Giannini: voglio la verità sul crollo della scuola. Il Miur parte civile

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da La Tecnica della Scuola

Giannini: voglio la verità sul crollo della scuola. Il Miur parte civile

«Questo istituto”, dice Giannini riferendosi al  Copernico di Amatrice, “ era stato ristrutturato di recente, inaugurato nel 2012, con lavori importanti e una ingente quantità di fondi spesi. Non è compito della politica l’accertamento delle responsabilità. Ma della magistratura. Noi vogliamo chiarezza e verità. Vogliamo sapere come sia potuto accadere. Che tipo di lavori siano stati fatti e in che modo. Ci vorrà del tempo ma se verranno accertate delle responsabilità dirette e sarebbe molto grave, valuteremo, la costituzione del Miur come parte civile in un eventuale processo. Ma ora non è questa la priorità».

«È una decisione politica” invece quella di investire l’autorità anticorruzione, spiega la ministra nel corso di una intervista rilasciata al Mattino di Padova. “Cantone ha espresso la sua posizione. L’Anac credo che debba fare l’Anac. L’azione dell’unità di missione presso la presidenza del Consiglio per l’edilizia scolastica sta lavorando in maniera molto positiva”

Le famiglie devono sentirsi sicure quando lasciano i figli in classe e “non da oggi, ma dal 2014 la sicurezza degli edifici pubblici e in particolar modo della scuola è stata ed è al centro dell’azione del governo. Il tema dell’edilizia scolastica è stato affrontato in maniera serissima, sistemica e con risposte concrete. Cinquecento interventi di adeguamento alle norme antisismiche, uno stanziamento di 240 milioni di euro. L’istituzione dopo anni di vacatio dell’anagrafe dell’edilizia scolastica. I controlli a tappeto che certo non si possono chiudere nello spazio di poco tempo ma che vengono effettuati”

Tuttavia, prosegue Giannini  “ Non si può allo stato attuale sostenere la tesi che sia crollata per i materiali con i quali è stata costruita e ristrutturata o se comunque non avrebbe potuto resistere per il violento sisma, pari a quello dell’Aquila. Occorre sempre cautela quando si tocca il tema della sicurezza”.

«Il dato circa la presenza di ventimila scuola insicure  non è corretto. Non si tratta di edifici insicuri ma di scuole che si trovano in zone a rischio sismico. E non va dimenticato che il 50 per cento del territorio nazionale è a rischio sismico. Noi abbiamo messo in campo tutti gli strumenti per affrontare questo capitolo per decenni abbandonato. Questo è il primo governo che si fa carico di responsabilità che per alcuni aspetti dovrebbero appartenere solo ed esclusivamente agli enti locali».

Per ora, dice ancora la ministra, la “nostra priorità sono i 700 alunni. Mercoledì sarò ad Amatrice dove abbiamo convocato una riunione proprio per affrontare questo aspetto” con la task Force che è entrata in funzione”. Esiste un piano, “un punto di partenza. Ci sono numerose scuole profondamente lesionate. E abbiamo delle ipotesi sulle quali ci confronteremo con i direttore scolastici regionali, i dirigenti scolastici e ovviamente la Protezione civile e gli enti locali”. Nel contesto, dice Giannini,  “si stanno valutando varie opzioni. Abbiamo un obiettivo forte e preciso. La scuola deve essere il simbolo e anche la risposta concreta a questo senso di angoscia e paura. Il simbolo che la comunità c’è e riparte lì dove è sempre esistita. I bambini di tutti i comuni devono tornare in classe e dovranno avere tutto il necessario. Le strutture, le attività che fanno parte della normalità. Per questo ci sono dei fondi specifici. Tre milioni e mezzo di euro”.

Ma c’è anche da «Affrontare la paura, spiegarla, riprendere un percorso di vita normale. I docenti saranno appositamente formati. Si sta pensando anche a questo. Scuole per studiare e formazione per ripartire da dove ci si è fermati. Sono a disposizione quattro milioni di euro. In totale i fondi investiti, i primi, ammontano complessivamente a sette milioni e mezzo di euro. Ci vorrà del tempo per cancellare la paura. Ma Casa Italia è anche questo, mettere la scuola al centro. Ripartire».