Il Collegio Unitario dei Docenti negli Istituti Comprensivi

Il Collegio Unitario dei Docenti negli Istituti Comprensivi

di Marisa Bracaloni

 

FINALITA’

Il decennio di autonomia scolastica dei Comprensivi  ha permesso all’interno di ciascun istituto un proficuo confronto tra insegnanti appartenenti ad  ordini di scuola diversi e ha creato i presupposti per l’elaborazione di un curricolo di studi unitario e  verticale. Questo ha consentito di mettere al centro del percorso formativo l’alunno e garantire attenzione e qualità nella didattica. In particolare il  collegio dei docenti  mira a costruire un percorso virtuoso dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di I grado al fine di accompagnare gli alunni nella crescita, conoscendo, a livello didattico, quello che era stato appreso prima e quello che sarebbe stato  appreso dopo. Anche la formazione dei docenti e la pratica di metodologie didattiche condivise sono entrate in gioco per costituire un continuum formativo, patrimonio comune caratterizzante ciascuna autonomia scolastica.

Il collegio dei docenti favorisce   la conoscenza reciproca  e la condivisione di obiettivi quali strumenti indispensabili per  dare  unitarietà all’istituto comprensivo.

L’obiettivo principale dell’Organo Collegiale  è infatti quello di costruire e condividere un percorso capace di accogliere il bambino di tre anni e di accompagnarlo lungo un cammino, il più possibile lineare ed armonico, fino alle soglie dell’adolescenza.

Nel tempo i Comprensivi sono  riusciti a realizzare progetti che prevedono modalità e strumenti di lavoro comuni e a rendere più ampia ed efficace l’ offerta formativa.

Il Collegio dei Docenti é composto da tutti i docenti in servizio presso l’istituto , é presieduto dal Dirigente Scolastico ed ha il compito di definire e valutare l’offerta formativa.

 

COMPITI E REGOLE DI FUNZIONAMENTO

Il Collegio dei docenti è  convocato:

  • unitariamente su argomenti comuni,
  • per settori, con funzione preparatoria su argomenti specifici di ciascun ordine, che devono comunque essere riportati nel Collegio Unitario per la necessaria deliberazione.

Negli istituti comprensivi (costituiti da scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di I° grado) il Collegio viene convocato per sezioni quando siano da valutare problematiche specifiche di uno dei settori scolastici compresi in questa nuova istituzione ed in tal caso le relative deliberazioni hanno valenza circoscritta agli stessi ambiti settoriali .Ovviamente la programmazione di ciascuna sezione deve essere formulata in maniera coerente con il Piano dell’Offerta Formativa elaborato dal Collegio plenario dei docenti, ed  assicurare  la continuità tra i diversi settori di istruzione, con riguardo anche alle attività di sostegno agli alunni diversamente abili. Sono peraltro di competenza dell’intero Collegio dei docenti, a titolo esemplificativo, le iniziative in materia di orientamento scolastico e quelle di sperimentazione degli ordinamenti e delle strutture o che, comunque, coinvolgano classi appartenenti a ordini diversi di scuole.

Il Collegio dei docenti, nell’esercizio dei poteri di auto organizzazione che gli sono propri, può articolarsi in commissioni o gruppi di lavoro ai quali sono affidati, in linea permanente e temporanea, compiti istruttori o di analisi preliminare degli aspetti e delle incidenze dei problemi più complessi che è tenuto ad esaminare (programmazione didattica ed educativa, sperimentazione, orientamento, formazione in servizio, …). Tali commissioni o gruppi di lavoro hanno soltanto una funzione preparatoria delle deliberazioni conclusive di esclusiva competenza dell’intero Collegio dei docenti.

Le competenze del collegio docenti sono stabilite dal Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 “Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione”.

 

Collegio unitario dei Docenti

  • ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico dell’ Istituto Comprensivo; in particolare cura la programmazione dell’azione educativa anche al fine di adeguare, nell’ambito degli ordinamenti della scuola stabiliti dallo Stato, i programmi di insegnamento alle specifiche esigenze ambientali e di favorire il coordinamento interdisciplinare. Il Collegio esercita tale potere nel rispetto della libertà garantita a ciascun insegnante;
  • formula proposte al Dirigente Scolastico per la formazione e la composizione delle classi e l’assegnazione ad esse dei docenti, per la formulazione dell’orario delle lezioni e per lo svolgimento delle altre attività scolastiche, tenuto conto dei criteri generali indicati dal Consiglio di Istituto;
  • valuta periodicamente l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell’attività scolastica;
  • provvede all’adozione dei libri di testo, sentiti i Consigli di Classe e di Interclasse e, nei limiti delle disponibilità finanziarie indicate dal Consiglio di Istituto, alla scelta dei sussidi didattici;
  • adotta e promuove nell’ambito delle proprie competenze iniziative di sperimentazione;
  • promuove iniziative di aggiornamento dei docenti dell’Istituto Comprensivo;
  • elegge, al suo interno, i docenti che fanno parte del Comitato per la Valutazione del servizio del personale insegnante;
  • delibera, ai fini della valutazione degli alunni, la suddivisione dell’anno scolastico in due o tre periodi;
  • formula proposte al Capo di Istituto in merito alla definizione del Calendario degli scrutini e degli esami;
  • programma ed attua le iniziative per il sostegno degli alunni portatori di handicap, esamina, allo scopo di individuare i mezzi per ogni possibile recupero, i casi di scarso profitto o di irregolare comportamento degli alunni dopo aver sentito i docenti della classe e gli specialistiche operano in modo continuativo nella scuola.

Appare opportuno privilegiare i momenti di collegialità unitaria , al fine di favorire una estesa conoscenza degli aspetti di funzionamento e delle attività che investono i diversi ordini di scuola, nell’ottica della gestione unitaria delle scelte, degli orientamenti progettuali e delle risorse dell’Istituto.

Generalmente i collegi unitari avvengono in queste date:

01 sett. , 10 sett. , 27 ott. , 15 dic. , 23 febb. , 30 marzo , 11 mag. , 30 giu.

Totale 16 ore

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La convocazione del Collegio dei Docenti deve essere disposta con congruo preavviso non inferiore a cinque giorni, esclusi i festivi e le domeniche rispetto alla data delle riunioni. In caso di urgenza i tempi di preavviso possono essere ridotti, ma non inferiori a ventiquattro ore. L’avviso, in questo caso, può avvenire telefonicamente o via mail.

Nella convocazione, oltre all’o.d.g., che deve sempre prevedere la voce varie ed eventuali, deve essere indicata la sede, l’ora di inizio e l’ora entro cui saranno conclusi i lavori.

Per alcune questioni esso sarà riunito nella totalità delle sue sezioni, mentre per altre, riferite alla singola scuola e/o ordine, il dirigente scolastico riunirà separatamente le diverse sezioni.

Il Collegio dei Docenti è convocato dal Dirigente Scolastico, nel rispetto del tetto fissato dalla programmazione annuale delle quaranta ore fissate dal CCNL e in relazione alle scadenze indicate dal Ministero. Il Dirigente Scolastico, inoltre, convoca il Collegio dei Docenti quando almeno un terzo dei suoi componenti ne faccia richiesta scritta e motivata.

L’ ordine del giorno degli argomenti da sottoporre al Collegio è determinato dal Dirigente Scolastico, sentiti i collaboratori.

Eventuali punti da inserire all’o.d.g. possono essere richiesti da un terzo dei componenti del Collegio dei Docenti,prima della data di convocazione del collegio stesso.

Ciascun docente può chiedere l’inserimento di eventuali punti all’o.d.g. di una successiva convocazione. La richiesta viene approvata o respinta dal Collegio.

All’inizio della seduta possono essere proposte modifiche alla successione degli argomenti all’o.d.g. dal Presidente o da almeno il 10% dei docenti.

 

Varie ed eventuali

Le varie ed eventuali possono essere oggetto di discussione, ma non di votazione. Gli argomenti possono essere proposti dal Presidente o dai docenti. La discussione di tali argomenti non può andare oltre i termini di tempo prefissati, a meno che il Collegio decida diversamente.

 

Verifica del numero legale

Ad apertura di seduta il Presidente verifica l’esistenza del numero legale e, qualora tale numero non sia raggiunto, ne fa fare atto verbale e il Collegio si ritiene convocato per il prossimo giorno non festivo, alla stessa ora.

 

Verbale delle riunioni

Il verbale del Collegio viene redatto, a turno, da uno dei collaboratori del Dirigente Scolastico. Il verbale viene letto all’inizio di ogni seduta o messo a disposizione degli interessati almeno cinque  giorni prima  dell’approvazione. si intende per letto, a meno che anche un solo docente ne richieda la lettura in tutto o in parte.

E’ concessa la parola solo per proporre rettifiche o chiarimenti. Nel formulare le proposte di rettifica non è ammesso rientrare in alcun modo nella discussione del merito dell’argomento. Il Presidente interpella il Collegio per conoscere se vi siano opposizioni alla rettifica proposta.

Se nessuno chiede di intervenire la proposta si intende approvata. Se vengono manifestate contrarietà sono ammessi interventi uno a favore e uno contrario alla proposta, ciascuno per non più di tre minuti.

Dopo tali interventi il Presidente pone in votazione, per alzata di mano, le proposte di rettifica e l’approvazione del verbale stesso. Il testo approvato diventa l’unico atto pubblico del Collegio.

 

Andamento dei lavori

Il Presidente provvede al buon andamento dei lavori del Collegio, mette in discussione gli argomenti all’o.d.g., ne può proporre la sospensione o il rinvio, concede la parola a chi la chiede nell’ordine nel quale sono state fatte le richieste d’intervento; regola la discussione, indice le votazioni e ne proclama l’esito.

Il docente che desidera che il suo intervento sia verbalizzato, deve farne richiesta prima dell’intervento stesso.

Qualora l’andamento della discussione e la natura degli emendamenti richiedano una sostanziale rielaborazione o una nuova stesura della proposta di deliberazione, il Presidente invita il relatore a redigerla e a sottoporla all’approvazione del Collegio.

Eventuali emendamenti devono essere votati prima della proposta medesima.

Gli emendamenti, che possono essere soppressivi, modificativi e aggiuntivi, devono essere presentati per iscritto e votati singolarmente.

Prima dell’inizio delle operazioni di voto, il presidente comunica al Collegio l’esatto numero dei presenti.

Le votazioni si effettuano di regola per alzata di mano. In caso di votazioni dubbie si procede per appello nominale. Il presidente è tenuto a dichiarare il proprio voto o l’astensione, in caso di parità prevale il voto del presidente.

E’ necessaria la votazione per scrutinio segreto, mediante schede, quando si faccia questione di persone.

Lo spoglio delle schede e la verifica dei voti sono espletati da tre docenti nominati dal Presidente.

Per le votazioni a scrutinio segreto relative all’elezione dei membri degli organi del Collegio (es. membri del Comitato di valutazione), ogni docente può esprimere preferenze sino ad un massimo di due terzi dei componenti da eleggere. Sono proclamati eletti coloro che ottengono il maggior numero di voti; a parità di voti, è proclamato eletto il più anziano d’età.

 

Deliberazioni

Le deliberazioni del Collegio, salvo i casi per i quali disposizione di legge e del presente regolamento prescrivano diversamente, sono adottate su testo scritto a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi; non si considerano tali le astensioni e, nelle votazioni a scrutinio segreto, le schede bianche o nulle.

Nelle votazioni palesi, in caso di parità, prevale il voto del Presidente.

 

Chiusura dei lavori

La seduta non può essere chiusa prima che il Collegio abbia deliberato su tutti gli argomenti posti all’o.d.g.; tuttavia, su proposta del presidente o della maggioranza del Collegio, la riunione può essere sospesa e aggiornata solo nel caso in cui sia stato esaurito il tempo della durata dei lavori previsto nella convocazione.

Il collegio, sulla base dell’atto di indirizzo del consiglio di istituto, tenuto conto anche delle proposte e dei pareri formulati dagli altri organismi collegiali,dalle associazioni di genitori e dalle Amministrazioni locali, elabora il PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA entro la fine del mese di giugno in modo che nella prima decade di settembre possa essere sottoposto all’adozione del consiglio.

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A titolo esplicativo si possono leggere alcune delibere sul sito

http://www.scuolamedialanafermi.it/verbali_organi_collegiali.htm

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