. E a pagina 90, quando finalmente a venti anni perde la verginità,si chiede “….E allora era questo l’amore? Una prima persona plurale?…si… capii che era anche questo…”.

E Libero cade e risorge perché sa ritrovare, come dice a pagina 90, il “colibrì….il battito d’ali più’ rapido e impercettibile che l’animo maschile compie per riavvicinarsi al sodalizio con Venere”.

E Missiroli sa sorprendere con la scostumata leggerezza delle “imprese” del suo protagonista che impara la vita dai tanti romanzi che legge e sottolinea con furia e andando al cinema con le donne che incontra. Racconta così il suo amore per Camus, Faulkner e Orwell,Buzzati, Calvino, Somerset Maugham e Walt Witman. E con loro Fellini e Scola con Sergio Leone,Truffaut , “Balla con i lupi” e” Il grande freddo”. E non manca la musica quella di Edith Piaf , Guccini, Dalla e De Gregori e di tanti altri.

I suoi maestri sono la bibliotecaria Marie e Giorgio il proprietario del bar sui Navigli dove lavora.

Il romanzo è il racconto di innamoramenti feroci ed essenziali, senza falsi pudori e reticenze.

È il racconto del rapporto di un figlio con la madre,il padre,gli amici. E Libero matura,vince le sue paure,le incertezze,goffaggini. Muore disperato e risorge e invita tutti noi lettori a non arrenderci, a non perdere “la scintilla”, a imparare l’arte dell’attesa. A pagina 191 cita Whitman :

” Se subito non mi trovi non scoraggiarti/Se non mi trovi in un posto cercami in un altro/In qualche posto mi sono fermato e ti attendo.”

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